Il valore del passato di Firenze. L’attualità di una bellezza inestimabile
Il privilegio di chi non si stanca mai di viverla e un invito a prendersene cura
Mettere l’uomo al centro dell’Universo è stata la missione più bella e nobile del Rinascimento italiano.
Firenze ha cullato questa rinascita facendola uscire dall’oscurità del Medioevo e l’uomo rinato ha avuto un privilegio immenso: quello di far parte di uno dei periodi più straordinari dell’Umanità: un’epoca di cultura, arte, scienza e letteratura che non si era mai visto prima. Noi giovani d’oggi, che siamo a due passi da Firenze ed esattamente nel Valdarno, abbiamo avuto tante occasioni di andare dove tutto si è compiuto tanti anni fa e, nel visitare opere che tutto il mondo ci invidia, non possiamo non riflettere su questo enorme tesoro. Fra tutte le considerazioni sulla bellezza, quella di aprire gli occhi davanti a questi capolavori e sentirsi parte di qualcosa di più grande della Storia, intrisa di eventi importanti, è senza ombra di dubbio una grande fortuna. E la fortuna si sposa con il privilegio e di esso ne conserva l’unicità e l’esclusiva. Cadere nel tranello dell’abitudine è un insulto all’intelligenza. Osservare la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto, il David di Michelangelo, far visita agli Uffizi, al Bargello, alle gallerie dell’Accademia e molto altro ancora non è un’esperienza sensoriale, ma un «prodigio» vivente di emozioni e riflessioni.
Una lezione che va oltre alla semplice giornata da «turista» e sconfina invece nella considerazione di una preziosa maestra di vita. Camminare per le strade che hanno visto i passi di Michelangelo, Leonardo, Botticelli, Poliziano, Bembo, Lorenzo il Magnifico, Donatello, Boiardo, è un’occasione unica di concepire la vita umana e le cose veramente buone dell’Uomo, come esempi per affrontare il mondo di oggi. Se c’è in noi una scintilla divina questa è proprio la prova che non possiamo tradire. Il migliore regalo che possiamo fare a tutto ciò è quello di prendercene cura con rispetto e responsabilità. Le nuove generazioni devono con orgoglio e ottimismo continuare un nuovo Rinascimento.
Il suo bagliore deve illuminare tutti quegli angoli di oscurità, buio, confusione, perdita di valori che sono sotto gli occhi di tutti. Questo mondo è precipitato e in qualche maniera va salvato. La bellezza deve espandersi nelle giovani menti perché nella sua essenza c’è la migliore scuola possibile. La bellezza di Firenze non è un abito che si indossa quel giorno e poi si mette nell’armadio, ma un invito a riscoprire i tesori della Vita e nella sua essenza scopriremo che è un grande privilegio a cui non si può e non si deve rinunciare.
Maestro, come vedete il mondo di oggi? «Io ho vissuto in un miracolo: ho conosciuto messer Lorenzo che credeva nella bellezza e in un mondo migliore. Vi auguro che vi capiti lo stesso e che incontriate qualcuno che vi insegni che la bellezza ha una grande funzione educativa».
Una curiosità: è vero che con Leonardo non vi sopportavate? «Sì, ci disprezzavamo a vicenda e talvolta per le strade ci insultavamo pure, eravamo due poli opposti. Io sono per la vita solitaria e appartata, lui uno che si faceva sempre vedere in giro, insomma uno spaccone».
Avete detto che la figura è già nel marmo e bisogna solo liberarla: cosa provate quando incontrate un difetto mentre scolpite? «Mi esalto di più perché quel difetto per me diventa sfida che devo a tutti i costi vincere e a tal proposito vi consiglio di non arrendervi mai ai primi ostacoli della vita, ma con coraggio e tenacia affrontateli perché prima o poi si superano».
Cosa è stata per lei Firenze? «La città della bellezza, il luogo in cui ho visto realizzarsi i miei sogni più belli che ho potuto trasmettere a voi se riuscite a coglierne il vero senso. Ho creduto nella bellezza da sempre, ma non come fine a se stessa, ma come responsabilità».
Andremo col nostro professore a vedere il David: cosa ci aspetta? «La bellezza divina del corpo umano e l’importanza della scelta: ho voluto scolpire un uomo mentre affronta un gigante nel momento esatto che sceglie con responsabilità e coraggio di affrontarlo. Come lui, anche voi avete le vostre armi. Coltivate i vostri talenti e scegliete».
La pagina è stata realizzata dalla 3C della scuola Dante Alighieri di Incisa. Ecco i nomi: Berisha Elma, Borbui Ludovica, Cervantes Guerra Arlei David, Chrzan Michal Bartosz, Colella Alessandro, Degl’Innocenti Enea, Derouich Rokaya, Ghiendi Damiano, Isolan Michela, La Manna Gabriele Giuseppe, Lamtakhame Bryan, Mandujano Vila Yoselyn Fiorela, Martinuzzi Benedetta, Moretti Sara, Russo Alessandro, Sipa Zeufack Alessio, Soares Emilie, Sorelli Davide, Storri Anna Maria, Terenzi Desideria, Zambrano Raffaele Docente tutor: Rocco Caracciolo Sgambetterra. Dirigente scolastico dell’istituto Rignano-Incisa: Ing.
Antonio Restaino I disegni sono di Isolan Michela.