Incontri che aiutano a crescere. Sport e favole: tutto è possibile
La «Favola della Versilia», le Paralimpiadi e lo stupore per la determinazione dei protagonisti
Pallavolo, calcio, tennis, ginnastica e tante altre sono attività presenti nella vita di ognuno di noi, fondamentali per tenere in salute corpo e mente, per aumentare la fiducia in noi stessi e la capacità di gestire le emozioni, per imparare il rispetto delle regole. Ci siamo chiesti se queste opportunità sono accessibili a tutti e l’attualità ci ha aiutati. Si sono concluse infatti da poco le note Olimpiadi e le meno conosciute Paralimpiadi che, ideate nel 1948 da un neurochirurgo, Ludwig Guttmann, grazie al medico Antonio Maglio sono diventate sempre più seguite a partire dagli anni ’60 e tuttora sono un evento sportivo importantissimo per le persone con disabilità.
Alcune ricerche mostrano che l’80% di esse si sente più incluso nella società e vive meglio lo sport, e ci ricordano una verità fondamentale: se ogni persona viene messe nelle condizioni di esprimere il proprio potenziale può sorprendere tutti. I successi degli atleti rappresentano un messaggio potente di inclusione e possibilità e portano gioia a loro e a chi li sostiene. Grazie ad un incontro avuto in questi giorni, ci siamo convinti che lo sport trasmette gioia anche quando non è praticato a livello agonistico: la storia de «La favola della Versilia» è sorprendente e ce lo ha dimostrato! Sono venuti a trovarci a scuola Emilia con la mamma Silvia e il papà Giovanni e ci hanno raccontato la loro storia: il nonno di Emilia era appassionato di biciclette e ha trasmesso questa passione al genero e di conseguenza alla nipote. Nonostante Emilia non possa camminare né muoversi a causa di una sindrome diagnosticata quando aveva un anno e mezzo, mostra chiaramente la sua felicità quando è in bici con il babbo, e soprattutto durante le discese manifesta un grande senso di libertà.
Emilia ha passato poi questa passione alla mamma e il 13 giugno partiranno tutti e tre per una grande avventura: un viaggio in bicicletta da Santa Croce ad Assisi e ritorno, con un percorso suddiviso in 10 tappe di circa 50 chilometri al giorno, passando da Rignano sull’Arno, Laterina Pergine Valdarno e Passignano sul Trasimeno, Assisi, Castiglione del Lago, Sinalunga, Rapolano Terme e Monteriggioni (su Instagram e Tik Tok, cercando «La Favola della Versilia», ci sono maggiori informazioni!).
L’obiettivo di Emilia, Silvia e Giovanni è quello di far capire che nonostante le difficoltà e malgrado la vita ti metta a dura prova c’è sempre una via d’uscita che va cercata e va voluta. È quello che fanno loro, e a noi è rimasta una grande lezione di coraggio, forza e infinito amore.
Recentemente abbiamo sentito parlare in televisione della proposta di ricreare delle «classi differenziali», quelle nate negli anni dopo la guerra per ospitare studenti con difficoltà di apprendimento considerati non adatti al percorso scolastico ordinario. Esse sono state abolite con una riforma del 1977 poiché avevano molti svantaggi, tra i quali la segregazione, la mancanza di stimoli e un impoverimento per tutti. Nel 1992 è stata emanata inoltre una nuova legge che ancora oggi tutela i bambini con disabilità garantendo l’inclusione scolastica e l’interazione sociale. Crediamo che la scelta di eliminare le classi differenziali sia stata giusta. Innanzitutto oggi gli alunni con difficoltà possono frequentare la scuola godendo dell’aiuto soprattutto degli insegnanti di sostegno (che sono una risorsa preziosa per tutti) e utilizzando nuove tecnologie pensate per la didattica (programmi specifici, arredi particolari, monitor e tablet…), inoltre la divisione tra alunni con disabilità e alunni senza privava tutti del diritto di stare insieme, di godere della ricchezza che l’unicità di ognuno di noi può regalare agli altri. Da un’intervista fatta ai compagni della nostra scuola sull’idea che hanno dell’inclusione, abbiamo raccolto pensieri di cura, di solidarietà e sostegno, di protezione ma anche di condivisione e divertimento. Siamo grati e felici quindi di avere accanto a noi ragazzi e ragazze con i quali e le quali crescere sperimentando tutti i giorni il vero senso della convivenza nelle diversità.
La pagina è realizzata dalla classe 2^ A della Secondaria di primo grado «Nelson Mandela» di Staffoli (Istituto comprensivo di Santa Croce): Edoardo Anichini, Matteo Bertagnini, Celeste Castiello, Giorgia Cavallini, Giulia Pia Chippari, Sonia Cinelli, Edoardo Cioni, Giosuè Giovannetti, Adele Liberati, Chiara Marzocchi, Alessia Neri, Bianca Panichi, Camilla Quinti, Elisa Nicoletta Rades, Nicole Riccardo, Ascanio Rinaldi, Mariavittoria Russo, Giosuè Scagliarini, Rebecca Sichi, Andres Veshti.
Docenti tutor Manola Petruzzi, Marzia Gianfaldoni, Cristiana Spaterna.
Dirigente scolastico Sandro Sodini.