ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

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IC Pietrasanta 2 di Pietrasanta (LU) - 5°, 1B

Fiumi da mettere in sicurezza. Per salvare il futuro e il mondo

L’impegno del Consorzio 1 Toscana Nord e il ruolo dei cittadini per prevenire i disastri naturali

I fiumi sono una risorsa preziosa per il nostro territorio. Non sono soltanto corsi d’acqua che attraversano città e campagne, ma veri e propri ecosistemi ricchi di vita, fondamentali per l’ambiente, l’agricoltura e la sicurezza delle persone. Salvaguardare i fiumi significa proteggere il nostro presente e il nostro futuro. Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha reso sempre più frequenti eventi estremi, come piogge intense e improvvise. Questi fenomeni possono provocare piene e alluvioni, mettendo a rischio abitazioni, scuole e attività produttive.

Per questo motivo è fondamentale prendersi cura dei corsi d’acqua attraverso interventi costanti di manutenzione, pulizia degli argini e controllo della vegetazione. Un ruolo importante in questo lavoro è svolto dal Consorzio 1 Toscana Nord, che si occupa della bonifica e della manutenzione dei fiumi e dei canali nel nostro territorio. Grazie al suo impegno, vengono realizzati interventi per migliorare il deflusso delle acque, consolidare gli argini e prevenire situazioni di pericolo. Si tratta di attività spesso poco visibili, ma importanti per la sicurezza di tutti. La salvaguardia dei fiumi non riguarda solo le istituzioni, ma anche noi cittadini.

Ognuno può fare la propria parte evitando di gettare rifiuti nei corsi d’acqua, rispettando l’ambiente durante le passeggiate, facendo la raccolta differenziata e partecipando a iniziative di sensibilizzazione come il “Sabato dell’Ambiente”.

Anche la nostra scuola ci informa e forma per creare una cultura del rispetto dell’ambiente. Abbiamo appreso infatti che il sistema di rete della bonifica può essere paragonato al sistema circolatorio umano: i canali sono come le nostre arterie che portano acqua e sangue e la pompa idrovora ha la stessa funzione del cuore. Come rispettiamo il nostro corpo e lo manteniamo in salute così dobbiamo fare anche con l’ambiente che ci circonda, in particolare i corsi d’acqua. Il nostro territorio è particolarmente fragile e ha bisogno di cure continue e quando ciò non avviene e le piogge diventano più intense ecco che arrivano le calamità naturali come alluvioni ed esondazioni.

Esempi sono l’alluvione del 04 Novembre del 1966 a Firenze, dove il fiume Arno esondò invadendo la città, le strade e gli edifici, e quella del 19 Giugno 1996 in Alta Versilia, a Cardoso in provincia di Lucca.

Quest’ultima alluvione ci ha dimostrato che, se i fiumi non sono tenuti puliti fin dalla loro sorgente, questo può provocare gravi danni fino alla pianura.

 

Il 19 giugno 1996 sembrava un mercoledì come tanti altri, ma per Valentina Olobardi, che era in vacanza dai nonni e dalla zia con la sorella Veronica e le cugine, è diventato un giorno indimenticabile. Valentina è venuta a trovarci a scuola e ha raccontato la sua esperienza.

Quando e cosa è successo? «Avevo 15 anni e giocavo con mia sorella e le mie cugine nel piccolo paese di Ruosina. Verso le 13, ero partita con lo zio, in auto, per tornare a Pietrasanta. Ma mentre percorrevamo la strada, all’improvviso abbiamo visto esondare il fiume che trascinava via macchine e motorini, siamo quindi tornati indietro».

Come siete riusciti a salvarvi? «L’acqua aveva invaso le strade e le case, arrivava al primo piano delle abitazioni, uscimmo dalla casa della zia e ci incamminammo verso la casa dei nonni, che si trovava nella parte più alta e sicura del paese. Abbiamo dormito lì e cucinato con il forno a legna.

Ha avuto paura? «Io no ma vedevo gli adulti impauriti e preoccupati sia per il fiume che per il rischio delle frane». Qual è il ricordo più vivo di questa esperienza? «Ricordo che camminavo nell’acqua alta fino alle ginocchia e sentivo i rami e i tronchi che mi sbattevano sulle gambe».

Come ha vissuto emotivamente l’avvenimento? Come ha reagito? «Ero incredula e non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Ricordo di non aver potuto prendere niente, solo la mia cuginetta aveva con sé un bambolotto che è caduto nel fiume e alcune persone, vedendolo, credevano che fosse un neonato».

I giornalisti della classe IB delle medie Santini dell’IC Pietrasanta 2: Thiago Angeli, Novak Bacci, Leonardo Bresciani, Rebecca Bresciani, Tommaso Chioni, Arianna Conti, Sofia De Carolis, Martina Favilla, Christian Giacomin, Riccardo Intaschi, Leonardo Marchi, Martina Marku, Nicole Marrai, Elia Mikhail Mazzoni, Tommaso Meccheri, Giulio Papini, Tommaso Pieroni, Jacopo Pistelli, Sofia Salvetti, Giulio Spiganti, Alexander Tronci, Simone Venturelli. Ecco i piccolissimi cronisti della quinta primaria Bibolotti: Achille Biagioni, Symon Ethan Biancalani, Enea Bonuccelli, Ginevra Bramanti, Lavinia Bramanti, Stefano Da Granaiola, Aurora Kopshti, Isotta Kopshti, Giacomo Letari, Anna Pierotti, Rebecca Poli, Leonid Radkin, Cristian Settimelli, Pedro Teixera Bresciani, Giorgia Turriani, Leonardo Valpiani, Jones Santiago Zanella, Linda Zappelli. Le docenti responsabili: Liana Benelli, Elena Venturelli e Rita Ferrara.

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