Noi, Francesco e il Lupo. Un patto che parla d’amore
A Gubbio progetti, incontri, mostre e laboratori per sentirci vicini al Santo d’Assisi
Per l’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi la nostra scuola ha partecipato a vari progetti incentrati sul messaggio del santo umbro, come Cum tucte le tue creature per una più profonda connessione con l’arte e il creato.
Poi, tra gennaio e febbraio 2026, quattro classi seconde hanno potuto partecipare all’incontro “Francesco e Gubbio“. Grazie agli esperti Daniele Morini e Francesco Paciotti, abbiamo scoperto che la storia di San Francesco e il lupo è molto più di una leggenda per bambini: è un affascinante “documento politico” che riflette le mutazioni istituzionali e sociali del XIII secolo.
Abbiamo appreso che il legame tra Francesco e la nostra città nacque da profondi rapporti di amicizia. Giunto a Gubbio nell’inverno tra il 1206 e il 1207, fu ospitato dai mercanti Spadalonga. Proprio qui, ispirato dall’esempio di Sant’Ubaldo — che aveva riformato la Chiesa accogliendo i poveri — Francesco indossò il suo primo saio, iniziando il suo cammino di povertà.
La riflessione sulla figura del lupo ci ha colpito molto. Oltre alla fiera che terrorizzava gli abitanti chiusi tra le mura, il lupo rappresenterebbe i “Magnati”, l’aristocrazia violenta che opprimeva il nascente “popolo” di mercanti e artigiani. Francesco scelse di non restare al sicuro, ma di uscire per incontrare il “diverso”. Con una simbolica “stretta di zampa” — agendo come un vero notaio di pace — ammansì la fiera, integrando la parte violenta della città nella società. Abbiamo poi approfondito i luoghi della memoria, dalla Chiesetta della Vittorina alla Chiesetta dei Muratori, dove la presunta tomba del lupo e il ritrovamento di resti animali nel XIX secolo alimentano il dibattito tra realtà e mito. Nella seconda parte siamo stati protagonisti del laboratorio “Io e il Lupo”.
Attraverso schede e carte tematiche, abbiamo identificato i nostri lupi moderni: paure, conflitti o scelte complicate. Scegliendo valori come Responsabilità, Rispetto e Ascolto, abbiamo redatto il nostro “Patto” per affrontare le sfide quotidiane senza fuggire. Alcuni di noi hanno letto i propri patti davanti alla classe, trasformando la paura in coraggio. Dunque questa esperienza ci ha insegnato che la storia di Francesco è uno strumento attuale per conoscere noi stessi e i valori che quest’uomo ha lasciato all’umanità: tra cui fratellanza, rispetto, non violenza e mitezza.
Principi sani e saggi che ancora oggi dovrebbero guidare i comportamenti di tutti noi, educandoci alla convivenza pacifica.
L’approfondimento della figura di Francesco è proseguito con la Mostra Francesco e Frate Lupo presso le Logge dei Tiratori e il Palazzo dei Consoli e con un laboratorio di ceramica su Francesco alla maniera di Aldo Ajò. Ajò, ebreo eugubino vissuto nel XX secolo, fu un magnifico ceramista raffigurante scene di vita quotidiana. La sua tecnica, basata sull’incisione, consisteva nel grattare la ceramica e successivamente dipingerla in modo leggero con colori tenui.
Anche noi ci siamo cimentati a riprodurre una sua opera in cui Francesco è con le braccia aperte circondato dalla natura e dagli uccelli. Su un blocco di argilla, con pennello e scalpello, si staglia in primo piano il santo e il suo lupo, mentre sullo sfondo si vede il monte Ingino e la nostra Gubbio. Continuando si è giunti alle Logge dei tiratori per osservare una collezione di ceramiche dedicate a Francesco, in primis il pannello di Ajò appena riprodotto in laboratorio. Segnaliamo un Francesco orante di Aldo Laurenti, una ceramica di Enrico Mancini, detto Chico, un piatto della bottega Rampini, infine una statua di argilla refrattaria. La maggior parte di noi è rimasta affascinata dal piatto della bottega Rampini con S. Francesco immerso in un contesto naturale esaltato da tonalità vivaci e disegni semplici, mentre alcuni hanno preferito la statua di argilla refrattaria che creava molta suggestione.
Ma, in generale, ogni opera ci ha restituito un Francesco che amava e rispettava la terra e le sue creature.
Gli studenti sono stati coordinati dalle insegnanti tutor Anna Benelli e Donatella Carnevali, con la collaborazione delle prof.sse Chiara Corazzi e Giuliana Agostinelli.
Classe II C: Alessia Barbacci, Tommaso Bei, Giulia Beni, Giordano Bocci, Rahma Bouraya, Adelaide Bruscia, Elena Camponovo, Giovanni Felici, Asia Fiorucci, Iasmina Ifrim, Zakaria Lerzy, Francesco Marsili, Alessandro Martelli, Ilaria Meccoli, Flavia Melluccio, Giulia Menichetti, Martina Minelli, Francesco Mosca, Gabriele Peppe, Alice Pierotti, Noemi Saccucci, Igli Spahia, Caterina Zebi.
Classe II D: Giulio Acacia, Giovanni Angeloni, Giacomo Baldelli, Ambra Berettini, Marwa Boullouz, Salma Boumalik, Giovanni Burocchi, Pietro Cappannelli, Nicole Casciari, Edoardo Catalano, Anna Cecchetti, Giorgio Cesaro, Maryam El Arabi, Diletta Violante Gambini, Ahmed Hrabi, Marco Kakcuku, Giorgia Lepri, Veronica Lilli, Emma Marchi, Mattia Marchi, Aurora Marinelli, Edoardo Ramacci, Vittoria Urbanelli e Cecilia Zebi.