ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di Primo Grado Puccini di Firenze (FI) - 2B

Firenze, città operatrice di pace. Noi possiamo costruirla insieme

Abbiamo visitato la mostra fotografica su Giorgio La Pira: un esempio da seguire. Ecco perché

É ancora possibile parlare di Firenze costruttrice di Pace? Per noi sì! Quest’anno abbiamo aderito al progetto del Quartiere 3 «Firenze città di pace» su Giorgio La Pira, conoscendone l’impegno per la pace come sindaco. Il nostro Istituto, da sempre sensibile al tema, ha anche partecipato alla marcia per la pace e promosso, il primo giorno di scuola, un evento in giardino a sostegno dei popoli oppressi dalla guerra. Sicuramente La Pira avrebbe apprezzato le nostre iniziative! Ma perché proprio a Firenze? Perché a Firenze c’è l’abitudine a far parlare persone di tendenze religiose e politiche diverse, cioè a costruire la pace e questo deriva dalla nostra storia. Firenze è, fin dal Medioevo, una città operatrice di pace. Lo dimostrano il Concilio di Firenze del 1439 sostenuto anche dalla famiglia Medici; gli ideali dell’Umanesimo; molti anni dopo la figura di Girolamo Savonarola e, negli anni ‘50 e ‘60 del 1900, quella di Giorgio La Pira, il «Sindaco santo». Il Concilio di Firenze aveva l’obiettivo di riunire la Chiesa cattolica e quella ortodossa, divise dal Grande Scisma del 1054.

L’accordo fu poi presto rinnegato, ma fece incontrare a Firenze importanti dotti bizantini, stimolando l’interesse per la cultura greca e contribuendo all’Umanesimo.

Qualche decennio dopo, la città fu segnata da Girolamo Savonarola, che invitava i cittadini a condurre una vita secondo i valori di giustizia e fede, denunciando le ingiustizie e sognando una Firenze più morale e vicina ai poveri. Nel Novecento, attraversato da guerre e ideologie contrapposte, Firenze divenne per alcuni anni una capitale morale della pace.

Il merito fu di La Pira, sindaco visionario, che trasformò la città in un luogo di dialogo internazionale, convinto che la pace non fosse solo affare dei governi, ma responsabilità delle comunità e delle città. Per La Pira senza i diritti non può esistere pace. Firenze diventò così una «città ponte», una città in cui si immaginava un futuro diverso, non fondato sulla guerra e la paura, ma sulla pace scaturita dalla responsabilità condivisa.

Oggi, a distanza di molti anni, l’esperienza di Firenze costruttrice di pace resta attuale e non dobbiamo sprecarla. Iniziative come quelle organizzate nelle scuole dimostrano che il messaggio di pace può partire anche da noi giovani.

Seguendo l’esempio di La Pira, possiamo contribuire, con comportamenti responsabili e solidali, a costruire un futuro più giusto in pace.

 

Quest’anno il Q3 di Firenze ha ospitato la mostra fotografica sul sindaco Giorgio La Pira, organizzata dalla Fondazione La Pira. La nostra classe l’ha visitata e ha intervistato il segretario della Fondazione Michele Damanti.

Perché è stata creata la Fondazione La Pira? «La Fondazione è stata creata nel 1978, poco dopo la morte di La Pira, dai suoi collaboratori ed esecutori testamentari, per trasmettere oggi i valori che hanno caratterizzato la vita e l’impegno del Sindaco. In particolare l’attenzione agli ultimi, il valore della politica vissuta come servizio agli altri e come strumento per dare diritti a tutti e la costruzione della pace».

Perché è nata l’dea della mostra itinerante su La Pira? «Per diffondere i valori di La Pira, raggiungendo tutte le zone della città. Si concentra sulla prima amministrazione La Pira, dal ’51 al ’55, il periodo della ricostruzione di Firenze, caratterizzato da grandi cambiamenti. La mostra è già stata ospitata all’Archivio storico del Comune e poi al Quartiere 5, al Quartiere 4, all’Isolotto, al Quartiere 3 dove è stata arricchita anche dal progetto che stiamo vivendo insieme con le scuole».

Cosa spinge la Fondazione ad andare avanti? «La Pira è estremamente attuale e serve per capire chi siamo e le scelte da effettuare. Ha testimoniato che il dialogo, la cooperazione, il fare le cose insieme funziona più che dividerci e affrontare i problemi con la forza; come si costruisce la pace fra di voi, anche in classe, cercando di capire e stare attenti ai bisogni degli altri».

Ecco chi ha partecipato alla realizzazione della pagina. CLASSE 2 B scuola secondaria di primo grado Puccini: Balbin Pinas Arianna, Bianchi Matilde, Bonaccorsi Viola, Cabanglan Marc Jade Bullong, Colantonio Malvina, Diaw Cheikh Oumar, Dilaghi Sara, Fabiani Ginevra, Gouai Mohamed Amine, Gramigni Emma, Mandigma Giampaulo, Mavroeidis Francesca, Mori Rivera Thiago Walter, Nonvel Viola, Paggetti Mariastella, Paoli Celeste, Rontini Vittoria, Sherstiuk Mykhailo, Singh Navraj, Zecchi Marton.

Docente: Prof.ssa Silvia Turchi Dirigente Scolastico: Prof. Mattia Venturato 

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