ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Staffoli di Staffoli (Santa Croce sull'Arno) (PI) - 2B

I giovani e lo smartphone. Luci ed ombre dell’era digitale

Uno strumento potente e utile, ma da usare sempre in modo consapevole e responsabile

Lo smartphone è per noi giovani uno strumento estremamente attraente. Al suo interno è contenuto il nostro piccolo mondo fatto di studio, relazioni sociali, giochi.

Proprio in virtù della sua multifunzionalità è perciò da ritenersi utile e positivo per crescere, imparare e comunicare ma allo stesso tempo insidioso se usato nella maniera sbagliata.

I motori di ricerca, i vocabolari digitali, consentono il libero accesso ai contenuti culturali della rete; specifiche applicazioni, permettendo l’apprendimento di nuove lingue, facilitano l’incontro interculturale. Non c’è argomento che non possa essere studiato utilizzando uno smartphone. Sicuramente un’enorme comodità. Tuttavia chiunque può creare un sito o un blog e condividere contenuti.

Quando si cercano notizie è perciò importante affidarsi a fonti valide e attendibili, per evitare il diffondersi di fake news.

Lo smartphone agevola le nostre comunicazioni quotidiane rendendole rapide e immediate. Permette di organizzare attività e sentirsi meno soli. Tutto questo è fondamentale per mantenere relazioni e condividere esperienze. A poter essere condivise attraverso lo smartphone, infatti, non sono solo informazioni e notizie ma anche frammenti di vita racchiusi in scatti o post. Scattare foto, girare video, creare contenuti e tutorial, aiuta a sviluppare fantasia e competenze digitali utili per il futuro.

Così anche i ragazzi più timidi riescono ad esprimersi e a tirare fuori la propria personalità. La realtà dei social, contemplando solo momenti felici e spensierati, è però ingannevole e finta e quanti vi trascorrono molto tempo rischiano di sentirsi meno rispetto agli altri: meno belli, meno simpatici, meno felici.

In generale, inoltre, è bene riflettere prima di condividere qualcosa. Sui social si tende a comunicare con meno filtri poiché non avere fisicamente l’interlocutore difronte ci fa sentire meno a disagio e più coraggiosi. Eppure preferire le relazioni online potrebbe minare la nostra capacità di sviluppare empatia. Non dare il giusto peso alle parole ci porta, nei casi più gravi, a scrivere frasi con l’intento di deridere o umiliare. Come se quanto scritto in rete non sia reale, dimentichi del fatto che anche il web ha le sue regole. In teoria dovrebbero bastare il rispetto reciproco e il buonsenso per garantire una corretta interazione tra gli individui.

Dunque vivendo in un mondo in cui tutto si condivide e si diffonde velocemente è bene essere ancora più prudenti ed informati.

 

Un sondaggio svolto con gli alunni della nostra scuola ha rilevato che la maggior parte degli intervistati trascorre sullo smartphone più di 4 ore al giorno, prediligendo social media (55%) e giochi (35%). In pochi lo usano per attività educative (8%) o altro (2%). Questi dati risultano in linea con quanto emerge da studi e ricerche internazionali, secondo i quali, inoltre, gli smartphone contribuirebbero ad alimentare una serie di atteggiamenti problematici come calo del rendimento scolastico, di-sturbi del sonno, ansia da interazione, riduzione della socialità.

Le applicazioni utilizzabili online, specialmente i videogiochi e i social media, sono infatti pensate per tenerci il più possibile incollati allo schermo. Il rischio di svilupparne dipendenza è reale e allarmante. Bisogna trovare un equilibrio. Viola ha dodici anni e frequenta la seconda media. «Uso lo smartphone tutti i giorni – afferma – per chattare con i miei amici, vedere video, ascoltare musica o giocare online. Ma non ne sono assoluta-mente dipendente. Ho fissato a due ore e trenta il limite massimo di utilizzo giornaliero e fatto sì che le mie giornate fossero scandite da ritmi e attività ben precisi. Gli allenamenti di atletica, tre volte a settimana, sono un irrinunciabile momento di svago. A questi alterno lo studio, quotidiano e costante, maggiore nei giorni in cui non mi alleno. Sono una persona ambiziosa che ha a cuore il suo futuro».

L’esempio di Viola dimostra come sia possibile non rimanere impigliati nella rete.

La pagina è realizzata dalla classe 2^ B della Secondaria di primo grado di Staffoli (Istituto comprensivo Cristiano Banti di Santa Croce): Mattia Acconci, Elisa Ascione, Robert Bertoni, Miriam Bulleri, Leonardo Caioli, Adele Cocco, Kristal Cullhaj, Ada Dal Poggetto, Adelasia De Filippis, Ketevan Khuroshvili, Francesco Mazzanti, Camilla Maria Micheletti, Federico Orsi, Alessandro Pagni, Nihad Salhi, Dario Secci, Aurora Testoni, Veronica Lina Trepiedi, Lisa Tucci, Cloe Volonnino.

Docenti tutor Francesca Sabatino, Giuditta Caputo, Cristiana Spaterna, Vera Pomelova.

Dirigente scolastico Sandro Sodini

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