Gli animali ci possono salvare!. Qua la zampa nelle situazioni difficili
I nostri eroi a quattro zampe ci aiutano tutti i giorni e da tempo anche in corsia
Con la classe abbiamo avuto la possibilità di affrontare l’argomento della pet therapy con la dottoressa Manuela Bonizzoli, direttrice del reparto cure intensive e traumatologia di Careggi, e il referente dell’associazione «Rotary» Giovanni Squarci.
Nell’incontro abbiamo parlato di come la pet therapy stia diventando una terapia sempre più efficace e usata sui pazienti in gravi condizioni con poi notevoli miglioramenti. È importante capire come la pet therapy non sia semplicemente passare del tempo con un animale, ma sia una vera e propria cura per i pazienti che si basa sul benessere emotivo e psicologico della persona ricoverata.
Questa cura non viene svolta solo con i cani, anche se sono gli animali ad oggi più impiegati, ma viene svolta anche con animali come gatti – si pensi al loro uso nelle case di riposo – cavalli e conigli. Gli animali che devono relazionarsi con i pazienti vengono scelti, selezionati e addestrati fin da cuccioli, appositamente per lavorare a stretto contatto con le persone in ambienti che possono variare da ospedali a case di riposo a maneggi. Gli animali vengono valutati soprattutto in base al carattere e a come si relazionano con le persone.
Durante l’incontro con gli operatori ci sono state fornite anche informazioni più tecniche, per esempio il cagnolino ha bisogno e diritto a venti minuti di gioco prima e dopo ogni seduta. Ci è stato detto anche che a Careggi le sedute durano circa un’ora ciascuna e ne vengono solitamente fatte due a settimana. Gli animali vengono sempre affiancati dai loro padroni e dagli infermieri che devono sempre stare attenti, perché l’animale non deve affaticarsi emotivamente a stare in ambienti sanitari come un ospedale. Inoltre, abbiamo scoperto che l’animale, qualunque esso sia, viene considerato un lavoratore e un «dottore» a tutti gli effetti: infatti ha le proprie ferie nei periodi più caldi come l’estate e ha an-che una pettorina apposita da indossare mentre lavora! Insomma, la pet therapy, se affiancata a percorsi terapeutici ben strutturati, può diventare uno strumento prezioso per il benessere dei pazienti.
Il rapporto che si crea tra un animale e una persona, a differenza di quello tra due persone, è semplice e diretto senza alcuna forma di pregiudizio.
È importante ricordare che spesso qualche ora passata con qualcuno che non ti giudica e che ti fa compagnia è mille volte meglio di intere giornate passate a fare esercizi o a stare sdraiati da soli sopra un letto d’ospedale!
Abbiamo fatto una lezione molto interessante sulla pet therapy con un giornalista e una dottoressa specializzata in questo tipo di terapia. Durante l’incontro ci hanno spiegato che la pet therapy consiste nell’utilizzare gli animali per aiutare le persone a stare meglio, sia dal punto di vista emotivo sia fisico. Durante la lezione ci hanno mostrato diverse immagini di pazienti che praticavano la pet therapy insieme al loro cagnolino. In queste immagini si vedeva come il contatto con il cane aiutasse le persone a sentirsi più tranquille, felici e meno sole. La dottoressa ci ha spiegato che la presenza degli animali può essere molto utile soprattutto per bambini, anziani e persone che stanno affrontando delle difficoltà. Un aspetto molto importante di cui abbiamo parlato è che nessun animale deve essere forzato a fare la pet therapy. Gli animali devono stare bene e sentirsi a loro agio, altrimenti non possono svolgere questo lavoro nel modo giusto. Per questo, esistono delle scuole per cani dove gli animali vengono addestrati e osservati.
In queste scuole vengono scelti soprattutto i cani più calmi, pazienti e socievoli, perché sono quelli più adatti a lavorare con le persone. La diffusione della pet therapy rappresenta oggi un evento importante. In una società che spesso corre veloce e lascia poco spazio all’ascolto e alla cura delle fragilità, il rapporto con gli animali diventa uno strumento efficace per ricostruire legami con fiducia e favorire l’inclusione. La presenza di un cane può aiutare a superare barriere emotive, stimolare la comunicazione e creare un senso di comunità. Investire sulla pet therapy significa, quindi, investire in una società più attenta ed empatica.
Ecco i nomi dei cronisti in classe: Ginevra Baratti, Maia Barontini, Maria Giulia Basilicò, Leonardo Berni, Greta Bitossi, Alessandro Campostrini, Giada Conti, Gioele Coppola, Adele Fantechi, Vittoria Frassineti, Irene Gallo, Taisa Akemi Garriazo Ramirez, Dennis Giorgetti, Guido Giorgetti, Ornella Grimaldi, Emiliano Guarnieri, Lapo Guerri, Elizabeta Hasanaj, Edoardo Millotti, Tessa Molesti, Alessandro Paperi, Giovanni Lehao Qiu, Lapo Vezzi, Emma Vitale, Emilia Widmer, Nicholas Yuxuan Zhou.
Dirigente Scolastico: Domenico Rodolfo Sarli.
Docente tutor: Brando Secciani.