ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

Scuola media Dottori di Torgiano (PG) - Classe 3C

Lo sportwashing colpisce ancora

Olimpiadi e Mondiali: molti Paesi utilizzano lo sport e il loro denaro per pulire la propria immagine

Sportwashing… una parola che racchiude un significato molto profondo.

Ma entriamo nel vivo, che cosa è lo sportwashing? Questa terminologia significa sfruttare lo sport per modernizzare e “lavare” la propria immagine, facendo distogliere lo sguardo dai problemi dei diritti umani nei paesi che lo utilizzano, tra i quali: Cina, Qatar e Arabia Saudita.

Cominciamo con la Cina: in questo paese si sono appena conclusi i giochi olimpici e paralimpici invernali, e sfruttando l’interesse pubblico di questa competizione la Cina vuole migliorare la sua immagine globale, visto che le autorità compiono sistematiche violazioni dei diritti umani, soprattutto quelli riguardanti la libertà di espressione, infatti il governo incarcera molti giornalisti critici verso lo stato e il sistema politico.

Senza contare poi che l’inaugurazione delle olimpiadi è stato anche un evento politico, in cui l’ospite d’onore scelto dal presidente Xi Jinping, è stato il presidente russo Putin.

La stessa tecnica viene usata dal Qatar, in questo paese c’è una forte limitazione della libertà di espressione, oltre alla repressione delle persone appartenenti alla comunità LGBT e al modo in cui trattano i lavoratori stranieri.

Per distogliere lo sguardo da questa situazione il governo organizzerà il prossimo Mondiale di Calcio 2022, come in passato il torneo di tennis ATP o la Supercoppa Italiana 2014-2016.

Finiamo con l’Arabia Saudita, dove i diritti umani, e soprattutto quelli delle donne non sono garantiti a pieno, che si sta ripulendo l’immagine tramite l’acquisto di club, quali il Newcastle, e l’organizzazione di eventi sportivi: la Supercoppa di Serie A 2019, il campionato del mondo di pugilato e il gran premio automobilistico di Formula E.

C’è anche chi si oppone allo sportwashing, come il tennista svizzero Roger Federer. Il campione del mondo infatti ha rifiutato un milione di dollari per un’esibizione in Arabia Saudita, protestando per l’uccisione di Jamal Khashoggi, un giornalista dissidente saudita che nel 2018 è stato ucciso nel consolato di Istanbul perché aveva criticato il regime saudita e il governo.

Un rapporto dell’ONU individua come mandante il principe ereditario Mohammed Bin Salman. A parere nostro lo sportwashing è una tecnica che sta influendo negativamente nello sport, infatti i soldi che girano intorno ad esso ne rovinano la vera essenza. Inoltre lo sport unisce le persone e insegna i valori fondamentali della vita.

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