ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Curtatone e Montanara di Pontedera  (PI) - 2D

La pace, un diritto da difendere. E’ solo assenza di conflitti?

Il 21 settembre, giornata internazionale istituita dall’Onu si basa su giustizia, amore e libertà

Pace vuol dire gioia ed è caratterizzata dalla felicità e dal rispetto l’uno dell’altro. Tutti contribuiamo alla pace, anche noi giovani attraverso il dialogo, il rispetto, la tolleranza delle diversità. «Il Signore ti dia pace», così si salutano i frati Francescani come fosse un dono di Dio. Oggi la parola pace sembra svuotata dal suo reale significato, un’eco lontana soffocata dal rumore dei droni e dalle urla dei bambini. Guardando le mappe del mondo, i confini appaiono come ferite aperte che sanguinano storie di famiglie spezzate.

In un mondo dove spesso sentiamo parlare di guerre, conflitti e divisioni, la Pace deve essere uno dei valori più importanti che l’umanità dovrebbe difendere sempre e la storia ci ha insegnato ad imparare dagli errori commessi nel passato: «Historia magistra vitae est».

La pace non può essere solo l’assenza di spari, ma la presenza di un dialogo che oggi sembra smarrito. Il vero atto di coraggio non è premere un grilletto, ma ricostruire i ponti che sono stati abbattuti e cercare di restare umani nel buio, primo vero atto di Pace. Le guerre attuali ci ricordano che la tecnologia è progredita molto più velocemente della nostra umanità tanto da creare armi di distruzione di massa.

Cosa è la pace? La pace è considerata stabilità tra gli stati nel mondo ma per noi ragazzi la vera pace sta nelle relazioni umane quotidiane ottenuta attraverso l’empatia, l’ascolto, la gestione del conflitto, chiedere scusa, l’uso di parole gentili e riconoscendo il bene negli altri in tutti i contesti da noi vissuti: familiare, scolastico e sportivo. È fondamentale educare fin da piccoli i bambini perché sappiano trasformare un litigio in un dialogo costruttivo e la rabbia in riflessione, cercando soluzioni pacifiche alle incomprensioni quotidiane. I piccoli gesti di gentilezza, rispetto, dialogo e perdono possono aiutare a costruire una società più giusta e armoniosa.

«Non c’è strada per la pace, la pace è la strada». Questa frase di Ghandi ci ricorda che la pace non è solo un obbiettivo lontano, ma qualcosa che possiamo costruire ogni giorno attraverso il rispetto, la solidarietà e la collaborazione tra le persone e tra popoli. La pace non è impossibile, è una scelta, che possiamo iniziare a costruire già da adesso. La pace è un percorso da seguire non una meta.

 

Vlada, 11 anni, perché dal 2024 ti trovi in Italia? «Perché in Ucraina stava diventando sempre più pericoloso vivere a causa dell’invasione russa. Sono partita nel 2022 da Kiev con mia madre, lasciando in Ucraina amici e familiari tra cui mio padre».

Come è stato vivere la guerra con gli occhi di una bambina? «Molto difficile. Dovevo sempre stare a casa, non potevo andare a scuola e nemmeno uscire.

Quando ho saputo che dovevo andare via e lasciare mio padre ho provato molta tristezza e dolore e mi dispiace molto per le persone e i bambini che sono rimasti bloccati lì e che sono ancora in pericolo».

Qual è il tuo sogno di vita? «Il mio sogno è che finisca la guerra e che io possa ritornare e riabbracciare i miei cari».

Lorenzo, 14 anni, emigrato a Dubai. Per quale motivo sei dovuto andare a Dubai e perché sei dovuto tornare? «Sono partito per Dubai ad agosto 2024 per motivi lavorativi di mio padre. Sono dovuto ritorna-re in Italia a marzo di quest’anno a causa dei bombardamenti che ha subito anche Dubai riguardo la guerra in corso. All’inizio sono state colpite soltanto le basi militari, poi le bombe sono arrivate anche tra i civili. Ho avuto molta paura. Tutti i voli di linea erano stati cancellati però è stato possibile tornare in Italia grazie ad un volo militare».

Ritornerai presto a Dubai? Se le condizioni di guerra miglioreranno dovremmo rientrare il 27 aprile, ma non ne sono sicuro…».

La pagina è realizzata dalla classe 2^ D della Secondaria di primo grado «Curtatone e Montanara» di Pontedera: Siria Achilli, Liam Avella, Youssef Barakat, Asia Bertini, Alessandro Borsò, Alessia Bucciantini, Viola Buongiovanni, Martina Cavina, Leonardo Collodi, Clelia Di Gangi, Malick Diene, Sokhna Diene, Emma Ferrini, Matteo Giannelli, Gregorio Giannotti, Nicolò Guerra, Emeli Kurtaj, Alice Luciani, Alice Masula, Carlotta Matteini, Olivia Matteini, Pedro Luis Mirabal, Marta Morelli, Tommaso Salutini, Marta Ventavoli, Francesco Vittipaldi.

Docente tutor Alessandra Pulvirenti.

Dirigente scolastico Maura Biasci.

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