ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

Il seme per un futuro migliore

La nostra scuola collabora con i Carabinieri Forestali per piantare alberi e creare più boschi possibile

I Carabinieri Forestali hanno un compito da svolgere entro il 2023: coltivare più alberi possibile scegliendo le specie autoctone. Gli alberi contrastano l’inquinamento atmosferico: si stima che nei prossimi 10 anni si pianteranno 250.000 alberi che elimineranno ben 38 milioni di kg di CO2. I Carabinieri Forestali hanno anche il compito di preservare le foreste demaniali, cercare i luoghi dove la vegetazione ha bisogno di cure, o zone per piantare nuovi alberi; questo può accadere anche nei plessi scolastici.

Con una mappa digitale possiamo visualizzare questo bosco diffuso che si estende in tutta Italia, un patrimonio verde di ossigeno che riduce l’inquinamento (sito: unalberoperilfuturo.rgpbio.it). Il progetto è rivolto a tutte le scuole ed i ragazzi avranno la possibilità di incontrare i Carabinieri come è successo a noi che abbiamo intervistato i Carabinieri del Reparto per la Biodiversità di Pieve S. Stefano il Tenente Colonnello Veracini e l’appuntato scelto Paceschi.

Grazie a questo progetto, quanti alberi avete piantato? «Ad oggi 14.584 ed hanno eliminato 251.790 kg di CO2».

Perché secondo voi è importante coinvolgere le scuole? «Perché i ragazzi sono abituati a rispettare l’ambiente, evitano l’inquinamento per amore, non perché lo dice la legge».

Cosa fate per salvare un albero o preservare il seme? «Per prendere il seme bisogna salire sull’albero, va conservato in celle frigorifere e poi piantato o meglio messo a dimora».

Tra gli alberi quali hanno bisogno di più cure? «Per prima cosa dobbiamo conoscere l’albero, poi capiamo le sue esigenze; ogni specie ha le sue caratteristiche».

Quale preferite tra quelli che avete piantato o salvato? «L’albero di Falcone, Ficus Macrophylla Magnolioides, noto anche come albero della Legalità, che noi doniamo alle istituzioni scolastiche; o la felce tirrenica, che cresceva solo sull’isola di Monte Cristo. Qui ce ne erano solo due esemplari: se non avessimo preservato il seme, la specie si sarebbe estinta».

Cosa fate quando trovate chi non rispetta l’ambiente? «In molti casi si va in galera se si lasciano rifiuti pericolosi o si compiono reati gravi, ma se arresti qualcuno che ha danneggiato l’ambiente il danno rimane. Dobbiamo creare la coscienza della legalità nei giovani.»

Che possono fare i cittadini per salvaguardare l’ambiente? «I ragazzi hanno capito e devono spiegarlo agli adulti».

Vi piace questo lavoro? Sì, perché riusciamo a interagire con voi, facendovi una diversa impressione visto che siamo in divisa. Il nostro ufficio è il bosco; ci saranno rischi ma salviamo e diamo casa agli alberi»

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