La violenza è un fatto reale. Sconfiggiamolo parlandone
Purtroppo la nostra società è segnata da molte forme di violenza. Alcune idee per arginarla
Anche gli adolescenti devono parlare della violenza, essi rappresentano gli adulti del futuro, coloro che formeranno la collettività civile del domani, che dovrà essere basata sui principi di pace, onestà e rispetto degli altri. Purtroppo, la nostra società è segnata da molte forme di violenza, sia visibili, come le aggressioni o gli abusi sessuali, che meno visibili, come la prepotenza psicologica, che avviene attraverso lo stalking, le parole offensive, le minacce o gli atteggiamenti che feriscono il prossimo. Queste forme di violenza possono manifestarsi nel mondo reale, ma anche sui social, dando origine al fenomeno del cyberbullismo, che colpisce giovani e meno giovani e può provocare molta sofferenza, paura ed insicurezza.
È importante parlare di violenza per gli adolescenti perché è un argomento che li riguarda da vicino: aiuta a riconoscere i comportamenti sbagliati come gli insulti, le prese in giro, le esclusioni e i controlli sui social. Parlare di questa tematica permette di capire cosa è giusto e cosa no, non fa sentire soli e aiuta a trovare il coraggio di chiedere aiuto agli adulti. Inoltre, insegna valori come il rispetto, l’empatia e l’importanza delle relazioni sane.
Ma come si può arginare la violenza? Eliminare la violenza non è compito di una sola persona. Serve il lavoro simultaneo tra famiglia e scuola, istituzioni che insegnano con pazienza, precisione e accuratezza, l’educazione all’affettività, un percorso che aiuta a prevenire la violenza, educa a risolvere i conflitti con il dialogo e a costruire relazioni sane. La famiglia è il primo luogo in cui si impara a vivere con gli altri: i genitori hanno il compito di dare il buon esempio, ascoltare i figli, insegnare il rispetto delle regole e delle persone, educare all’uso corretto di internet e dei social e trasmettere valori come rispetto, solidarietà e tolleranza.
Le istituzioni scolastiche possono fare qualcosa? E semmai in quale modo? E con quali strumenti? Certo, anche la scuola ha un ruolo importante nella prevenzione della violenza perché completa il lavoro della famiglia. Deve creare un ambiente sereno ed inclusivo, parlare di bullismo e cyberbullismo, favorire la collaborazione, insegnare a risolvere i conflitti in modo pacifico e promuovere il rispetto delle diversità. Per eliminare la violenza è necessario l’impegno di tutti.
Famiglia e scuola, solo lavorando insieme, aiutano i giovani a crescere nel rispetto di sé e degli altri, contribuendo a costruire una società più giusta e senza violenza.
L’incontro con due psicologhe e l’assessore comunale del paese, è stato determinante nella scelta dell’argomento dell’articolo. Il racconto della violenza subita dall’assessora comunale dal proprio ragazzo è stato molto intenso, ha fatto riflettere e capire, con l’empatia, che la paura e l’angoscia non è solo della persona che subisce violenza, ma anche di chi commette l’abuso, perché ne teme le conseguenze. In seguito, le psicologhe hanno presentato il sito internet dell’associazione “Una Nessuna Centomila”, che si occupa di difendere i diritti delle donne e di combattere la violenza di genere. Ne fanno parte i centri antiviolenza: luoghi sicuri dove le donne e i loro figli, che vivono situazioni difficili, possono chiedere aiuto. In essi vengono ascoltate, sostenute e accompagnate da persone esperte, che le fanno sentire meno sole. Altro argomento importante dell’associazione è l’educazione affettiva, perché il rispetto dell’altro, i sentimenti autentici e le relazioni sane, aiutano le persone a riconoscere comportamenti sbagliati e a costruire rapporti basati sulla fiducia e sull’uguaglianza. Una Nessuna Centomila organizza concerti ed eventi, a cui partecipano artisti famosi, per ricordare le donne che hanno subito violenza, per sensibilizzare le persone sull’argomento e per raccogliere fondi per sostenere l’organizzazione. Chi visita il sito può partecipare alle iniziative, e sostenere il progetto.
La seguente pagina è stata realizzata dagli alunni della classe IIIB della scuola media Pennacchi di Passaggio di Bettona. Ecco i loro nomi: Andreoli Gabriele, Barbini Pietro, Brizi Anna, Bucaioni Giulia, Cecchetti Lorenzo, Chirila Davide, Di Bartolomeo Davide, Di Bartolomeo Federico, Kodithuwakku Balasuriyalage Thejan, Maiorano Giorgia, Mare Lorenzo, Nazzareni Davide, Pugini Eva Puica Daniele, Qiu Christina, Tobon Restrepo Mariana, Villamena Giulia. Docente tutor, che ha coordinato i ragazzi nel lavoro è la professoressa Antonietta Giordano. La preside è Silvia Mazzoni.