ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Dovizi di Bibbiena (AR) - 2A

L’isola che non c’è tra i banchi. Il Centro diurno trasloca in aula

Indagine sulla struttura di accoglienza che ha riaperto le porte in una sede nuova: i protagonisti

Noi alunni della II A, il giorno 15 aprile 2026, abbiamo invitato alcuni ragazzi del centro diurno di Bibbiena «L’isola che non c’è».

Il centro ospita quattordici ragazzi con disabilità differenti, tre assistenti di base, un educatore, un formatore e Gianmarco Mellini, lo psicologo che lo coordina, e che ha accompagnato i ragazzi qui a scuola.

La sede del centro diurno è una struttura nuova, inaugurata da poco a Bibbiena stazione ed è composta da sale comuni, cucina, terrazza e una camera. Per la gestione l’amministrazione comunale collabora con la cooperativa K2B, che si occupa anche di gestire il trasporto dalle abitazioni al centro e viceversa.

Li abbiamo contattati per intervistarli in modo da capire come conducono la vita al centro diurno e come si svolge una loro giornata tipo.

Marta, l’assistente di base che lavora a stretto contatto con i ragazzi, chiarisce subito qual è l’intento principale che si prefigge chi collabora al centro: «È importante che i ragazzi imparino a orientarsi nel vivere quotidiano. Per esempio, come pagare una bolletta, come utilizzare la cassa veloce al supermercato, come prendersi cura di sé e badare alla propria pulizia».

Accanto a questi aspetti basilari, il centro propone tante attività diversificate e personalizzate. Dalle risposte date dai ragazzi alla domanda «cosa ti piace del centro» emerge questa varietà. A Michele piace disegnare e prendere il caffè, a Yuri giocare a calcetto con il Pinotti (che è l’educatore del centro nonché marito di Marta) e sfidare gli altri nelle competizioni di rap improvvisato.

Per Gianmarco il momento più bello è quando scende dall’ufficio all’ora di pranzo a parlare con i ragazzi che gli raccontano la loro giornata. Per Marta la cosa più bella del centro è la spontaneità nei rapporti umani. Tutti (operatori compresi) si parlano in modo diretto e ognuno dice la sua senza filtri e senza giri di parole.

Alle attività si affiancano i progetti, che mirano a promuovere l’integrazione dei ragazzi nella comunità. Molto importante, a questo scopo, è il progetto di volontariato all’Edicola di Piazzolina di Bibbiena.

L’edicola, che era stata chiusa dall’anno scorso, è stata poi ripresa dagli enti locali (tra cui l’Associazione «il Podestà») ed è portata avanti da un gruppo di volontari tra i quali figurano anche i ragazzi del centro.

Due di loro offrono una volta al mese il proprio impegno per l’attività: Juri si occupa della vendita dei giornali mentre Marco, con la sua spumeggiante vivacità, è l’addetto alle pubbliche relazioni, o il «butta dentro», come lo definisce Marta.

 

Qual è la vostra giornata tipo? Gianmarco Mellini: «Alle 8,30 il pulmino passa a prendere i ragazzi a casa e li porta al centro, dove alle 10 iniziano le attività: vengono accompagnati al lavoro coloro che hanno questo impegno, mentre gli altri svolgono i laboratori a loro più congeniali. Alle 12.30 ci ritroviamo tutti per il pranzo, un momento di confronto e condivisione. Alle 14 ci sono altre attività, che variano da persona a persona e da giorno a giorno (calcetto, musica, fotografia, battaglie di rap, trucco, teatro, edicola). Alle 16 recuperati i propri effetti personali, ciascuno viene riaccompagnato a casa». Quali soddisfazioni ricavate dal vostro lavoro? «Non è facile questo lavoro perché si basa sulla sofferenza e non si arriva mai a colmare qualcosa che nasce già da una condizione di svantaggio: la disabilità è una sofferenza della persona, che si riverbera anche nella famiglia. È comunque di soddisfazione vedere che c’è una risposta rispetto a qualche obiettivo che ci si pone, che i ragazzi vivono le loro vite all’interno di una continuità e di una routine che li rasserena».

Marta Rialti: «Un esempio di cosa può essere per noi una soddisfazione. Michele, quando è arrivato da noi, diceva di voler entrare nel centro perché si sentiva solo, ma la mattina non se la sentiva di venire perché, come diceva lui, aveva i suoi ’frullini’ in testa. Un giorno, spiazzando tutti, si è presentato alle 10. Dopo un po’ ha iniziato a frequentare regolarmente il centro e ora non si sente più solo».

Alunni Beslind Alili Martina Anghelus Giovanni Bocci Tommaso Brezzi Mauro Catalani Riccardo Cauchi Davide Cerini Yasmine Mariuca Cinpoesu, Aleuris Ramon Santana De La Cruz Dayser De La Caridad Alvarez Diaz Matteo Fabbrini Mattia Ferrini Linda Gentile Adele Gentili Alessandro Gioli Andrea Gori Riccardo Manecchi Aurora Murgu Mattias Justin Petrovici Aurora Piantini Eleonora Tomi Alice Venturi Insegnanti Tutor: Silvia Luchi Preside Alessandra Mucci

Votazioni CHIUSE
Apertura votazioni 29/04/2026 ore 10:00
Voti: 0

Pagina in concorso

20260428 n are 10 pdf image