ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Don Lorenzo Milani di Montespertoli (FI) - 1A

Il voto alle donne in Italia. Conquista e sguardo al futuro

L’intervista degli studenti della classe ad una protagonista del tempo: Amalia Ercoli Finzi

Professoressa Amalia Ercoli Finzi, oggi parliamo del diritto di voto delle donne.

Secondo lei perché è stato così importante per la storia italiana? «Il diritto di voto è stato un passaggio fondamentale perché ha finalmente riconosciuto alle donne il ruolo di cittadine a tutti gli effetti.

Per decenni le donne hanno contribuito alla vita sociale, culturale e persino economica del Paese, ma non potevano partecipare alle decisioni politiche. Ottenere il diritto di voto è stato un vero simbolo di uguaglianza e libertà».

Quando è arrivato questo cambiamento e come è stato vissuto dalle donne? «In Italia il cambiamento avviene nel 1945, con il riconoscimento formale del diritto di voto alle donne.

L’anno successivo, nel 1946, le donne votarono per la prima volta, sia nel referendum tra Monarchia e Repubblica, sia per eleggere l’Assemblea Costituente. Immagini l’emozione di tante donne che, per la prima volta, avevano la possibilità di far sentire la propria voce in modo diretto. Era un momento storico, non solo per la politica, ma per l’intera società».

Che significato ha avuto quel primo voto nella costruzione della democrazia italiana? «Quel voto ha rappresentato la volontà delle donne di partecipare attivamente alla vita democratica e di contribuire al futuro del Paese.

Le donne dimostrarono che volevano incidere sulle scelte politiche, difendere i diritti fondamentali e promuovere valori di giustizia e uguaglianza».

Cosa è cambiato dopo quel momento storico? «Dopo quel primo voto, alcune donne furono elette nell’Assemblea Costituente e «contribuirono alla scrittura della Costituzione italiana. Il loro ruolo è stato fondamentale per garantire l’uguaglianza tra uomini e donne e per introdurre norme che ancora oggi proteggono i diritti civili».

Quale messaggio vorrebbe lasciare alle nuove generazioni di donne e uomini? «Vorrei che ricordassero sempre che i diritti non sono mai acquisiti per sempre. Il diritto di voto è frutto di lotte e sacrifici, e usarlo è un dovere morale e civico. Partecipare alla vita democratica significa contribuire al futuro del Paese, portare idee, valori e responsabilità».

Crede che le donne di oggi percepiscono appieno il valore di questa conquista? «Non sempre. Spesso il voto viene dato per scontato, ma bisogna capire che è stato il frutto di lotte lunghe e coraggiose. Ricordare la storia del diritto di voto aiuta a comprendere quanto sia prezioso e quanto sia necessario continuare a lottare per l’uguaglianza in tutti gli ambiti della vita, non solo in politica».

 

Il 2 giugno 1946 rappresenta una svolta storica per l’Italia, segnando il primo voto universale in cui le donne contribuirono alla scelta tra Monarchia e Repubblica e all’elezione dell’Assemblea Costituente, con 21 donne elette. Prima del 2 giugno 1946, c’era un’altra data chiave nel nostro calendario civile: quella di tre mesi prima, il 10 marzo, quando venne approvato il decreto che permetteva alle donne non solo di votare, (diritto già acquisito l’1 febbraio 1945) ma anche di essere elette: il decreto legislativo n. 23 fu firmato il 31 gennaio 1945 ed emanato l’1 febbraio 1945. Le donne poterono entrare nei luoghi della politica accanto agli uomini, con il loro sguardo, il loro impegno e i loro obiettivi e oltre duemila di loro furono elette nelle amministrative tra il 10 marzo e il 7 aprile 1946, quando si andò alle urne in più di 5.700 Comuni. Il diritto di voto alle donne rappresenta una delle conquiste più importanti nella storia dei diritti civili e della democrazia perché per molti secoli, le donne sono state escluse dalla partecipazione politica e considerate incapaci di prendere decisioni riguardo alla vita pubblica. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento sono nati diversi movimenti di donne che chiedevano il suffragio universale, cioè il diritto di poter votare tutti quanti senza distinzioni tra maschi e femmine. La partecipazione politica di tutti i cittadini, uomini e donne, è infatti uno degli elementi fondamentali di una società democratica e giusta.

 

Classe 1A dell’Istituto Comprensivo «Don Lorenzo Milani» di Montespertoli.

Gli studenti giornalisti Davide Aliaj, Irene Bandini, Giulio Bigi, Sveva Bruno, Tommaso Buti, Amélie Campigli, Noa Ciprani, Clarissa Di Blasi, Samuel Ekanem, Neri Fantechi, Niccolò Giusti, Jackson Maitha, Francesca Marashi, Lisa Mazzuoli, Renzo Melani, Miriam Nicorvo, Wissal Rachihi, Anas Rahhali, Giada Ricci, Alessandro Rigacci, Sole Romanelli, Ivan Tiberio Vittorio Sabuzi, Vittoria Sarri, Anid Zekjiri.

Docente tutor Giovanna Carli Dirigente scolastica Sara Missanelli 

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Apertura votazioni 17/04/2026 ore 10:00
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