ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

Diciamo basta agli stereotipi nello sport

Da Billy Eliot a Roberto Bolle, quando i successi vanno oltre i giudizi e le considerazioni degli altri

Vi è mai capitato di praticare uno sport ed essere giudicati perché quest’ultimo è spesso praticato dal tuo sesso opposto? Questo fenomeno è sempre esistito e ormai è molto frequente. Non è raro ricevere dei commenti sgradevoli, giudizi non richiesti, oppure reazioni sbigottite per aver scelto uno sport fuori dall’ordinario.

Per esempio: un ragazzo che pratica danza, oppure una ragazza che pratica boxe. Ciò fa sì che nascano spregevoli etichette, vale a dire le «classiche»: maschiaccio o femminuccia. È frequente che alcune delle offese vengano dalla propria squadra, anche a causa della competizione che si crea.

Queste offese, che possono sembrare innocue, sono molto incisive a livello del proprio equilibrio psicologico.

Purtroppo, a causa delle pressioni esercitate dall’esterno, molti atleti vengono scoraggiati e talvolta costretti persino ad interrompere l’attività sportiva, infrangendo sul nascere il sogno di molti ragazzi.

Tutt’oggi molti sport vengono considerati più adatti alle donne rispetto che agli uomini e viceversa, creando così svariati stereotipi che derivano da una mentalità chiusa.

Generalmente chi possiede questo tipo di mentalità la trasmette ai propri figli. Sarebbe appropriato dare un adeguato insegnamento in modo naturale e spontaneo, facendo capire ai bambini che nello sport non ci sono differenze e che è assoluta-mente normale.

Insegniamo fin da subito a dire basta alla discriminazione nello sport! Un esempio di quanto gli stereotipi possano essere forti è rappresentato nel film Billy Eliot, dove il ragazzo è costretto ad allenarsi di nascosto dal padre per l’avversione del genitore nei confronti della danza, il finale però ha un risvolto positivo, con il successo che il giovane riesce ad ottenere in questa disciplina.

Nonostante tutto ciò, fortunatamente ci sono anche esempi di superamento di queste alte barriere: partiamo dal passato con Charlotte Cooper e Margaret Abbot, le prime donne a vincere una medaglia d’oro nel tennis e nel golf nelle prime olimpiadi in cui le donne avevano diritto di partecipare.

Raggiungiamo il presente con un’icona della danza classica, Roberto Bolle, che sta riscuotendo consensi e sta ottenendo successi in Italia e nel mondo, ma anche con la nostra nazionale di calcio femminile che ha fatto divertire, esultare ed emozionare tutti gli italiani alle recenti competizioni a cui ha preso parte.

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