A scuola di… affettività. Quando le emozioni fanno paura
Gli alunni hanno partecipato al progetto proposto da Promozione della Salute - Usl Toscana
La classe 3° S di San Martino in Freddana ha iniziato alcune attività che aiutano a riconoscere le emozioni legate all’affettività, nelle relazioni con i genitori, con gli amici e negli innamoramenti. Per Camillo la fiducia e l’affettività sono collegate e pensa che i genitori abbiano abbastanza fiducia in lui.
Se i genitori lasciano autonomia senza doversi preoccupare troppo è perché sanno che possiamo cavarcela anche da soli, però per avere autonomia si deve dimostrare di meritarla. Per Emma i rapporti con i genitori, soprattutto a quest’età sono complicati, dice che i genitori a volte sono un po’ “carabinieri”, poi ci sono genitori che tengono i figli “sotto una campana di vetro”, invece bisogna lasciar fare ai ragazzi i ragazzi e ai genitori i genitori, ma non tutti sanno farlo.
Matilde pensa che tutte le forme di affettività siano importanti durante l’adolescenza: l’amore per provare nuovi sentimenti, l’amicizia nel momento del bisogno, il volersi bene e rispettarsi in famiglia e soprattutto voler prendersi cura di se stessi.
Tutto ciò fa crescere e imparare, purtroppo però non è facile, quindi l’affettività è davvero una cosa importante ed è necessario parlarne e confrontarsi con i coetanei, ma anche con gli adulti. Per Nicola i problemi principali riguardano la famiglia, gli amici, l’amore e se stessi. Emerge un senso di insicurezza, il bisogno di accettazione, la paura di non essere abbastanza.
Alcuni ragazzi fanno fatica a parlare delle proprie emozioni. Si percepisce il desiderio di fiducia, stima e rispetto, che sono fondamentali per crescere in modo sereno. Per molti adolescenti è proprio in famiglia e con gli amici che nascono i conflitti e molti ragazzi non si sentono sicuri o non accettano il proprio corpo. L’attrazione fisica viene considerata importante nelle relazioni, ma non è l’unico elemento: contano molto di più la fiducia e la comprensione reciproca. Per Giulia bisogna provare a mettersi nei panni degli altri. E’ difficile accettarsi e piacersi, soprattutto le ragazze, invece i ragazzi sono più sicuri, ma c’è chi non accetta il suo fisico, poi si capisce che non si può essere perfetti. L’affettività deve esserci anche verso noi stessi per essere felici. Si dovrebbe parlare di più di questi argomenti, può essere utile per non arrivare a fare cose stupide, per colpa delle emozioni negative.
Mattia ha analizzato i dati dell’agenzia Demos che ha raccolto i valori per gli adolescenti, tra cui l’autonomia nelle spese. Sin da piccolo sogna di diventare ricco per godersi la vita e aiutare i meno fortunati.
Risponde Edoardo. «Tutti proviamo amore per qualcosa, che siano i genitori, amici, fratelli, cani, il pappagallino o l’insetto stecco domestico! A volte si prova amore persino per qualche personaggio storico, per personaggi che non esistono nemmeno, oppure si prova amore per qualcosa che ci piace, ecco l’amore lo proviamo tutti per qualcosa, ma c’è differenza tra l’amore puro e l’amore “affettivo”. L’affetto si prova per qualcuno che ci sta intorno; magari non abbiamo gli stessi caratteri o interessi, ma ci si vuol bene perché si sta a fianco. L’amore è diverso, provi amore per qualcuno che ti piace perché ci sono interessi simili, come il carattere o l’aspetto, cioè ha delle caratteristiche che ti piacciono, ovvero le sue “particolarità”.
A volte viene da pensare:“ Se non piacessi? Sarò strano/a?”.
Queste paranoie portano allo sconforto della nostra autostima. Ci sentiamo diversi, perché sentiamo di avere qualcosa che non va».
Per Mattia G. l’affettività tra giovani è molto sottovalutata, forse non gli stiamo dando importanza, ma avere un migliore amico che è presente nei momenti di bisogno non è cosa da poco.
A Luca questo argomento provoca tanti pensieri tutti insieme, per questo si sente un po’ a disagio. Per Nicola Parlare di affettività aiuta a crescere meglio e a costruire relazioni più vere e consapevoli.
Ecco i protagonisti Gli alunni della Classe 3°S della Secondaria di primo grado di San Martino in Freddana (Lucca Quinto Pescaglia) che ha partecipato a questa edizione di Cronisti in classe: Edoardo Baldi, Matilde Guidotti, Mattia Guidotti, Nicola Mazzara, Mattia Nutile, Luca Orsi, Giulia Salviato, Camillo Sandrini, Emma Zurolo.
Vignette: Edoardo Baldi Docenti tutor: Alessandra Trabucchi, Marco Marradi Dirigente scolastico: Fabrizia Rimanti