ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Mameli G. di Firenze (FI) - 5B

Un salto nella storia delle donne. La scoperta che diventa memoria

Tra passato e futuro: un cammino sulle tracce dei diritti conquistati dalle donne di 80 anni fa

Weekend del 2 giugno 2026, Lia è una bambina di 11 anni che si trova in vacanza con i genitori nella casa dei suoi bisnonni sulle colline del Chianti. Durante un pomeriggio piovoso, Lia si sta annoiando e decide di perlustrare la casa, nel tentativo di trovare qualche gioco. Rovistando per le stanze, si ritrova in soffitta. La sua attenzione ricade su una vecchia cassa di legno polverosa e ben sigillata.

Incuriosita prova ad aprirla con una forcina e dopo qualche resistenza, finalmente, il lucchetto cede! Lia si trova catapultata in una «stanza polverosa» di un’epoca lontana. Dentro ci sono vecchi giornali, un telaio, un diario, documenti e tante foto scolorite. Guardandole è attirata dalla foto di una ragazza che tiene in mano un foglio di carta con tanto orgoglio.

La bambina gira la foto e trova una scritta: «02-06-46 la prima volta».

Colpita da questo strano messaggio in codice, scende di corsa a chiedere spiegazioni alla madre che, appena legge la scritta, sorride. Lia la guarda e le chiede il perché dell’espressione felice; la mamma così si siede vicino a lei e inizia a raccontarle una storia.

«Devi sapere Lia che, dopo la seconda Guerra Mondiale, in Italia è stato indetto un referendum per scegliere tra la Monarchia o la Repubblica come nuova forma di governo per il nostro Paese. Questo ha rappresentato un evento importantissimo, ma ciò che l’ha reso veramente storico è che, in quella data, per la prima volta le donne italiane hanno avuto il diritto di votare! Quel giorno, con una grande emozione nel cuore, un misto di soddisfazione e riscatto, è andata a votare anche una ragazza di nome Emma –in quel momento la madre riprende la foto e la mostra alla figlia – era la tua bisnonna».

Lia chiede: «Mamma come fai a sapere tutte queste cose?» e la mamma le risponde che ha ascoltato la storia tante volte quando era piccola, proprio da nonna Emma. A quel punto la mamma chiede a Lia di andare in soffitta con lei e, insieme, trovano dentro la cassa anche un vecchio articolo di giornale che parla del voto alle donne e un documento preziosissimo: il certificato elettorale di nonna Emma. Madre e figlia si rendono conto di aver fatto quella scoperta proprio il 2 giugno, a ottanta anni dalla ricorrenza dell’avvenimento. Decidono allora di andare a comprare un giornale che celebra l’anniversario del voto alle donne e di unirlo con il vecchio giornale, così da creare una «nuova capsula» del tempo per le future generazioni.

 

Sono passati ottant’anni da quando le donne italiane hanno conquistato il diritto al voto eppure per le ragazze di oggi, la strada per il pieno riconoscimento dei diritti è ancora lunga. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne, celebrata il 9 marzo 2026 al Palazzo del Quirinale, ha ricordato che il voto alle donne fu «un’autentica rivoluzione». Ma ha anche sottolineato che, nonostante i grandi progressi compiuti, l’equilibrio tra uomini e donne non è stato ancora pienamente raggiunto e resta ancora molta strada da fare per una vera parità. La dimostrazione pratica di questo divario che c’è tra uomini e donne si vede anche in una manifestazione sportiva, come nella Regata delle Repubbliche Marinare. Lo denuncia la sindaca di Genova, Silvia Salis, riscontrando nei documenti organizzativi della regata del 2025 che il budget destinato all’equipaggio maschile era di 27mila euro rispetto a quello della squadra femminile che si limitava a 9mila euro. Quindi agli uomini spettavano circa 3mila euro a testa contro i mille riconosciuti alle atlete. Questo è un piccolo esempio di come ancora oggi le donne siano discriminate solo ed esclusivamente per il loro genere. Considerando tutte le battaglie da affrontare, concludiamo con un messaggio di incoraggiamento alle future donne: «Siate ribelli e soprattutto sognate in grande senza chiedere il permesso, puntate più in alto di quanto dicano sia possibile, lottate con più energia per far si che i diritti vi vengano concessi non come un favore ma come è giusto che sia!»

Ecco la redazione della classe 5B dell’Istituto Comprensivo Calamandrei- Plesso Mameli: Bislim Gabriel, Bucciantini Adele, El Debuch Layla, El Melegy Fares, Fontani Camilla, Franchi Alessandro, Frullano Alice, Giovannitti Martina, Lazzeri Adele, Liotta Aurora, Malvaldi Alessia, Marini Matteo, Montesano Samuele, Nenci Mattia, Pierleoni Flavio, Quilca Macha Abigail Cecilia, Romano Manuel, Sangiovanni Neri, Sirbu Eugenio.

Docenti: Albano Italia, Deidda Dalila, Fusco Rosa.

Dirigente scolastico: Prof.ssa Rita Gaudio.

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Apertura votazioni 22/04/2026 ore 10:00
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