ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Settesoldi di Vecchiano (PI) - 5°

Un veliero di emozioni e magia. Dietro le quinte del Teatro Verdi

Viaggio tra i segreti del palco: alla scoperta del fantastico e faticoso lavoro oltre il sipario

Viaggio alla scoperta del “Teatro di Tradizione” pisano. Dalla sua nascita nel 1864 ai segreti del sottotetto, esploriamo la perfetta macchina cronometrata animata dai professionisti che lavorano nell’ombra.

C’è una magia silenziosa che si anima quando il pubblico applaude.

È la vita nascosta del Teatro Verdi di Pisa, un gioiello architettonico nato nel 1864 in una zona allora degradata, grazie all’iniziativa e ai soldi di nobili e alto borghesi pisani, e inaugurato nel 1867. Oggi il Verdi è un “Teatro di Tradizione”, riconoscimento dovuto alla messa in scena delle grandi opere liriche che costituiscono la nostra storia.

Entrare nel Teatro Verdi è come salire a bordo di un veliero. La struttura, tipica dei teatri costruiti un tempo vicino al mare, richiama una nave: enormi corde muovono i macchinari, le grandi tende si gonfiano come vele. Sia la platea che il palcoscenico sono inclinati: questa pendenza, simile al ponte di una nave, garantisce una vista ottimale anche agli spettatori seduti in fondo.

Il vero cuore pulsante del teatro batte però nei luoghi nascosti. Nel grande sottotetto venivano preparate le scenografie. I teli venivano inchiodati al pavimento e i pittori usavano lunghi pennelli per non sporcarsi. Attraverso una fessura sul tetto, che faceva entrare la luce, i teli venivano calati sul palco.

Creare una scenografia è un lavoro impegnativo: richiede otto ore al giorno per due o tre mesi di lavoro. Anche la sartoria segue ritmi simili, impiegando fino a quattro mesi per creare circa i trecento costumi necessari per un’opera.

Durante la rappresentazione, specialmente durante un grandioso applauso, il retroscena diventa una vera e propria macchina cronometrata. Mentre in sala echeggiano i battimani, dietro le quinte si lavora freneticamente per la scena successiva. Un microcosmo abitato da figure fondamentali opera in perfetta sincronia: quattro macchinisti e quattro scenografi muovono i rapidi cambi scena; gli attrezzisti curano ogni oggetto; sarti, truccatori e parrucchieri ritoccano volti e abiti a ogni scena. Completano la squadra fonici, elettricisti, macchinisti e maschere in sala.

Lavorare in teatro richiede lunghi studi scolastici e immensa passione. Il pubblico ammira gli artisti sul palco, ma lo spettacolo vive grazie alla ciurma silenziosa che guida nel buio questo magnifico veliero.

Grazie a questa bellissima uscita didattica, oggi abbiamo capito che uno spettacolo teatrale è sempre il frutto di un grandissimo lavoro di squadra!

 

«Essere presenti e verificare i fatti»: con questa regola d’oro del giornalismo, gli alunni della classe 5ª si sono trasformati in cronisti per un giorno. L’obiettivo? Scoprire se l’opera lirica è davvero un mondo “vecchio” o se nasconde una modernità inaspettata. La nostra indagine è partita dal racconto della referente dell’ufficio stampa Eleonora Mancini e Sergio Seghettini, capo macchinista del Teatro Verdi di Pisa. Abbiamo analizzato i manifesti storici, ascoltato la storia, osservato i costumi egli accessori utilizzati in alcune rappresentazioni. Abbiamo scoperto che l’opera, con i suoi colpi di scena e le scenografie imponenti, era il “pop” del passato, capace di emozionare proprio come i moderni musical o i film d’azione. Ma un vero giornalista approfondisce sempre. Tornati a scuola, noi piccoli redattori, abbiamo intervistato i nostri coetanei per rilevare il grado di conoscenza dell’opera lirica. I risultati ottenuti sono stati sorprendenti: sebbene la maggior parte degli studenti non sia mai stata a teatro e nutra pregiudizi (definendo la lirica “noiosa” o “difficile”), oltre il 60% si è detto incuriosito dopo aver ascoltato il racconto dei compagni.

«Pensavamo fosse un mondo lontano, invece parla di noi», commentano i ragazzi intervistati. L’inchiesta ha dimostrato che il pregiudizio nasce spesso dalla «non conoscenza». Grazie a questa esperienza abbiamo scoperto non solo la bellezza del canto, ma abbiamo imparato che per scrivere la verità bisogna saper osservare, domandare e, soprattutto, ascoltare.

Questa pagina del Campionato di giornalismo, edizione 2025-2026, organizzato da La Nazione di Pisa, è stata realizzata dalla V Pardi di Migliarino. Tutti i nomi dei protagonisti Bartaloni Giulia, Biondi Gioele, Cavarretta Alessandro, Cerriku Emily, Formichi Dafne, Iliev Angelo Plamenov, Landucci Martina, Lazzeretti Alma, Montana Giorgio, Morello Zoe, Mugnaioli Marta, Salianji Jason, Scognamiglio Alice, Tessieri Fabio Teta Alessio. Docenti Salone E.M. Luisa e Timpa Marilena. Dirigente scolastico, professoressa Benedetta Moreschini.

Votazioni CHIUSE
Apertura votazioni 24/04/2026 ore 10:00
Voti: 0

Pagina in concorso

20260423 n pip 12 pdf image