ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria I grado Rosso di San Secondo di Capezzano Pianore (LU) - 1B, 2A, 2B, 2C

L’incendio delle nostre colline. Pini a fuoco come fiammiferi

L’assessore Zinzio: «Ad oggi interventi per 500 mila euro tra cui la creazione delle Firewise»

«Che cosa ricordo di quel giorno? I pini. Avete presente come sono i pini: alti, un fusto esile e lungo e una chioma? Da lontano sembrano fiammiferi. Ecco, i pini delle colline massarosesi prendevano fuoco, uno dopo l’altro, come una fila di fiammiferi scoppiettanti». Ricorda così l’assessore all’ambiente di Massarosa Fabio Zinzio, che era il responsabile della Protezione civile, quei giorni di luglio di quattro anni fa, quando un vasto incendio devastò oltre 900 ettari di bosco tra le frazioni di Bozzano, Gualdo e Valpromaro. Era il 18 luglio, quando una scintilla impazzita dette origine al rogo, provocando l’evacuazione di oltre mille persone e la distruzione di diverse abitazioni. Tra loro anche Veronica Cortopassi, che per anni ha insegnato nella nostra scuola e che ha scritto un libro per bambini su questo evento.

Una storia, che s’intitola: “La mano nera e il bosco della presenza” (ne parliamo nell’articolo in basso) sulla quale stiamo lavorando insieme ai compagni delle scuole elementari. Lo abbiamo letto, abbiamo ideato dei laboratori e siamo anche andati a vederlo di persona, in una bella passeggiata a Gualdo, guidati proprio da Veronica e da Michela Michetti, l’illustratrice. Incuriositi, volevamo saperne di più e abbiamo intervistato l’assessore Zinzio, che ci ha raccontato quei momenti drammatici, ed anche il “dopo”.

«Il borgo di Montigiano – ha ricordato – è stato quello che ha sofferto di più, finendo accerchiato dal-le fiamme. A Gualdo, invece, la gente è stata fatta evacuare per sicurezza. Per un po’ è mancata la luce, ma per fortuna le case sono rimaste in piedi. Molti problemi si sono presentati dopo le piogge, perché la cenere, i tronchi bruciati e i detriti hanno intasato le fogne, creando allagamenti. Così uno degli interventi più urgenti è stato quello di posizionare le reti anticaduta per arginare le frane, evitando che la terra, non più trattenuta dalle radici degli alberi bruciati, scivolasse giù bloccando le strade di accesso ai paesi. Ad oggi, in tutto – prosegue l’assessore – sono stati stanziati 500 mila euro. Purtroppo non è stata possibile la plantumazione di nuovi alberi per-ché il vivaio forestale di Gallicano al quale ci eravamo rivolti non era in grado di far fronte ad una superficie così vasta. Allora abbiamo dirottato gli investimenti su altre emergenze. L’ultimo dei quali è il progetto ‘Firewise’, le comunità antincendi boschivi che coinvolgono enti, associazioni ed anche i singoli privati nella prevenzione degli incendi, una sorta di controllo e cura corresponsabile. Tutto sarà pronto per la fine mese, e a maggio ci sarà una grande inaugurazione per festeggiare la rinascita del nostro territorio. Per le piante abbiamo lasciato che il bosco facesse da sé».

Perché il bosco non si arrende e la natura guarisce le sue ferite.

 

E se la Natura guarisce da sola le ferite, per far rimarginare quella dovuta all’incendio, che ha cambiato i connotati al panorama del paese dove ha scelto di vivere come “buen ritiro”, Veronica Cortopassi ha fatto ricorso alla scrittura. Perché scrivere è terapeutico.

Così nel giugno 2024 ha pubblicato il libro “La Mano Nera e il bosco della presenza”, una storia in cui rievoca i giorni dell’incendio che ha devastato le colline di Massarosa affidando il racconto, come nelle favole di Esopo, agli animali del bosco. La protagonista è la topina Gabriella. Un giorno scopre che qualcuno o qualcosa, per invidia e cattiveria, vuole incendiare il bosco in cui vive. Quando il fuoco divampa gli animali sono costretti a fuggire, dopo lunghissimi giorni le fiamme vengono domate ma del bellissimo bosco rimane ben poco. Gabriella, che conosce il colpevole, cerca una soluzione riunendo tutti gli animali. Non si arriva a una conclusione, ma dall’ alto qualcuno ascolta… e la mano nera riceverà la sua punizione, mentre nel bosco della presenza ritorna la vita. Veronica e Michela sono venute a scuola per raccontare la loro storia, come è nata, come hanno lavorato insieme, mixando testo e illustrazioni e poi ci hanno accompagnato lungo i sentieri di Gualdo per vedere da vicino i tronchi bruciati, la fontana dove l’acqua aveva smesso di sgorgare, le acacie che hanno ripreso vita e i lecci. E poi ha rivelato che ha finito di scrivere il racconto il 4 ottobre 2023, giorno in cui si celebra San Francesco d’Assisi, protettore della natura e degli animali. E forse non è una coincidenza.

Il gruppo dei “cronisti in erba”, che quest’anno partecipa al laboratorio pomeridiano di giornalismo, è formato da una selezione di alunni e alunne delle classi seconde (sezioni A, B e C) e da una rappresentanza della classe 1B della scuola secondaria di primo grado “Rosso di San Secondo”, guidati dalla docente Maria Cristina Bulgheri. Dirigente dell’Istituto Camaiore 3 è Riccardo Rolle.

Ecco i nomi: (classe 1B) Sara Damian, Jacopo Giaconi, Vittoria Grassini, Viola Paolinelli, Beatrice Rosi, Daria Savu, Eleonora Stefanini(classi seconde)Emanuele Cardella, Greta Convalle, Ettore Giorgetti, Diana Moriconi, Nina Ester Moschetti, Camilla Pardini, Ilaria Puccinelli, Gabriele Ricci, Veronica Russo.

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Apertura votazioni 22/04/2026 ore 10:00
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