Le Asl toscane promuovono gli Iaa. Nuove frontiere della Pet Therapy
Molti i benefici nelle scuole, negli ospedali, nei centri terapeutici e nelle residente per anziani
A coniare l’espressione Pet Therapy fu lo psichiatra infantile Boris Levinson, che nel 1953, durante una seduta con un bambino autistico, notò che la presenza del cane migliorava la sua voglia di interagire e che l’affetto di un animale migliorava l’autostima. Da allora è stata fatta molta strada, tanto che oggi è diventata una terapia con evidenze scientifiche applicata in vari ambiti e proprio per questo deve essere svolta rispettando delle regole ben precise.
Le linee guida nazionali hanno lo scopo di indicare le corrette modalità di svolgimento degli Interventi assistiti con gli animali (Iaa), al fine di tutelare la salute della persona a cui è destinata la terapia e il benessere dell’animale impiegato. Questo tipo di interventi coinvolgono le persone più deboli con vari tipi di disagio fisico e psichico: bambini, anziani, persone con disabilità, marginalità sociale che hanno bisogno di un approccio sensibile, cosa che solo un animale può fare.
Questa terapia risulta molto efficace, in quanto riduce l’ansia, il dolore e lo stress, aumenta l’autostima, migliora la comunicazione e la socializzazione. La Toscana è stata una delle prime regioni ad applicare questa terapia dolce nelle scuole, negli ospedali, nei centri diurni, nelle carceri, nelle Rsa. Se si pensa che si possano usare solo i cani ci si sbaglia: ci sono associazioni che impiegano cani, gatti, conigli, asini e persino alpaca. «Asino a chi» utilizza gli asini per aiutare i bambini con disturbi come Adhd e Dop, «Ci vuole fiuto» ha realizzato un progetto in una residenza per anziani, «Diamoci una zampa» si rivolge a persone affette da Sla. Al Meyer gli interventi con gli animali aiutano i ragazzi che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, mentre in molti ospedali toscani (ad esempio Lucca e Pisa) sono stati attivati interventi di Pet Therapy nei reparti pediatrici. Il progetto SuperAbile è dedicato a bambini diversamente abili con l’obiettivo di favorirne l’integrazione sociale.
Concludiamo con la testimonianza di Marta, una ragazza di 28 anni che abbiamo incontrato nella nostra scuola, dove svolge attività di tirocinio. Lei ci ha raccontato che ha iniziato come volontaria al canile di Lajatico, in seguito qui ha svolto anche il servizio civile che le ha permesso di avvicinarsi all’attività di Pet Therapy. Si è appassionata così tanto che ne ha fatto il suo nuovo lavoro. Sono ormai due anni e mezzo che lavora per l’associazione «Amici a quattro zampe» all’interno del canile e porta avanti progetti educativi con gli animali.
La nostra classe ha partecipato al progetto Pet Therapy attivato in collaborazione con l’associazione DoReMiao. Ogni volta l’istruttore ci insegnava qualcosa sui cani, sul loro comportamento, ci dava delle spiegazioni per farci conoscere meglio l’animale e prepararci a svolgere delle attività giocose in cui si entrava in relazione con lui. Abbiamo conosciuto Olga e Pigna con le quali abbiamo fatto tanti giochi educativi. «È stata un’esperienza nuova e divertente», afferma Greta. Leonardo aggiunge: «È stato un progetto utile a livello personale e anche di gruppo, infatti ha creato unione fra noi ragazzi». Concludendo possiamo dire che è stato un progetto inclusivo in quanto ha coinvolto attivamente anche gli alunni con disabilità. Alla fine dello scorso anno scolastico ci siamo recati all’azienda agricola Fattoria dei Barbari a Palaia (dove ha la sede l’associazione DoReMiao) per fare attività all’aperto con tutti gli altri ani-mali, conigli, asini, gatti… Valentina e Chiara hanno intervistato alcuni alunni della 3^ C che quest’anno stanno facendo la stessa esperienza. Rebecca afferma entusiasta: «Abbiamo scoperto il bellissimo rapporto tra cane e uomo». Aurora aggiunge che «alcuni suoi compagni, attraverso questo contatto con l’animale, hanno potuto superare le proprie paure». Per Arianna «è stata un’esperienza divertente», secondo lei «sarebbe bello se tutti i ragazzi potessero farla».
La pagina è realizzata dalla classe 3^ E della Secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Giosuè Carducci di Santa Maria a Monte: Diego Abbondandolo, Giulio Angiolini, Enea Campo, Greta Coccoli, Simone Colella, Rosario Cristaldi, Valentina Esposito, Ilaria Galli, Federico Guglielmi, Melissa Guidi, Mosè Magon, Aliou Ndiour, Giovanna Chiara Pennacchio, Nicola Tedeschi, Sofia Tempestini, Leonardo Torrini, Bianca Vallini.
Docenti tutor Assunta Picardi e Michele Serraglini.
Dirigente scolastica Laura Cotrozzi.