ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Carlo Collodi di Prato (PO) - 5D

Il ritorno dei giallo-rossi. C’è un campo da salvare

In via del Purgatorio c’è un rettangolo di terra in attesa di tornare a far battere il cuore del quartiere La storia dell’Ambrosiana inizia nel 1952: non era solo una squadra di calcio, ma una palestra di vita

Dalle finestre delle nostre aule osserviamo un rettangolo di terra che sembra dormire, in attesa di tornare a far battere il cuore del quartiere.

La storia dell’Ambrosiana inizia lontano, nel 1952. Nata come società parrocchiale legata a Santa Maria del Soccorso, non era solo una squadra di calcio, ma una vera “palestra di vita”. Per decenni è stata il fiore all’occhiello della Toscana, una scuola calcio capace di insegnare la tecnica e, soprattutto, il rispetto. Tra gli anni ‘80 e ‘90, calcare l’erba (o la terra) di via del Purgatorio era un onore per ogni giovane calciatore della regione. Oggi, noi alunni della quinta ci affacciamo spesso alle finestre della nostra scuola.

Davanti ai nostri occhi c’è proprio quel campo storico, racchiuso tra via del Purgatorio e via Alessandria. È lì, immobile, eppure pieno di ricordi. A volte, durante le lezioni, ci perdiamo a guardarlo e immaginiamo di vederlo popolato di maglie giallo-rosse. Sarebbe bellissimo poter correre su quel terreno anche solo per una ricreazione, sentendo le grida di gioia dei ragazzi che giocano proprio sotto le nostre aule. Fortunatamente, non siamo gli unici a sognare. Alcuni ex-giocatori, spinti dalla nostalgia e dall’amore per il quartiere, hanno deciso di far rinascere la società. L’idea è nata quasi per caso, passando davanti a quei cancelli chiusi: perché non restituire ai bambini di questa zona una ’squadra di paese’?.

Oggi l’Ambrosiana è di nuovo una realtà. Un nostro compagno di classe fa parte della squadra e ci racconta spesso l’emozione di indossare quei colori storici. Tuttavia, c’è una nota di malinconia nei suoi racconti: gli allenamenti si svolgono spesso in campi diversi, lontani da quel luogo che dovrebbe essere la loro “casa”. In squadra non si impara solo a calciare un pallone, ma si riscoprono i valori dell’educazione e della convivenza, quegli stessi principi che il parroco e i dirigenti del ‘52 avevano messo alla base del progetto.

Recuperare il campo di via del Purgatorio non significa solo restaurare un impianto sportivo, ma restituire un’anima al quartiere.

Chiediamo che quel prato torni a essere un punto di ritrovo, un luogo dove la scuola e lo sport possano stringersi la mano. Vorremmo che il silenzio di quel campo venisse interrotto dai fischi degli arbitri e dalle risate dei nostri coetanei.

Salvare il campo di via del Purgatorio significa investire su di noi, sul nostro diritto al gioco e sulla storia di una città che non vuole dimenticare le proprie radici.

 

Non tutti sanno che il leggendario Paolo Rossi, l’uomo che fece piangere il Brasile e trascinò l’Italia alla vittoria del Mondiale nel 1982, ha iniziato a correre dietro a un pallone proprio a pochi passi dalla nostra scuola. Prima della gloria internazionale, dei Palloni d’Oro e degli stadi gremiti, c’era il campo dell’Ambrosiana in via del Purgatorio. Fu proprio tra le maglie giallo-rosse della squadra parrocchiale che Pablito mosse i suoi primi passi fra il 1967 e il ’68. In quel campo di terra e polvere, Paolo Rossi ha imparato l’astuzia, la velocità e quel senso del gol che lo avrebbero reso unico.

Chi lo ha visto giocare da bambino al Soccorso ricorda un ragazzino minuto ma inarrestabile, capace di scattare tra i difensori con una naturalezza fuori dal comune.

Per lui, quel campo non era solo un luogo di allenamento, ma una palestra di vita legata ai valori sani della comunità parrocchiale. Oggi, per noi alunni della Scuola Collodi, sapere che un campione del mondo è cresciuto davanti alle nostre finestre è motivo di grande orgoglio. Paolo Rossi rappresenta la prova che i sogni più grandi possono partire dai campi di periferia, quelli che oggi vediamo chiusi o trascurati. Il recupero del campo dell’Ambrosiana non sarebbe quindi solo un’operazione urbanistica o sportiva, ma un omaggio alla memoria di un pratese illustre.

La pagina è stata realizzata dagli alunni-redattori della classe VD della scuola primaria ’Collodi’ di Prato dell’Istituto comprensivo Malaparte. Gli alunni-redattori e disegnatori sono: Ali Tawhid, Bambini Emma, Carannante Loredana, Cavallucci Jason, Chen Jessica, Dennoun Alae, Ehimen Matteo Oseiwe, Ferati Eris, Fogacci Shania, Hu Kingston, Ji Jiale Michele, Kurti Roel, Liaqat Fatma, Lin Alan, Lin Bryan, Otasowie Godwin, Ramos Mendez Liam Aaron, Sami Mohammad Azan, Vanacore Erika, Umar Ubaidullah, Zahra Zinab, Zhang Yuxuan, Zhou Sandro, Zhou Yi Cristina.

La realizzazione dell’articolo è stata coordinata dagli insegnanti-tutor Lucia Beccani, Anna Aliperti, Cioni Alessandra, Fara Maurizio, Galluzzo Lorenzo. 

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