ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Guerrazzi di Castelfranco di Sotto (PI) - 5C

1946–2026: ottant’anni dal voto. La svolta per i diritti delle donne

Un anniversario per ricordare la conquista del voto e rilanciare oggi la sfida della parità

La Costituzione italiana con l’articolo3 stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge senza distinzione di sesso; l’articolo 37 garantisce, a parità di lavoro con gli uomini, stessi diritti e salari alle donne; l’articolo 48 riconosce pari diritti nella partecipazione politica e l’articolo 51 afferma che tutti i cittadini, di entrambi i sessi, possono accedere alle cariche pubbliche.

L’Agenda 2030 mira a raggiungere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne.

Ma come siamo arrivati a queste conquiste? È stato un lungo percorso in cui le donne hanno lottato con tutte le loro forze. A manifestare per i diritti c’erano le «suffragette», donne rivoluzionarie che organizzavano manifestazioni, proteste e scioperi. La conquista più grande in Italia è avvenuta 80 anni fa, il 2 giugno 1946. In quel giorno le donne votarono per la prima volta alle elezioni politiche e al referendum istituzionale. Non fu soltanto una novità elettorale.

Fu una svolta storica, civile e culturale che contribuì alla nascita della Repubblica Italiana; furono elette 21 donne, le cosiddette «Madri Costituenti» che contribuirono a scrivere la Costituzione. Prima del 1946, solo gli uomini potevano votare. Le donne, anche se lavoravano, studiavano e si prendevano cura delle famiglie, non potevano scegliere chi doveva governare. Il diritto al voto è stato un grande passo verso l’uguaglianza e la giustizia.

La regione Toscana è molto attenta all’argomento della parità di genere. Il presidente Giani ha portato avanti una «politica di valorizzazione della donna, che ormai è una figura centrale e fondamentale nella società». Stiamo parlando del progetto «La Toscana delle donne» che non si occupa soltanto di organizzare eventi o feste, ma si tratta di offrire asili nidi gratis alle famiglie, attivare il Codice Rosa riservato alle vittime di violenza e salvaguardare il ruolo della donna nelle pubbliche amministrazioni.

La data del 1946 ci suggerisce di partecipare alla vita civica, di rispettare gli altri e di credere nell’uguaglianza e ci spinge a non escludere nessuno, a dare valore alle idee di tutti e a impegnarci per costruire un futuro più giusto. Anche noi, pur essendo bambini, possiamo fare la nostra parte: rispettando compagni e compagne, evitando le discriminazioni e imparando che maschi e femmine hanno gli stessi diritti e le stesse capacità. Così il messaggio del 1946 continuerà a vivere ancora oggi.

 

Nel mondo antico, il ruolo delle donne non era sempre marginale, in alcune civiltà esse godevano di diritti e libertà significative. Le donne babilonesi avevano libertà importanti per l’epoca: potevano separarsi dal marito se venivano trattate male, dovevano essere assistite dal consorte in caso di malattie, potevano possedere terreni, gestire botteghe e firmare contratti. Le donne egizie godevano di molti diritti: libere di acquistare, gestire e vendere proprietà, di viaggiare e di divorziare. Potevano essere faraoni. Le spartiate, donne della classe dominante di Sparta, ricevevano un’educazione pubblica, praticavano sport e, mentre i mariti erano impegnati in guerra, gestivano i possedimenti. Le donne etrusche erano molto libere: partecipavano ai banchetti pubblici accanto ai mariti, molte di loro sapevano leggere e scrivere, avevano un nome proprio. Nella civiltà romana le donne aristocratiche godevano di molte libertà. Potevano uscire di casa quando desideravano, assistevano alle cerimonie e agli spettacoli, partecipavano alle feste, ereditavano ricchezze e gestivano attività commerciali. Le suffragette lottarono per ottenere «il suffragio», cioè il diritto di voto. Grazie alla loro forza hanno dimostrato che la voce delle donne è importante e hanno ottenuto il diritto di voto in molti Paesi. In Italia il diritto di voto è stato concesso 80 anni fa. In quell’occasione alcune donne hanno avuto cariche molto importanti nello Stato e nel Governo.

La pagina è realizzata dalla classe 5^ C della scuola Primaria «Carlo Guerrazzi» (Istituto comprensivo «Leonardo da Vinci» di Castelfranco): Neri Bacci, Jennifer Billi, Leonardo Bonamici, Francesco Cariello, Elisa Demi, Alvio Gjeta, Martina Gonnelli, Alaa Eddine Lahbilat, Nives Magozzi, Ludovica Melai, Santiago Milani, Stela Paja, Elena Parisi, Livia Pengo, Rebecca Russo, Medoune Sarr, Leonardo Soldo, Mattia Toni, Alesia Maria Turcu, Joel Turja, Aurora Vannucci.

Docenti tutor Litteria Cigno, Martina Papini, Fabio Petralli.

Dirigente scolastico Sandro Sodini.

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