Scuola Secondaria di primo grado Curtatone e Montanara di Pontedera (PI) - Classe 2A

Covid, da Wuhan all’anno 2022

Origine del virus, andamento, cure, vaccini. La situazione attuale nel nostro Paese e nel mondo

I primi casi di Sars-CoV-2 si sono verificati a Wuhan, nell’ottobre 2019. La maggior parte di questi frequentava il mercato della città di frutti di mare e animali vivi. Nel dicembre 2019, la commissione sanitaria municipale di Wuhan ha segnalato all’Oms casi di pazienti che mostravano i sintomi di una «polmonite di causa sconosciuta».

Nel gennaio 2020 gli scienziati hanno scoperto che il nuovo Covid poteva essere trasmesso da uomo a uomo tramite contatto.

L’Oms, vista la velocissima diffusione globale dell’infezione, ha dichiarato che l’epidemia di Covid 19 poteva essere considerata una pandemia.

In Italia, i primi casi positivi registrati furono due turisti cinesi immediatamentericoveratinell’ospedale Istituto Spallanzani di Roma. La malattia colpisce in vari modi: in genere si presentano sintomi come febbre, tos-se, perdita di gusto e olfatto.

Nei casi gravi si hanno difficoltà respiratorie, forti dolori al petto e afasia. In media una persona manifesta i sintomi 5-6 giorni dopo la contrazione del virus.

Contribuiscono alla lotta contro il virus l’uso della mascherina, anche all’aperto, mantenere la distanza di almeno un metro trauna persona e l’altra, igienizzarsi spesso le mani. La durata della quarantena per chi è positivo varia in base alla data della vaccinazione effettuata.

Ogni volta che il virus si replica è probabile che introduca mutazioni o varianti. Le varianti più conosciute attualmente sono la Delta, l’Omicron e la Deltacron.La Delta è la più letale perché colpisce direttamente i polmoni mentre Omicron, che ha causato molti più contagi, ha registrato un minor rischio di ricovero del 52%, di terapia intensiva del 74%, di morte del 91%. La più recente è la Deltacron, che spaventa di più perché ancora non conosciamo i suoi effetti. Tra i mezzi che la medicina ha messo a disposizione per rallentare la diffusione dei contagi il vaccino è risultato il più efficace: in Italia oltre 50 milioni di persone hanno fatto la prima dose. I vaccini più diffusi sono il Pfizer e il Moderna.

Per gli adulti e i ragazzi la terza dose ha solo la metà della quantità delle altre, mentre ai bambini tra i 5 e gli 11 anni viene iniettato un terzo del dosaggio rispetto agli adulti. Dagli studi effettuati si nota che i vaccini riducono enormemente le possibilità che la malattia si sviluppi in forme gravi, ne segue un minor numero di ricoveri in terapia intensiva ed una minore pressione sulla sanità pubblica che potrà dedicarsi anche ad ammalati afflitti da patologie diverse che negli ultimi due anni sono stati trascurati.

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