I danni della tecnologia. Sempre attaccati al telefono
Usciamo troppo poco e non abbiamo più il senso della condivisione sociale
Ormai al giorno d’oggi siamo abituati a stare sempre attaccati al telefono, farci compiti, comunicare, giocare, sempre connessi per ore.
Non immaginiamo un mondo senza internet, perché ragazzi come noi sono cresciuti immersi nella tecnologia.
L’A.I. probabilmente, con il passare degli anni prenderà il sopravvento: non ci saranno più menti pensanti, ma robot che penseranno al posto nostro, e i nostri figli non sapranno più scrivere. Le scuole sono cambiate, non più quaderni ma iPad dove prendere appunti, elaborare testi, scaricare libri e studiare. Seppur sviluppare nuove competenze in ambito tecnologico è un requisito fondamentale nell’attuale società, i dispositivi elettronici dovrebbero essere utilizzati in modo più consapevole e limitato alle necessità. Purtroppo la cattiva abitudine di stare sempre col telefono in mano, perdendo tempo prevalentemente sui social, si è ormai diffusa. Potremmo invece seguire le nostre passioni come cucinare, fare sport, passeggiare, uscire con gli amici, andare a teatro o anche leggere un libro.
I nostri genitori erano abituati dopo scuola a stare buona parte del pomeriggio fuori con gli amici per poi tornare a casa all’ora di cena.
Invece la nostra generazione appena uscita da scuola si collega, rimanendo connessa anche durante il pranzo e per tutto il pomeriggio.
Eh sì! Forse usciamo poco e non abbiamo più il senso della condivisione sociale e dell’orientamento spazio-temporale. Immaginarci un giorno senza tecnologia, senza telefono o senza i social… impossibile! La tecnologia ha inondato le città metropolitane come i piccoli paesi… ne siamo sommersi! Sono nati nuovi impieghi e lo smartwork ha agevolato molti lavoratori. Persone comuni sono diventate famosissime facendo la loro fortuna come influencer sui social. E se la tecnologia come per magia smettesse di esistere? La gente non saprebbe più come comunicare, molti lavori si fermerebbero, le scuole avrebbero difficoltà a organizzarsi.
Molti ragazzi si sentirebbero persi. Dopo diversi giorni o addirittura settimane di disperazione forse le persone inizierebbero a riscoprire risorse che avevano dimenticato.
Si tornerebbe a parlare di più faccia a faccia, a scriversi lettere, a leggere libri cartacei, a passare più tempo all’aria aperta. Anche nelle famiglie cambierebbero molte abitudini; durante i pranzi e le cene si parlerebbe di più, senza telefoni sul tavolo; si creerebbero legami più forti e le persone ascolterebbero davvero.
Un mondo senza internet… Beh se adesso fossimo in un mondo senza internet, non staremmo scrivendo questo articolo, no? Immagina: ti svegli, cerchi il telefono e trovi il nulla. Niente Wifi, niente TikTok, niente Google. Solo tu, il soffitto e un silenzio inquietante. Un incubo? Forse. Ma come sarebbe davvero un mondo senza tecnologia? Adesso saremmo in classe (e non in aula informatica) a fare una normalissima lezione di antologia, non ci sarebbe il libro proiettato sulla lavagna e ognuno guarderebbe il proprio. Che strano! Sì sarebbe strano! In una giornata senza internet e tecnologia a casa non ci sarebbero genitori a lavorare in smartworking. Pensate a quanti lavori non esisterebbero senza tecnologia…
Quante cose ancora non sapremmo, senza tutto quello che abbiamo oggi! E poi… come occuperemmo il nostro tempo? Dovremmo fare qualcosa di estremo: parlarci! Senza emoji per nascondere l’imbarazzo e senza filtri per sembrare perfetti. Saremmo costretti a guardare il mondo al di fuori del rettangolo luminoso che portiamo in tasca. Sarebbe un caos totale, vero? Ma forse, senza notifiche ogni tre secondi, riusciremmo finalmente a sentire i nostri pensieri o almeno a finire i compiti prima di mezzanotte. Magari studieremmo di più. Magari succederebbe una cosa stratosferica, inimmaginabile: in alcuni compiti in classe prenderemmo tutti la sufficienza. Magico! Per un professore, un sogno che si realizza.
D’altra parte… non avremmo tutti quegli strumenti che agevolano e assistono lo studio.
Sopravviveresti un giorno intero “offline” o andresti in crisi d’astinenza dopo 10 minuti?
Classe 3 C ’San Bernardino’ – Siena Bechi Leonardo Bernini Niccolò Bocci Olimpia Bonoli Valentino Buzzegoli Sveva Calcagno Viola Carnasciali Davide, Castagnini Alessandro Caselli Alessio Gentilini Tommaso Iuga Alessandra Di Domenico Alice Dominici Martina Melani Livia Mori Biana Pacini Marco Papa Leila Ramirez Ludacris Rotelli Sunday Scarselli Giada Docente tutor: Sonia Trapassi Dirigente scolastico: Maria Antonietta Laviola