I lavori in corso a Firenze Sud. Come cambia Gavinana con i fondi UE
Dal 2021 le politiche di coesione dell’Unione Europea stanno cambiando il Quartiere Tre
Negli ultimi tempi a Firenze, soprattutto nel quartiere di Gavinana, si vedono molti cantieri per le strade. Come sono stati finanziati? I lavori di trasformazione delle città europee sono possibili grazie a diversi strumenti di finanziamento, in particolare quelli legati alle politiche di coesione dell’Unione Europea, che servono a ridurre le differenze tra i territori più ricchi e quelli più svantaggiati. A questi si aggiungono anche altri programmi, come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nato dopo la pandemia per sostenere la ripresa economica, oltre a fondi statali e degli enti locali. Nel quartiere di Gavinana si possono vedere vari esempi di questi interventi. Uno dei più vicini alla nostra scuola è l’ampliamento del parco di Rusciano, che è stato esteso di circa 5 ettari e arricchito con nuovi alberi e orti sociali. Nella nostra zona sono presenti anche i lavori della tramvia, che attraversa viale Giannotti e viale Europa e che ha comportato importanti modifiche alla viabilità e nuove infrastrutture, tra cui il nuovo ponte sull’Arno tra Bellariva e l’Albereta.
Questi interventi comprendono la risistemazione di piazze, spazi verdi e piste ciclabili. Un altro esempio riguarda l’ex scuola dell’infanzia di via Villamagna, che sarà trasformata in un nuovo asilo nido per circa 60 bambini. Anche l’Istituto Comprensivo Puccini ha beneficiato di finanziamenti europei: come ci ha spiegato il nostro dirigente scolastico, Prof. Mattia Venturato, «nel corso degli ultimi anni la nostra scuola ha fruito di diversi finanziamenti legati ai fondi di coesione. In particolare ci siamo concentrati su tre direttive strategiche: la connettività a internet e le dotazioni informatiche; gli ambienti di apprendimento, sia esterni che interni ai nostri edifici; l’aumento del tempo-scuola attraverso attività qualificate di ampliamento dell’offerta formativa».
Per esempio sono serviti per proporre gratuitamente a noi studenti alcuni corsi pomeridiani extracurricolari come il laboratorio di giornalismo e scrittura creativa, il laboratorio del fare e l’aiuto compiti. Nella nostra scuola inoltre i fondi europei sono stati utilizzati per realizzare aule immersive e orti didattici.
Accanto ai risultati positivi, esistono anche alcune criticità: i lavori della tramvia hanno creato infatti diversi disagi temporanei alla viabilità e ridotto alcune aree verdi, come all’Albereta e in piazza Bernardino Pio. Inoltre, secondo noi, sarebbe stato meglio usare i fondi delle politiche di coesione anche per restaurare la villa di Rusciano, che potrebbe in futuro ospitare nuovi spazi per attività culturali rivolte ai cittadini.
Le politiche di coesione dell’Unione Europea possono sembrare lontane dalla vita quotidiana, in realtà incidono su tutti noi più di quanto pensiamo: possiamo immaginarle come un grande salvadanaio condiviso tra i 27 paesi dell’UE, per aiutare quelli più in difficoltà. Servono infatti a ridurre le differenze tra i territori più ricchi e quelli più svantaggiati, per garantire migliori condizioni di vita e uguali opportunità per tutti i cittadini. Non tutti i paesi dell’UE sono uguali: alcuni hanno più lavoro, servizi e infrastrutture, altri sono più indietro. Proprio qui entrano in gioco le politiche di coesione, che servono a sostenere lo sviluppo delle regioni più deboli riducendo le disuguaglianze.
I fondi, organizzati in cicli di sette anni, finanziano progetti molto diversi: costruzione e miglioramento di scuole, strade e ospedali, digitalizzazione dei servizi, tutela dell’ambiente e sviluppo delle energie rinnovabili. Nel periodo 2021-2027 l’UE ha stanziato più di 500 miliardi di euro, con attenzione alla transizione ecologica e alla crescita sostenibile. I fondi per la coesione so-no di vari tipi: il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) finanzia infrastrutture come strade, scuole, ospedali e centri di ricerca; il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) sostiene l’occupazione, la formazione e i corsi per giovani e persone senza impiego; il Fondo di Coesione, destinato ai paesi meno sviluppati dell’UE, finanzia grandi opere pubbliche e progetti ambientali.
Dopo la pandemia, per rilanciare l’economia l’UE ha creato anche il programma Next Generation EU, che finanzia il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).I
La pagina è stata realizzata dalla classe II D della Scuola Secondaria di primo grado «Puccini».
Alunni: Rui Batistini, Igor Bianchi, Anita Buoncristiano, Samanta Nicol Castro Reyes, Neri Cellai, Mattia Franzone, Dario Gargani, Carlotta Labile, Emanuele Emin Lari, Vittoria Lucarelli, Francesco Magherini, Zelda Moleri, Silvia Neri, Aurora Niccolini, Lorenzo Piccioli, Arianna Pretini, Edoardo Prunecchi, Antonio Riccio, Irene Rotella, Ariel Alexander Vasquez Castillo, Jenisha Veigas, Leonardo Zannoner. Docente tutor: Prof. Paolo Boschi Dirigente Scolastico: Prof. Mattia Venturato