ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Folgore da San Gimignano di San Gimignano (SI) - 1A

De Paolis, viaggio nella memoria. Riaperti fascicoli dimenticati

Il magistrato militare ha incontrato gli studenti. La sua sfida? Restituire voce alle vittime

A scuola nostra è arrivato un uomo grande e grosso e molto simpatico che ha parlato ai ragazzi di un libro che abbiamo letto perché ci interessava tanto l’argomento. Quest’anno, infatti, abbiamo la fortuna di avere una nuova biblioteca gestita dalla professoressa di Lettere Giulia Guzzardella, per cui noi ragazzi della classe 1A che amiamo tanto leggere, abbiamo deciso di interessarci a questo argomento. Il libro inizia con un principio: «Il dolore non va in prescrizione».

Chi lo scrive è il magistrato militare Marco De Paolis nel libro Caccia ai nazisti. Marzabotto, Sant’Anna e le stragi naziste in Italia: la storia del procuratore che ha portato i colpevoli alla sbarra. La sfida è stata quella di restituire voce alle vittime dei crimini nazisti e fascisti commessi in Italia durante la Seconda guerra mondiale. Il volume è un’opera di storia e testimonianza in cui De Paolis racconta, in prima persona, quindici anni di indagini (tra il 2002 e il 2018) che hanno portato alla riapertura di fascicoli rimasti dimenticati per decenni nel cosiddetto «armadio della vergogna». Negli anni successivi alla guerra, molte delle carte relative alle stragi naziste contro civili e militari italiani furono archiviate, senza che si arrivasse all’identificazione e alla punizione dei responsabili. Il giovane magistrato militare di La Spezia, però, decise di non arrendersi a quell’oblio e riaprì oltre 500 procedimenti giudiziari contro criminali di guerra rimasti impuniti. Nel libro vengono raccontati sopralluoghi, interrogatori, esami dei testimoni e processi, che si spingono oltre l’Italia fino alla Germania e all’Austria per rintracciare ex membri delle SS ancora in vita e determinarne le responsabilità. Tra i casi trattati ci sono alcune delle stragi naziste più conosciute: Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Civitella in Val di Chiana. Le tragedie avvenute nelle isole del Dodecaneso come Kos e Leros o a Cefalonia dopo l’8 settembre 1943. Perché noi studenti abbiamo voluto leggerlo anche se siamo piccolini rispetto all’argomento? La nostra docente di lettere Monica Docci ci ha raccontato come il magistrato ha risposto alla domanda di un alunno più grande Matteo: «Ma lei adesso ha finito di dare la caccia ai nazisti oppure continuerà nel suo intento?» «Caccia ai nazisti è più di un libro di storia: è un invito a ricordare, a comprendere il valore della giustizia storica e a riconoscere che anche a distanza di decenni gli orrori del passato richiedono verità e responsabilità. Giustizia vuol dire ascoltare gli altri e dare delle risposte e ricordarsi che siamo al loro servizio. Infatti sto lavorando ad un altro caso di un piccolo paesino qui in Toscana dove il 19 Agosto del 1944 sulle Alpi Apuane è stata commessa un’altra strage.

Non dobbiamo mai arrendersi, ma continuare a dare voce a chi non ce l’ha più».

 

Dopo aver letto il libro ci è sembrato importante riflettere con le nostre professoresse, su cosa possa rappresentare per noi ragazzi di 11 anni il Nostro Paese e cosa rappresenta la Nostra Bandiera Italiana. Leggendo il libro ci hanno colpito le parole Appartenenza ed Unità che sono state più volte ripetute: infatti, la bandiera italiana rappresenta l’unione del popolo (Unità) ed il legame di ciascun cittadino con la Nazione (Appartenenza) e grazie alle nostre docenti abbiamo scoperto che il verde rappresenta la speranza e il paesaggio italiano, il bianco la fede e la neve delle Alpi, il rosso la carità ed il sangue versato per l’indipendenza. Per Alessandro «questa è la mia casa», il luogo dove vivo con la mia famiglia ed i miei amici. Milan: secondo me il tricolore della bandiera rappresenta l’unità, la libertà e l’identità nazionale della Repubblica Italiana. Per Matteo la bandiera italiana è un simbolo di libertà e di unicità del popolo italiano; per Martino è un simbolo unico e di inestimabile valore. Per Sofia la bandiera italiana simboleggia la nostra identità e l’orgoglio di essere cittadini italiani.

Per Rajan la bandiera rappresenta l’accoglienza e l’appartenenza; per Maria Sofia simboleggia le nostre origini e l’uguaglianza fra tutti i cittadini. Per Evilson i colori familiari: il verde, il bianco e il rosso possono essere associati a cose concrete (natura, pace, amore) e secondo Matilde un Orgoglio perché vedere la bandiera sventolare durante feste o eventi può far nascere entusiasmo e curiosità.

Classe 1A: Bartali Sofia Benincasa Tommaso Beveroni Gabriele Cili Ajsel Condrò Fabiana Rosaria Cresti Lorenzo Giambruni Matteo Giandomenico Gloria Giomi Rojas Milan Hoxhaj Elena Lulleri Alyssa Martinucci Maria Sofia Masi Matilde Mugnaini Matteo Munteanu Alessandro Petrone Martino Rea Salvatore Daniele Skenderaj Evilson Yzeiraj Rajan Docenti tutor: Docci Monica DiCataldo Angela Guzzardella Giulia Garofalo Valentina Dirigente scolastico: Cecilia Martinelli  

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