ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado G. Papini di Rignano sull'Arno (FI) - 3B

ll percorso della Memoria di Rignano. dedicato alla famiglia Einstein-Mazzetti

Fare memoria significa ricordare il passato, per non dimenticare vite spezzate ingiustame

Nel Comune di Rignano sull’Arno nel 2021 è stato creato un «Percorso della Memoria» lungo 5 chilometri per ricordare un terribile fatto avvenuto nel 1944. Il 3 agosto, mentre il paese stava per essere liberato, nella Villa «Il Focardo» si è consumata una tragedia: la casa era l’abitazione di Robert Einstein (cugino del famoso scienziato Albert Einstein), di sua moglie Nina Mazzetti e delle figlie Luce e Annamaria.

Era il periodo dell’occupazione nazista e Robert Einstein, essendo l’unico ebreo in famiglia, si era nascosto nei boschi insieme ai partigiani, per sfuggire ad un’eventuale cattura, pensando che la moglie e le figlie e le nipoti Lorenza e Paola Mazzetti non avrebbero avuto nulla da temere, perché cristiane. Invece nella sera del 3 agosto, i nazisti fecero irruzione nella villa, perquisirono l’abitazione, interrogarono la signora Nina Mazzetti e la uccisero insieme alle sue figlie con l’accusa di tradimento, dando poi fuoco alla villa. Le nipoti Lorenza e Paola furono risparmiate, perché non avevano il cognome Einstein.

Un anno dopo la strage, Robert Einstein si tolse la vita. Il 27 gennaio 2026, Giorno della Memoria, in occasione della commemorazione per ricordare l’eccidio, noi alunni della 3B insieme alle altre terze e alle autorità della nostra città, abbiamo avuto l’onore di poter percorrere il sentiero della memoria, dalla villa fino al cimitero della Badiuzza, luogo di sepoltura delle vittime, divenuto nel 2022 «Luogo della Memoria».

Successivamente, in un’intervista il signor Paolo Banci (Sezione Anpi Rignano Reggello), che da anni partecipa alle iniziative in ricordo della strage del Focardo, ci ha fatto scoprire molte cose, su come nel tempo si è tornati a parlare dell’eccidio.

Infatti di questa triste storia si era persa in parte la memoria, fino a quando nel 1961 la nipote di Nina Mazzetti, Lorenza, ha scritto un libro per ricordarla, dal titolo «Il cielo cade», raccontando la vicenda in prima persona e regalando ai lettori maggiori dettagli.

Abbiamo scoperto anche che fu Ugo Jona, ex partigiano ed ebreo, a promuovere l’iniziativa di creare un monumento al cimitero della Badiuzza, che fa riferimento a tutte le vite spezzate ingiustamente. Il cimitero è molto piccolo, ma ben curato e anche Paola e Lorenza Mazzetti, morte pochi anni fa, ora sono sepolte lì, insieme alla loro famiglia.

 

I partigiani erano persone comuni che hanno fatto la differenza alla fine della Seconda guerra mondiale, perché hanno contribuito alla liberazione di molte città italiane tra il 1943 e il 1945. Erano uomini e donne che mettevano in pericolo la loro vita per combattere contro la dittatura. I partigiani agivano in clandestinità e si nascondevano nei boschi. Anche le donne partecipavano a questi gruppi clandestini, facendo le staffette: con le loro biciclette portavano messaggi, armi e cibo agli uomini nei loro nascondigli. I partigiani erano divisi in brigate, cioè gruppi di 250-300 persone e iniziarono a combattere contro i nazifascisti nel 1943, dopo l’8 settembre, quando l’Italia, firmando l’armistizio con gli alleati, divenne nemica della Germania.

Come agivano i partigiani? Mettevano in atto azioni di sabotaggio, guerriglia e imboscate contro le truppe nazifasciste: danneggiavano ponti, ferrovie, strade per bloccare i rifornimenti tedeschi. I partigiani si davano nomi di battaglia, per rimanere anonimi e la loro lotta ha contribuito a liberare città come Firenze, Bologna, Genova. Anche nel nostro paesello di Rignano ci sono stati dei partigiani: i nomi di battaglia di alcuni di loro erano «Sceriffo» Ugo Focardi, «Gigi» Luigi Buonamici, «Fortunato «Affortunato Matteini, «Tempesta» il famoso Ottavio Valgimigli e Vasco Caldini «Fra Diavolo». Tutte queste persone purtroppo non sono più in vita, perciò noi li ricordiamo. Loro combattevano perché volevano essere liberi ed è anche grazie a loro, che siamo diventati veramente un paese libero.

La pagina è stata realizzata dalla classe 3°B della scuola secondaria Giovanni Papini di Rignano sull’Arno (FI).

Ecco i nomi dei giovanissimi redattori: Aglietti Clarissa, Baccani Viola, Becattini Anderson, Campanaro Gabriele, Casini Tommaso, Gabbielli Siria, Lini Esma, Militaru Matteo, Mompellieri Andrea, Musaj Alburen, Njama Teresa, Nocentini Francesco, Pratesi Noemi, Salvadori Elia, Sarhraoui Malak, Taverni Lorenzo. Docente tutor: Tania Tondini. Dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Rignano-Incisa: prof. Antonio Restaino 

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