ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Arrigo da Settimello di Calenzano (FI) - 3B

Alle radici della comunità. I monumenti e la nostra storia

Un viaggio nel tempo attraverso i segni che raccontano il territorio e la sua identità culturale

Il territorio di Calenzano è costellato da monumenti che lo connotano culturalmente e ne delineano lo sviluppo nel corso della sua storia. L’installazione più nota e appariscente è senz’altro «Tempo», da tutti conosciuta come la «Ruota» di Dani Karavan, alta 16 metri, che dal 2009 accoglie chi esce dal casello dell’A1. L’acciaio Corten, il materiale auto ossidante con cui è realizzata, rende apparentemente antico un monumento recente.

L’effetto è voluto perché il monumento, costituito da una ruota su un letto d’acqua che ricorda però anche un orologio con dodici raggi che rappresentano le ore del giorno ed i mesi dell’anno, con il suo ideale movimento simboleggia il passare del tempo e rimanda alla lontana tradizione agricola dei mulini, ma anche agli ingranaggi delle macchine del recente sviluppo industriale.

Poco distante e ancor più recente, sorge il monumento inaugurato il 9 dicembre 2025 in ricordo delle cinque vittime dell’esplosione del deposito Eni, avvenuta l’anno prima: un evento ben impresso nella nostra memoria dato che quel giorno eravamo a scuola e d’improvviso abbiamo sentito una forte esplosione seguita da un’alta colonna di fumo nero che ci ha davvero spaventati. Molti sono anche i monumenti che celebrano la Resistenza, a cominciare dal Memoriale di Valibona, sui monti della Calvana, dove il 3 gennaio 1944 ebbe luogo la prima battaglia partigiana in Toscana e in cui perse la vita, tra gli altri, Lanciotto Ballerini. In occasione del quarantennale della Liberazione, il Comune commissionò il «cubo», posizionato nei giardini di Piazza della Resistenza; per il sessantennale, ha inaugurato l’opera realizzata dallo scultore Giovanni Baldini, composta da uccelli in volo su sostegni in metallo, che rappresenta simbolicamente la rinascita e la libertà; infine, per l’ottantesimo anniversario, è stata realizzata ROC – Donne Resistenti in un’Opera Collettiva: un’installazione diffusa che rappresenta sei parole chiave, scelte e disegnate da alcuni alunni della nostra scuola, poi trasformate in simboli dagli studenti del Design Campus di Calenzano e realizzate in metallo da alcune aziende locali.

Un ultimo monumento importante a testimonianza dell’identità culturale di Calenzano è la sagoma di don Milani e dei suoi alunni posizionata, in occasione del centenario della sua nascita, sul sagrato della chiesa di San Donato dove, tra il 1947 e il 1954, realizzò la sua celebre scuola popolare rivolta ai giovani operai e contadini della zona.

 

A Calenzano, davanti alla Biblioteca CiviCa, c’è un’installazione che non parla solo di passato, ma guarda al futuro. È il progetto Roc, nato per celebrare l’80esimo anniversario della Liberazione e per colmare un vuoto storico: il riconoscimento del ruolo delle donne nella Resistenza. Se i partigiani hanno avuto infatti lapidi e monumenti, le donne – staffette, combattenti o madri che proteggevano chi era in difficoltà – sono rimaste a lungo nell’ombra. L’idea, sostenuta dall’ex sindaco Riccardo Prestini, Maria Arena, Anpi e Fondazione Nilde Iotti, ha preso vita grazie alla collaborazione tra la Facoltà di Design e l’Istituto Comprensivo. Protagonisti assoluti sono stati 20 ragazzi e ragazze delle medie che, in orario pomeridiano, hanno lavorato a stretto contatto con docenti e ricercatori universitari. Attraverso sessioni di brainstorming, gli studenti hanno scelto le parole chiave e i messaggi che il monumento doveva trasmettere.

Realizzata con materiali donati da ditte locali e finanziata dal Comune, l’opera è stata inaugurata il 13 aprile 2025. Non è solo un oggetto da guardare, ma un percorso che racconta storie di coraggio e invita alla vigilanza costante su ciò che accade oggi. Come sottolineato dalla referente del progetto, la professoressa Biagiotti a cui abbiamo posto alcune domande, «la forza del progetto è stata proprio la sintonia tra il mondo accademico e l’entusiasmo degli alunni, capaci di trasformare la memoria storica in un segno visibile nel cuore della loro città».

Ecco i nomi dei «Cronisti in classe» della 3 B Scuola secondaria di primo grado «Arrigo da Settimello» di Calenzano: Elena Allegretti, Andrea Altilio, Assia Arifi, Francesco Avella, Martina Bernocchi, Gianni Cai Haoxuan, Carmen Carvelli, Martina Deotto, Christian Fabbri, Davide Fabbri, Luna Falcini, Agata Filippi, Mirta Fumelli, Giulio Gelli, Devid Hoxha, Elias Lamtafah, Guya Mazza, Jihed Nsib, Andrea Palladino, Massimo Parenti, Alessandro Tommasi, Hailey Wu.

Docenti tutor: Michele Chini e Daniela Temperini Dirigente scolastico: Cinzia Boschetto. 

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Apertura votazioni 17/04/2026 ore 10:00
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