Francesco: un amico tra i banchi. Lettera ad un uomo speciale
Chiamarsi per nome e restare nel mondo. Intervista impossibile al Poverello d’Assisi
Caro Francesco, in un momento in cui tutti parlano di te, abbiamo deciso di scriverti una lettera come se fossi qui con noi, seduto sull’ultimo banco di una classe di scuola media. Sembra quasi che più si parli di te e più ti allontani da noi. Ecco, siamo un po’ stufi di santificarti mentre fuori il mondo sembra un videogioco di guerra e noi riusciamo sempre meno a capirlo.
Sappiamo di te che hai voluto cambiare le cose dal di dentro, senza cercare un posto “alternativo”. Oggi, però, il mondo non sembra andare per il verso giusto: i Paesi escono dai trattati di pace, noi usciamo dalle chat quando litighiamo, e intanto le bombe cadono davvero.
Ci spieghi come facevi a parlare con il Sultano senza pensare neanche per un attimo di attaccarlo? Noi a volte, durante una partita di calcio, ci arrabbiamo molto con chi sbaglia oppure non è molto esperto, ma non riusciamo a mantenere la calma e a chiedergli scusa. Sappiamo di te che hai avuto molto coraggio nell’accettare di diventare lo “Sposo di Madonna povertà”, davanti a tuo padre poi, che pensava a tutto un altro futuro per te.
Come hai fatto ad essere così libero da sposare, come dice Dante, una donna che per secoli nessuno ha voluto più? Noi invece ci leghiamo alle cose ancor più che alle persone. Hai abbracciato un lebbroso. come facevi ad avvicinarti a chi un attimo prima ti faceva ribrezzo? Forse lo hai chiamato per nome.
Gli hai riconosciuto il peso della sua esistenza, lo hai guardato in faccia senza filtri. In quel momento hai forse capito che dietro la malattia c’era un uomo e basta. Oggi ci dimentichiamo che dall’altra parte ci sono persone. I social ci fanno credere in un mondo fatto di parole e immagini che quasi mai corrispondono alla realtà. Allora la strada da seguire è chiamarsi per nome e guardarsi in faccia. Questo rappresenta già l’inizio del dialogo perché annulla la distanzacon gli altri e ci permette di avere più fiducia nel futuro. Sai, Francesco, adesso che ti sentiamo più vicino, ci fai venire una gran voglia di prendere in mano il nostro futuro e magari pensare anche un po’ al bene comune. Viviamo in un mondo “devastato da una manciata di tiranni” ma crediamo di poter diventare quelle “prime persone” di cui ci parla Erri de Luca nella sua ultima fatica letteraria. “Prime persone“ non sono quelle che stanno ai primi posti della classifica, persone che portano un nome che cambia il normale corso della storia. Chissà se tra noi ragazzi di Ponte Valleceppi ci saranno queste “prime persone”?
Visto dalla Luna, il nostro mondo appare come una piccola scialuppa azzurra sospesa nel vuoto. Lo dicono gli astronauti della missione Artemis II tornati da pochi giorni sulla terra. Gli uomini rappresentano l’equipaggio che deve imparare a remare con lo stesso obiettivo per sopravvivere. Per dare importanza a questa scialuppa noi della classe IIB abbiamo capito che serve allenarsi alla gratitudine.
Non è un sentimento spontaneo, ma un esercizio quotidiano. In classe abbiamo lavorato mettendo a confronto il Cantico delle Creature di San Francesco con la poesia contemporanea di Mariangela Gualtieri. Utilizzando la tecnica del ricalco, abbiamo preso la struttura dei loro versi per “infilarci“ dentro i pezzi delle nostre vite. Questo lavoro ci ha permesso di dare un nome a tutto ciò che ci circonda. I ragazzi hanno ringraziato per i piaceri semplici, come il gelato alla nocciola, l’odore dei libri o dell’erba bagnata. Ma la riflessione si è spinta oltre, arrivando a includere anche le ombre.
Un’alunna, ad esempio, ha scritto: «Io ringraziare desidero per uno o più difetti, che sono una scusa per trovare qualcosa di bello». Altri hanno ringraziato per la tristezza, perché la sua fine permette di apprezzare davvero la serenità. Abbiamo scoperto che la gratitudine è come un muscolo: più lo si usa, più ci si accorge di quanto sia ricco il nostro mondo. Allenarsi a dire grazie è l’unico modo per non sentirsi mai soli su questa scialuppa in mezzo alle stelle.
Gli alunni reporter: Aurora Andreacchio, Lorella Baldelli, Pietro Batazzi, Abdulrahman Belheddad, Diego Dionisio Budnik, Esraa Chahien, Davide Chiocci, Mattia Gagliardoni, Mattia Granieri, Angelica Jiaqi Hu, Sara Ismailji, Martina Lombardo, Filippo Mariucci, Alessandro Mercantini, Riccardo Moscetti Castellani, Raffaela Nasillo, Anastasia Pucciarini, Lorenzo Rosignoli, Yelyzaveta Simonova, Arianna Trampolini, Vinti Sara, Zekai Xu. Ecco i nomi dei docenti: Gianna Simone, Vincenza Bianco, Alessandra Sensi.
Dirigente scolastica: Simona Tanci.