Il Frigido, mondo pieno di vita. Un ’condominio’ di biodiversità
Reportage di una mattinata da esploratori realizzato dagli alunni della Don Milani, plesso Bresciani Alla scoperta di alberi, animali e colori. Senza dimenticare l’importanza della lotta all’inquinamento
Sapete un segreto? Un fiume non è solo acqua! È una casa. Una casa enorme, con tanti inquilini diversi: alberi, pesci, insetti, anatre, erbe altissime e fiori di tutti i colori. Lo abbiamo scoperto la mattina in cui le nostre maestre ci hanno portati a passeggiare lungo le rive del Frigido, il fiume della nostra città, Massa. Appena arrivati abbiamo sentito il rumore dell’acqua e l’odore della terra bagnata, poi abbiamo alzato gli occhi: c’era un pioppo gigantesco, altissimo, con le foglie a forma di triangolo agitate dal vento. La maestra ci ha spiegato che il pioppo è una specie di “torre verde”: fa ombra, tiene la terra ferma e ospita tanti insetti e uccelli.
Poco più in là abbiamo trovato il salice, con il tronco tutto storto e i rami morbidi morbidi. Lui vive proprio sul bordo del fiume, dove l’acqua incontra la terra. La cosa più emozionante? Un germano reale che nuotava tranquillo nel Frigido.
E guardando bene sul fondo, tra i sassi, abbiamo anche intravisto un pesce, probabilmente un cavedano. Ci siamo resi conto che sotto quella superficie d’acqua c’è un mondo intero, pieno di vita. Nei prati accanto al fiume era tutto un’esplosione di colori: i papaveri rossi, la borragine con i suoi fiori blu a stella, la malva con i petali rosa-lilla e la salvia viola spiccavano tra il verde dell’erba. Ogni fiore ha una forma diversa perché deve attirare insetti diversi. La maestra l’ha chiamata “biodiversità”: tante forme di vita diverse che vivono insieme nello stesso posto. Nel fiume, viventi e non viventi – acqua, sassi, piante, insetti, pesci, suolo, luce – s’intrecciano gli uni agli altri. Abbiamo capito che quello che il nostro libro di scienze chiama “ecosistema” altro non è che una grande “squadra”.
Se viene a mancare un giocatore tutto cambia e l’equilibrio si rompe. E purtroppo, proseguendo il cammino, ne abbiamo avuto la prova. Abbandonato in mezzo al letto del fiume c’era un carrello della spesa. Un triste esempio di come l’inquinamento possa danneggiare l’ecosistema fluviale: la plastica non si scioglie e resta nell’acqua per anni; i pesci possono restare intrappolati o mangiare i pezzetti di plastica scambiandoli per cibo e morire; l’acqua diventa meno ossigenata e le piante acquatiche fanno fatica a crescere bene.
Siamo rientrati a scuola con una consapevolezza nuova, donata proprio dal fiume: la natura vive grazie alle relazioni tra tutti i suoi elementi e prendersene cura significa custodire questo equilibrio prezioso.
“Un fiumin… propio ‘na piscitina d’angiulin”: così come ci racconta il poeta Bellugi nella sua famosa poesia, il fiume Frigido è un piccolo fiume che nasce sulle Alpi Apuane, vicino al paese di Forno. Dopo aver percorso circa diciassette chilometri arriva al mare. Il suo nome, è un nome molto antico e sembra derivare dal fatto che le sue acque sono sempre fresche, anche d’estate. Qui, in epoca romana, sorsero alcuni dei primi insediamenti del territorio.
In tempi antichi il fiume era un punto di riferimento per le persone, perché portava acqua e aiutava gli spostamenti. Nel corso dei secoli, attorno ad esso sono nati borghi, strade e ponti, e la città di Massa è cresciuta anche grazie alla presenza di questo fiume.
Attraverso la forza dell’acqua si macinava nei mulini il grano per fare la farina e lungo le sue rive c’erano anche le cave di marmo: i blocchi venivano portati sul fiume fino al mare. Le sue acque sono state testimoni anche di eventi molto tristi. Durante la Seconda Guerra Mondiale il 13 giugno del 1944 i soldati tedeschi, proprio sulla riva del fiume, hanno giustiziato sessanta persone tra cui anche ragazzi giovani. Il Frigido quindi non è solo un elemento del paesaggio, ma un pezzo della storia della nostra città. Guardarlo oggi significa pensare a tutte le persone che, prima di noi, lo hanno conosciuto, attraversato e vissuto. Per questo ci sembra bello dire che il Frigido non porta solo acqua: porta anche memoria, storia e identità per tutta Massa.
Ecco i nomi dei protagonisti della classe quarta del plesso Bresciani dell’Istituto comprensivo Don Milani di Massa. Sono: Yasser Bahhar, Jamila Bakr, Lorenzo Balloni, Tarik Bani, Mia Bugliani, Aurora Carletti, Lorenzo Ciuffi, Gabriele Giorgieri, Giacomo Giorgieri, Maddalena Menconi, Liam Montilla, Mattia Mosti, Matteo Nardini, Stella Orsetti, Eva Rustighi, Greta Sgravo, Eleonora Sica, Martina Zega, Anna Zurlini. I ragazzi sono stati seguiti nel progetto dagli insegnanti tutor: Sara Fruzzetti, Daria Bertulccelli, Paola Leoncini, Valentina Tarchi, Eliana Caribotti.
La dirigente scolastica è Sonia Casaburo.