Dipendenza dal gioco d’azzardo. Un problema sempre più diffuso
Non è facile rinunciare alle tentazioni, ecco perché è importante chiedere aiuto a centri e associazioni L’indagine realizzata della classe 2E della scuola media Staffetti dell’Istituto comprensivo Massa 2
Oggi sono molte, anche giovani, le vittime del gioco d’azzardo. Si tratta di un fenomeno molto pericoloso: promette vincite facili che, nella maggior parte dei casi, non si realizzano mai. Non è semplice rinunciare alle tentazioni, sono molte ed è molto facile cascarci soprattutto perché sono frequenti e ripetitive. Bastano pochi soldi giocati e parte il vizio, che può portare alla perdita di molti soldi fino a finire stipendi e, nei casi più gravi, può portare a commettere furti per ricavare il denaro da scommettere.
Per uscire dalla dipendenza del gioco, la ludopatia, è importante chiedere aiuto e rivolgersi a centri con terapie specializzate, come quelli che si occupano anche di dipendenze da droga e alcol. Negli ultimi anni sono nate molte associazioni che aiutano le persone in difficoltà a liberarsi dalla ludopatia. Gli studenti di due classi seconde dell’Istituto Staffetti hanno partecipato al laboratorio de “L’arte del gioco, senza farsi male”: la 2B e la 2E. Il progetto, promosso dalla Zona Distretto delle Apuane e dalla Società della Salute di Firenze con la Comunità pedagogico riabilitativa Monte Brugiana e le Cooperative Sociali Cometa, prevede attività di “prevenzione scolastica” per rendere consapevoli dei rischi legati al gioco d’azzardo e si concluderà il 12 maggio con lo spettacolo teatrale: ‘Il Circo delle Illusioni’. Durante gli incontri, due esperti, Gianni e Agnese Lazzarotti, hanno spiegato che cos’è il gioco d’azzardo, dal meccanismo delle slot machine, al Superenalotto e ai Gratta e vinci; come nasce la dipendenza e quali sono i rischi, compresi quelli legati ai giochi online.
Al termine del progetto, gli studenti delle due classi si sono sfidati con un quiz: la classe 2E è risultata vincitrice. Alla fine del progetto, gli studenti della 2E hanno condiviso le proprie riflessioni. Durante questo progetto, abbiamo capito la pericolosità del gioco d’azzardo e le probabilità di vincita o di perdita. Anche persone della nostra età o comunque minorenni possono essere coinvolte nel gioco e avere una dipendenza. E quelle legate al web stanno crescendo negli ultimi anni.
Le associazioni che lavorano per curare persone con questo problema hanno molti pazienti e a volte può essere molto difficile curarli.
Abbiamo visto un video su una di queste associazioni, vicino a noi, e ci è stato spiegato come vengono gestite le persone dipendenti.
Questo progetto è stato interessante e al tempo stesso divertente: siamo stati coinvolti tutti. Secondo noi potrebbe servirci in futuro a gestire una dipendenza da gioco nostra o che potrebbe avere un nostro amico, conoscente o parente.
Già dalla metà del Settecento, sotto il regno di Maria Teresa d’Austria, il gioco d’azzardo viene autorizzato in Europa. Il termine “azzardo” ha origini lontane: dal francese hasard, a sua volta dall’arabo azzahr, cioè “dadi”.
Sono proprio i dadi una delle prime forme di gioco, come dimostrano antichi reperti realizzati in ossa, pietra o legno. Prima della diffusione dei giochi da tavolo, erano molto popolari altre forme di scommessa come le corse dei cavalli, passatempo tipico delle corti reali, da cui deriveranno le giocate sportive. Si attribuisce al ma-tematico francese Blaise Pascal l’invenzione della roulette. Negli Stati Uniti, invece, Charles Fey inventa la prima slot machine, aprendo la strada a nuove modalità di gioco con una macchina.
Nel corso della storia le autorità religiose hanno spesso condannato queste pratiche di intrattenimento, ritenute immorali e pericolose, perché legate a vizi come l’avidità con conseguente perdita di denaro. Oggi, con il progresso tecnologico, il gioco d’azzardo si è spostato anche su internet. Il che lo rende più accessibile, ma anche più rischioso: aumenta infatti il pericolo della ludopatia, una vera e propria dipendenza che può causare gravi problemi economici e psicologici. In Italia il gioco d’azzardo è regolato dalla legge ed è spesso gestito dallo Stato. Può essere praticato solo in luoghi autorizzati, come i casinò o le sale dedicate. In passato, invece, i luoghi illegali in cui si giocava erano chiamati “baratterie”. Col tempo, però, molte di queste attività sono state legalizzate, anche perché rappresentano un’importante fonte di entrate fiscali per lo Stato.
La redazione della 2E della Scuola media Staffetti – IC Massa2 ha realizzato questa pagina di Cronisti in classe e ora si presenta. E’ composta da: Gaia Battistini, Anna Bonuccelli, Maria Grazia Bonuccelli, Anna Bordogna, Rocco Bordogna, Anna Buffoni, Andrea Capuzzo, Matteo Cardellini, Maria Cuturi, Chiara Del Macchia, Giuseppe Farina, Aurora Ganapini, Giulia Lenci, Tommaso Leonardi, Pietro Pacati, Carlotta Poggi, Matilde Sofia Ricci, Diletta Vignali, Andrea Zanca e Iris Zega.
Tutor è l’insegnante Stefania Bongiorni. Infine grazie alla dirigente scolastica Ines Mussi.