«Costruire la nostra identità». Viaggio nella Prato multietnica
Il percorso, attraverso progetti ed esperienze, punta a far conoscere le bellezze della città Un tour che parte della stazione centrale, si snoda in centro e nei musei da visitare
Siamo la classe 5^B della Scuola Primaria “Santa Gonda“ di Prato e vogliamo far sapere a tutti che stiamo costruendo la nostra identità pratese. Anche se abbiamo origini diverse, la città multietnica in cui viviamo (il 25% ha origine straniera) ci sta insegnando ad essere suoi cittadini.
L’identità è un insieme di caratteristiche che rende l’individuo unico ed è un diritto sancito dagli articoli 7 e 8 della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia che abbiamo studiato. Per questo la nostra scuola dimostra attenzione per le nostre culture di provenienza.
A scuola comprendiamo anche, attraverso progetti ed esperienze, che Prato ci regala un’identità in più che ci unisce e fa di noi un gruppo di amici che sanno stare bene insieme.
Cari lettori de La Nazione venite a fare una passeggiata nella nostra bella città. Se arrivate in treno alla stazione di Prato Centrale, da lì raggiungete a piedi piazza San Marco dove vedrete una scultura di marmo bianco: la “Forma squadrata con taglio” di Henry Moore.
A noi sembra una serratura che ci apre le porte della città.
Continuate fino al Castello dell’Imperatore (1240 circa) costruito dall’imperatore Federico II di Svevia detto anche “stupor mundi” perché era molto intelligente, istruito e voleva l’unione tra i popoli. Accanto al castello c’è la Basilica di Santa Maria delle Carceri (1486/1495), fatta costruire da Lorenzo il Magnifico.
Passeggiando nel centro storico di Prato, trovate il più importante palazzo della città: Palazzo Pretorio (XIII sec.). Ora è un museo da visitare ma è stato la sede del governo della città. Lì vicino c’è la statua del grande mercante pratese Francesco Datini (1335-1410).
Arrivate poi in piazza del Duomo e, sulla facciata della cattedrale, dedicata a Santo Stefano, osservate il Pulpito di Donatello. Noi ne abbiamo realizzato una copia su cartone perché ci piace imitare i grandi artisti che hanno abbellito la nostra città. Se dovesse piovere vi consigliamo di visitare anche il Museo del Tessuto o il Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci“ dove noi andiamo spesso a fare visite guidate e interessanti laboratori.
In questo anno scolastico partecipiamo con le “nostre opere d’arte” al Progetto Europeo Etwinning “Cittadinanza Europea e democrazia attraverso le Arti” perché vogliamo essere cittadini pratesi ma anche europei che credono nell’uguaglianza e unione dei popoli.
Prato è una delle chiavi che ci apre gli occhi e il cuore quindi venite a trovarci e seguite il nostro proverbio: “Beato chi viene a Prato!”
Una città multietnica come Prato, deve essere accogliente.
Come aiutare chi arriva e non conosce la nostra lingua? Con l’aiuto dei nostri insegnanti abbiamo scoperto un modo di comunicare semplice e che può essere adatto a tutti coloro che si trovano in difficoltà.
Professore, come comunicate con gli studenti che non parlano la nostra lingua? «Comunichiamo con immagini e simboli presenti nella Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)».Che cos’è la CAA? «La CAA aiuta la comunicazione verbale usando simboli e immagini universali».
Perché è così utile? «Perché include tutti, non sostituisce la comunicazione ma la rafforza e la arricchisce».
Quali attività si possono fare con la CAA? «Si possono esprimere bisogni, condividere emozioni, fare richieste, raccontare, comprendere messaggi…».
Si potrebbe usare anche per aiutare chi entra in un nuovo posto di lavoro o un turista? «La CAA può essere utilizzata da tutti perché è uno strumento che elimina le barriere linguistiche».
La nostra compagna di classe che arriva dal Perù, usando la CAA, ci dice sempre: «Mi piace la CAA!». Proponiamo totem digitali alla Stazione o in vari punti della città per aiutare chi arriva a comunicare i propri bisogni. Se volete saperne di più consultate il sito www.arasaac.org
Questa pagina è stata realizzata dagli alunni della classe 5B della scuola elementare “Santa Gonda“ dell’istituto comprensivo Pacetti di Prato. Studenti-cronisti in classe: Silvia Abbagnale, Francesco Ardiri, Maria Costanza Beldiman, Arianna Bianchi, Pietro Coppi, Francesca Maria De Luca, Marta Forti, Leo Lin, Elena Marchini, Aron Mundija, Osavbie Serina Osagie, Pietro Papini, Agata Pezzini, Daylin Alizee De La Cruz Sanchez, Niccolò Savignano, Yashmeet Singh, Eva Saphia Srij, Bernando Sutermani, Diego Uccello, Alessio Gaspare Vaiarelli, Matteo Veliraj.
La vignetta e la foto sono state realizzate dagli alunni della 5B.
Docente-tutor della classe per il progetto del campionato di giornalismo è Graziella Lessio.
Il dirigente dell’istituto comprensivo “Pacetti“ è il professor Giovanni Quercioli.