ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria I grado Vanghetti di Empoli (FI) - 1B

La storia di Mippia Fucini. «Ecco un’artista da riscoprire»

Fu nipote dello scrittore Renato Fucini e moglie dello scultore Bruno Catarzi: la ricostruzione

Itala «Mippia» Fucini, pittrice caricaturista, nacque a Empoli nel 1907. Era la nipote del famoso scrittore Renato Fucini. Visse tutta l’infanzia a Vinci con la famiglia, nella casa paterna, trascorrendo a Firenze con la mamma e la sorella più grande solo i mesi dell’inverno per lo studio, in pensione o a casa di parenti. Era la minore dei suoi fratelli che considerò quasi come genitori. Suo nonno Renato aveva una speciale predilezione per lei, la nipotina più piccola e timida, quasi uno scricciolino. Fu lui a darle il soprannome Mippia, dal nome di una gattina di casa, e lei volle sempre essere chiamata così. Quando il nonno scrittore morì lei aveva solo 13 anni e di lui le rimase il ricordo della voce chiara, un po’ nasale, come lei amava raccontare. La mamma di Mippia era stata una brava pittrice di paesaggi, apprezzati anche da Telemaco Signorini, il famoso pittore toscano dell’Ottocento. Il padre, ingegnere, scriveva racconti umoristici per hobby e, in questo ambiente vivace, la giovane Mippia cominciò a disegnare donnine e bambini in movimento. Era brava a coglierne le somiglianze e le caratteristiche e fu facile per lei arrivare alla caricatura. Lei stessa si disegnava in modo ironico, come «un pollo con le antenne» appoggiate ad una grande matita. Preferiva il tratto di matita perché il colore «le dava soggezione». Nella sua vita fece tante caricature di persone che aveva incontrato e, verso i quarant’anni, si dedicò ai «Visacci», 128 caricature di personaggi famosi come Primo Conti, Mario Luzi, e, tra gli altri, anche Bruno Catarzi, il marito. Bruno, noto scultore fiorentino, sposò Mippia in seconde nozze: la prima moglie era stata Margherita Fasolo, pedagogista e partigiana, impegnata nell’azione politica. Il Catarzi conobbe poi la giovane Mippia in un gruppo di artisti che entrambi frequentavano: lui già famoso, lei timida e riservata; in realtà, con la matita in mano, Mippia diventava micidiale e colpiva inesorabilmente con le sue caricature. Non è stato semplice trovare notizie su questaartista,mortanel1998. È stata una delle pochissime donne caricaturiste che ha ritratto grandi personaggi del suo tempo senza paura di evidenziarne difetti e caratteri. Forse il fatto che fosse nipote del noto Renato Fucini, autore delle «Veglie di Neri», o perché moglie di Catarzi, autore di molte sculture, l’aveva posta un po’ in ombra? Abbiamo quindi deciso di scrivere un articolo su di lei non solo per ricordarla, ma per metterla in luce come merita.

 

La caricatura appare come un genere artistico minore pur essendo un modo efficace di ironizzare con un veloce segno di matita. Questa tecnica permette di ritrarre le persone deformandone i tratti del viso o del corpo allo scopo di ottenere un effetto umoristico. Non è tanto la somiglianza fisica che si ricerca, quanto riuscire a sottolineare pregi o difetti: non si punta alla somiglianza, ma a far risaltare la vera essenza del soggetto. Ci siamo dunque chiesti: l’ironia attraverso il disegno è solo una prerogativa maschile? Sembra di no, ma artiste che si sono dedicate a questo genere non ce ne sono tante. La nostra ricerca, che è partita da Mippia Fucini, ci ha fornito spunti di riflessione. Abbiamo scoperto che la più famosa è stata Adriana Bisi Fabbri, nata a Ferrara nel 1881.

Come molte ragazze dell’epoca fu costretta a seguire corsi di taglio e cucito e ad imparare a fare la sarta. Dovette studiare arte da sola: le era stato impedito difrequentarel’Accademiainquanto donna. Amareggiata, disse: «Io non voglio essere una donna… capisci e, quando queste catene si infrangeranno … allora io volerò in alto». La sua fu una battaglia muta a colpi di matita. A lungo le donne non hanno avuto accesso all’arte satirica. Anzi, nelle caricature, spesso era la donna ad essere presa in giro. Abbiamo dedotto quindi che, anche in questo campo, le donne sono state ostacolate da quanto era loro concesso e quanto no.

Classe 1B secondaria di primo grado della Scuola Vanghetti – Empoli Gli studenti giornalisti Ahmed Nasid, Alljasi Dario, Assegnati Marco, Assirelli Giulia, Baldi Bianca, Biagi Valentina, Boretti Margherita, Ceccherini Samuel, Cheng Ruoxi, Coletto Sofia, Della Porta Christian, Guasti Giada, Guo Mario, Ibro Alesandra, Liang Valentina, Mare Daria Mihaela, Rossi Allegra, Caroline Emma, Rossi Matilde, Salvadori Eros, Sgherri Margherita, Wu Zhixuan, Zhang Xueyao, Zhou Senyan Docente tutor Maria Emirena Tozzi Sara Corsinovi (sostegno) Laura Marchese (sostegno) Dirigente scolastico Marco Venturini

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Apertura votazioni 17/04/2026 ore 10:00
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