Con la guerra negli occhi. «La mia vita? E’ là in Ucraina»
La testimonianza di una nostra compagna di classe, che è dovuta fuggire in Italia
«Sarebbe stato bello tornare a casa e trovarla come se non fosse mai successo nulla»: queste le parole di A., una nostra compagna di classe, nata e vissuta in Ucraina fino allo scoppio della guerra. Nel febbraio 2022 è stata costretta a lasciare i suoi amici, la sua famiglia, la sua casa e soprattutto l’Ucraina, il suo paese, il paese in cui aveva passato tutta la vita fino all’età di nove anni. Le valigie preparate in fretta, la frenesia di partire, non una parola; nessuno le aveva detto il motivo della partenza, ma lei l’aveva capito da sola: guerra. Direzione Polonia, dove li stavano aspettando il padre e lo zio; poi via, verso l’Italia. A. ricorda: «In macchina eravamo cinque persone, non ci siamo mai fermati e non era possibile dormire. Una volta arrivati qui, ho iniziato a frequentare subito la scuola; non parlavo ancora l’italiano ma, per fortuna, sia le maestre che i compagni mi hanno aiutato e mi sono sentita accolta».
A. ci ha detto che, nonostante si sia trovata bene in Italia, ha sempre desiderato tornare in Ucraina, ma non è stato possibile fino allo scorso Natale. Quattro anni, quattro lunghi anni lontana da Ivano Frankivs’k, a 133 Km sud-est di Leopoli.
È stato difficile per te tornare in Ucraina? «Difficile no, anzi, ero molto felice.
L’unica cosa che mi faceva stare male era non essere rimasta in buoni rapporti con i miei amici».
A. ci ha spiegato che non era stata l’unica ad andarsene allo scoppio della guerra: molti dei suoi compagni di classe si erano trasferiti altrove. Però, a differenza sua, la maggior parte è tornata dopo un anno, mentre lei è rimasta in Italia e la lontananza ha fatto crescere la distanza tra di loro.
«Nonostante ciò, ero molto contenta di tornare perché avrei rivisto i miei parenti, in particolare la mia bisnonna con cui sono cresciuta; è stato bellissimo. Dopo due settimane, non volevo più ripartire, perché in Italia sì, sto bene, ma non mi sento ancora a casa. Mi manca l’inverno ucraino, cantare le canzoni natalizie in coro per le strade, la neve, i campi di grano in estate. Una cosa che mi ha molto colpito – continua – è stata l’assenza di uomini: tutti erano al fronte oppure si nascondevano in casa per non farsi prendere dalla polizia. La cosa più scioccante per noi è stato quando ci hanno raccontato degli allarmi che suonano ogni giorno, della corsa ai rifugi e degli aerei che passano a tutte le ore sopra la testa».
Dove immagini la tua vita tra dieci anni?, le abbiamo chiesto «In Ucraina», ha risposto commossa ma determinata.
Che fine ha fatto la guerra in Ucraina? Sebbene negli ultimi tempi l’argomento non sia più centrale nei giornali, per via di nuovi conflitti in corso, la guerra nelle regioni del Donbass e della Crimea, è tutt’altro che finita. I dati del conflitto sono sconcertanti: i caduti russi sono circa 352.000, a cui si aggiungono 900.000 dispersi e feriti (stima pubblicata da media russi in esilio). L’Ucraina, invece, sta vivendo un fenomeno detto “svuotamento demografico”: infatti la popolazione, che ha avuto il suo picco nel 1990, toccando quota 51,9 milioni di persone, adesso conta solo 28,7 milioni di unità. In questa differenza è compresa anche la perdita di un numero di soldati che oscilla tra le 100 e le 140 mila unità (i dati sono del Sistema di Informazione per la sicurezza della Repubblica). Impressionanti sono anche le cifre dei profughi: ammontano, solo in Ucraina, a4,3 milioni di cui 1.150.000 minori, secondo la ISMU, diretti principalmente verso l’Europa, in particolare Romania e Polonia.
Nel frattempo l’Ucraina è diventata un laboratorio avanzato di tecnologie belliche grazie a una serie di startup che producono ed esportano droni militari e complessi sistemi di rilevamento e tracciamento di minacce aeree e terrestri, diventando così un paese all’avanguardia nelle tecnologie militari.
Noi siamo la IIIA del Comprensivo Perugia 5, diretto dal professor Fabio Gallina.
La pagina è stata realizzata da: Penelope Bevacqua, Canchari Marquez Dylan Zafir, Francesco Catalpi, Gloria Cesarini, Emma Cicala, Joseph Cucciolotti, Giorgio Flamini, Giorgia Iachettini, Anhelina Moisiuk, Diego Moretti, Diego Palladino, Melissa Pelliccia, Alice Raffaelli, Alessandro Scappaticci, Diego Strettomagro, Yagmour Fadi Naji Harbi, Giacomo Zuccaccia. Le vignette sono state realizzate da Chiara Francavilla (Un doloroso arrivederci) e Yafrah Hosna (Tornerà la primavera). La redazione è coordinata dalle docenti: Gerardina Ioli e Elena Moretti.