ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Della Francesca di Arezzo (AR) - 5A

Quando la noia aiuta a immaginare. «Così nascono storie fantastiche»

La nostra ricerca evidenzia che in quello spazio i bambini possono valorizzare la creatività

Vi è mai capitato di stare sdraiati sul letto, guardare il soffitto e sospirare: ”Uffa, che barba, non so cosa fare!”. Oppure aspettare il suono della campanella e avere la sensazione che il tempo non passi mai e pensare: «Che pizza!», Se sì, state semplicemente provando una sensazione che tutti, prima o poi, hanno provato: la noia. Per definizione la noia è uno stato d’insoddisfazione, di fastidio, dovuto alla ripetitività, alla mancanza di stimoli o di interesse per ciò che facciamo. Quando dura molto a lungo ci può far sentire tristi e nervosi, perché sembra di perdere tempo, e non è una bella sensazione.

Nei casi più gravi, l’incapacità di affrontare la noia può portare a mettere in atto comportamenti pericolosi. Questo è il rischio che incontriamo oggi poiché, fin da piccoli, il nostro tempo è incasellato in impegni eccessivi e attività scandite che ci sottopongono ad una iperstimolazione che va ad ostacolare la creatività, la fantasia e la capacità di gestire il tempo libero. Per questo motivo è importante che noi bambini si sperimenti e si conosca la noia, così da trovare modi positivi e stimolanti per trasformare questa croce in delizia. Proviamo allora a fare un esperimento: quando sentiamo arrivare la noia, non accendiamo subito il tablet o la TV. Tentiamo di resistere una decina di minuti, guardando fuori dalla finestra, scarabocchiando un foglio o aprendo un cassetto che da tempo rimaneva chiuso e dimenticato. Potremmo scoprire qualcosa di davvero inaspettato, capace di trasformare il grigiore del momento in un’idea coloratissima.

Gianni Rodari ha scritto che «la noia è lo spazio in cui i bambini imparano a dare vita alla loro fantasia» e molti esperti sostengono che essa sia una risorsa preziosa per imparare a saper aspettare e a gestire i «momenti morti» e, quindi, non un problema da risolvere immediatamente.

Noi bambini di 5^ ci abbiamo provato e abbiamo scoperto che, in questi momenti di noia, la fantasia si accende e il cervello si attiva.

Così, d’un tratto, nascono storie fantastiche, s’inventano nuovi giochi da fare addirittura con i nostri fratellini, si realizza un progetto speciale con le Lego, si organizzano uscite in bicicletta, si scopre il piacere di leggere un libro o, più semplicemente, ci lasciamo andare ad ascoltare i nostri pensieri e a fantasticare ad occhi aperti, nel silenzio della nostra cameretta.

Perché la noia è come un foglio bianco, che all’inizio può fare un po’ paura perché è vuoto, ma è l’unico posto dove possiamo disegnare quello che desideriamo.

 

Da un’intervista ai nostri nonni è emerso che, ai loro tempi, annoiarsi era quasi un lusso. Fin da piccoli, erano sempre occupati a dare una mano alla famiglia, andando a lavorare nei campi piuttosto che a governare gli animali o aiutare nelle faccende domestiche. Inoltre, a quei tempi, non esistevano i dispositivi elettronici che abbiamo oggi e con i quali, purtroppo, passiamo gran parte del nostro tempo. La signora Fausta, nonna di Teresa, ha raccontato che, nel dopoguerra, i bambini si divertivano con il poco che avevano, come ad esempio creare bambole con stracci e legnetti. La nonna di Cesare, invece, si distendeva su un prato e inventava storie fantastiche, lasciandosi ispirare dalle nuvole.

Tali storie venivano poi scritte e raccontate ai parenti durante i pranzi in famiglia. Ancora oggi questa è rimasta la sua più grande passione. C’era chi si divertiva a costruire flauti con le canne di bambù o fucili di legno con elastici e mollette: tecniche tramandate ai rispettivi nipoti, Nathan e Edoardo. Il nonno di Serena realizzava i burattini con gli scarti della falegnameria del babbo e, guardando il tramonto, si lasciava ispirare e inventava delle bellissime storie che raccontava alla sua mamma, per renderla felice. E cosa c’è di più bello che salire su un albero, insieme alle amiche, e raccontarsi segreti e storie inventate, come faceva la nonna di Noemi. Per loro, la noia era la madre delle invenzioni: il fango, un cerchio di bicicletta vecchio, i tappi di bottiglia per fare le figurine, diventavano strumenti di gioco.

Alunni Linda Agostini, Massimo Bardazzi, Lorenzo Benedetti, Cesare Berlicchi, Alessia Boschi Viola Casucci, Davide Dell’Eugenio, Serena Farinelli, Noemi Frangipani, Nathan Frulli Minerva Gustinelli Estera Iancu, Agata Lucchi, Andrea Manetti Sofia Maria Marin, Santiago Minucci, Noemi Nobile, Teresa Salvini Stella Sarri, Emma Sestucci, Edoardo Tanganelli, Francesca Luce Tronci Insegnanti Tutor: Alessandra Giunti, Laura Zingarelli Docenti: Barbara Lapini, Sara Coradeschi, Alessandra Ranieri, Lucia Miele, Lorenzo Nannucci Preside Rossella Esposito 

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Apertura votazioni 14/05/2026 ore 10:00
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