Cyberbulli: la tastiera è un’arma. Un’emergenza dei nostri giorni
Come il bullismo si diffonde online e le sue irreparabili conseguenze
«Le parole fanno più male delle botte». Questo quanto scritto nella sua lettera d’addio da Carolina Picchio, una ragazza come tante che amava la vita, credeva nell’amicizia e detestava chi tradiva la sua fiducia. Carolina è una delle tante vittime del cyberbullismo. Il termine italiano è ripreso dall’inglese cyberbullying, coniato dall’educatore canadese Bill Belsey. A differenza del bullismo, il cyberbullismo è un fenomeno recente, sorto in seguito all’avvento e all’espansione dei dispositivi elettronici e alla comparsa dei cosiddetti nativi digitali, ossia i ragazzi nati e cresciuti nell’era delle nuove tecnologie. È una forma di molestia, prepotenza o intimidazione attuato intenzionalmente online, attraverso social media, siti di giochi, chat di messaggistica istantanea, sms.
Rispetto al bullismo le caratteristiche del fenomeno sono l’anonimato, la diffusione 24/7 e la ripetitività delle azioni moleste e prepotenti. Il cyberbullismo di conseguenza è incontrollabile e spesso viene perpetrato ai danni di soggetti, minori e non, ritenuti dal cyberbullo «diversi», per i quali il persecutore può provare invidia, gelosia, vivere una sorta di assenza di coraggio nel confronto diretto poiché, aspetto da non sottovalutare, uno schermo può indebolire i propri freni etici, dal momento che avviene molto spesso che si trovi in rete il coraggio di dire o scrivere cose che nella vita reale e quotidiana non si direbbero né farebbero.
Le conseguenze di tutto ciò per la vittima possono essere devastanti, incancellabili e in casi estremi irreparabili: il bullizzato vive in uno stato incontrollabile e perenne di ansia, può essere vittima di depressione, disturbi alimentari, atti di autolesionismo e sviluppare una percezione sbagliata di sé.
I dati statistici sono allarmanti: il 68,5% degli adolescenti italiani ha ammesso di essere stato vittima nel 2025 di bullismo e/o cyberbullismo, circa un milione di ragazzi del nostro Paese rivela di aver subìto vessazioni online e il fenomeno è cresciuto in maniera esponenziale negli anni del post-pandemia, con quasi la metà dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni che confessa di aver sofferto di esclusione o offese sui social network.
Per contrastare il fenomeno e sensibilizzare i giovani, la Commissione Europea ha istituito nel 2004 il Safer Internet Day, celebrato nel mese di febbraio di ogni anno, che si pone come obiettivo l’uso consapevole della rete e la coscienza dei rischi delle proprie azioni su internet.
Sul cyberbullismo abbiamo intervistato la preside del nostro Istituto Comprensivo, la dottoressa Lucia Maddii.
Quali azioni mette in atto nel nostro Istituto col progetto «Stop al bullismo»? «Il progetto prevede la preparazione da parte dei professori dei ragazzi della scuola secondaria, che verranno nei plessi della primaria per una formazione a cascata sul tema. È previsto poi un protocollo quando si verifica un caso di bullismo: vengono convocate le famiglie della vittima e del bullo, esami-nate le chat e presi provvedimenti, che possono essere sospensioni, segnalazioni o denunce alla polizia postale. Inoltre il nostro Istituto Comprensivo fa parte della R.I.S.Va, la rete degli Istituti Scolastici del Valdarno, che ha dato vita da anni al progetto «Cyber-Help!», per il contrasto e la lotta a bullismo e cyberbullismo».
Quali consigli ci darebbe? «Fondamentale è l’informazione e il dialogo con i genitori, che hanno il diritto di controllare il telefono dei propri figli. Ciò che conta è non rimanere indifferenti dinanzi ad episodi di bullismo e riferirlo ad un adulto».
Se volesse dare un messaggio ai cyberbulli quale sarebbe? «I cyberbulli, detti leoni da tastiera, sono persone fragili, insicure e infelici che riversano la loro rabbia sulle vittime e si nascondono dietro ad uno schermo. Il cyberbullo non prova empatia per il bullizzato perché non riesce a mettersi nei panni dell’altro e soprattutto attraverso un computer non vede la reazione della vittima e pertanto persegue nei tuoi atti vessatori ritenendoli di poco conto».
Ecco i nomi dei giovanissimi cronisti della VB della scuola primaria San Biagio di Figline Valdarno che hanno curato la redazione di questa pagina: Ajsel Arapi, Mattia Benini, Alessandro Biagi, Francesco Biagini, Yuri Capanni, Alice Capuano, Agata Forzini, Pablo Forzini, Aderisa Hasmujaj, Bianca Indulgenzi, Adele Paghera, Christian Paglia, Brando Pieraccioli, Azzurra Poggesi, Lorenzo Pugliese, Zeno Romolini, Olga Staderini, Matteo Taddeucci, Andrea Tilli, Mattia Aldo Valentini. Docenti tutor: Anna Magnifico ed Elena Renacci. Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo: dott.ssa Lucia Maddii.