L’arte rupestre in Alta Lunigiana. Un viaggio fino alla Preistoria
Alunni della quarta del plesso di Terrarossa dell’istituto Cocchi di Licciana a tu per tu con la Storia L’incontro in classe con la studiosa e docente Angelina Magnotta, presidente dell’Archeoclub
Un incontro che ha messo cultura e storia del territorio al centro quello andato in scena lo scorso 21 gennaio, protagonisti gli alunni della quarta della scuola primaria, plesso di Terrarossa, dell’Istituto Igino Cocchi di Licciana. I ragazzi hanno incontrato la professoressa Angelina Magnotta, storica e saggista, presidente dell’Archeoclub Apuo Ligure dell’Appennino Tosco Emiliano A.L.A.T.E.
L’Archeoclub è operativo sul territorio della Lunigiana storica e sui territori limitrofi della Liguria e dell’Emilia fin dal 2012, con l’obiettivo di individuare, tutelare e valorizzare le incisioni rupestri dell’Alta Lunigiana, nonché di valorizzare i beni culturali e divulgarne la conoscenza, in particolare fra i giovani, anche con delle attività didattiche. Si occupa di promuovere gruppi di lavoro e la formazione di guide che operino sul territorio; cura pubblicazioni scientifiche in Italia – in Lunigiana, a Firenze, in Val Camonica – e all’estero (con docenti dell’Università di Oxford).
Dopo aver eseguito una lezione interattiva dedicata all’importante tema dell’arte rupestre in Lunigiana, che è stata accompagnata dalle immagini tratte dal suo libro intitolato “Il culto della Dea Madre nella terra di Luna”, la studiosa ha presentato tramite Power point le incisioni rupestri scoperte ed ha illustrato i principali monumenti megalitici: dolmen, menhir e cromlech. Gli alunni, attratti dall’esposizione, hanno posto domande di argomento storico-scientifico, ricevendo delle spiegazioni interessanti e molto coinvolgenti. Dal dialogo e dal confronto gli alunni della classe quarta hanno poi creato un racconto di argomento preistorico, immaginando un ipotetico personaggio – quasi un loro coetaneo – ispirandosi all’incisione paleolitica apuo-ligure di una scena di caccia con orso, pennato e pugnale di selce. Nei giorni seguenti, gli alunni hanno poi proceduto alla realizzazione di cartelloni e manufatti riguardanti la scena di caccia e i monumenti megalitici già illustrati, come il Menhir del Sole, del Gigante e della Dea Madre.
Ciao ragazzi, sono Cromlingh un vostro antenato preistorico. Il mio nome deriva dal cromlech ai piedi della catena dell’Orsaro dove sono nato ed è stato scelto dallo sciamano Ors. Dopo 15 Soli avevo già famiglia e praticavo la pesca e la caccia grossa sui contrafforti delle grandi montagne. L’altro giorno ho rischiato la vita in un’esperienza di caccia! Per fortuna mi hanno protetto la Dea Madre e la Civetta sua promanazione, venerate da noi tutti. Mi trovavo alle pendici del monte che ancora adesso chiamate Orsaio e facevo la posta a un capriolo. Mentre mi accingo a prendere la mira con il mio arco, sento sulle spalle un ansimare: un grande orso apuano a fauci aperte, era pronto ad assalirmi. Mi giro all’istante e, tirato fuori il pennato dal fodero della mia cintura e il coltello di selce con il manico di legno sono riuscito a pugnalare l’animale. Con “l’alfabeto fumo” ho chiamato in aiuto i miei fratelli per trasportare al villaggio il grosso animale. Il capo clan ha macellato la bestia con il pennato, dividendo le carni fra tutte le famiglie. Scuoiandolo con il prezioso pugnale di selce, è stato possibile distribuire pelli e pellicce. Sulle colline vicino a Pontremoli, l’antica Apua che ha dato nome al territorio, c’è un grande monolite dove è rappresentata la scena. In mezzo c’è la testa dell’orso, sulla sua sinistra il pennato che ho ricevuto in dono e sulla destra il pugnale di selce scheggiata. Dopo il lavoro comune abbiamo deciso insieme allo sciamano e alle sacerdotesse della “Rupe delle Lune” di recarci dalla saggia Tartaruga di pietra e dal Pesce per chiedere loro a quale divinità portare i doni votivi in ringraziamento per il pericolo scampato e per la caccia grossa. In ultimo si è deciso di portarli al grande Menhir del Gigante Antropomorfo scolpito nella pietra antica con la tecnica primitiva che gli archeologi definiranno “a percussione diretta”.
Ecco i protagonisti di Cronisti in classe della classe quarta della scuola primaria, plesso di Terrarossa, dell’Istituto Igino Cocchi di Licciana, la cui dirigente scolastica è la professoressa Enrica Ravioli. I ragazzi hanno realizzato la pagina del Campionato di giornalismo edizione 2026, attraverso due elaborati a seguito di un interessante incontro avvenuto nella loro classe.
I loro nomi: Sara Akhay, Oussama Arif, Lorenzo Botti, Mohamed El Gargar, Abderrahmane Hallabou, Ginevra Imperato, Ludovico Mitillo, Gabriel Oliva, Nicolò Rossi, Enrico Tonelli. Le insegnanti che hanno partecipato al progetto in qualità di tutor sono sono Marzia Zini e Annamaria Miglietta.