ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Angeli di San Giuliano di Puglia di San Casciano dei Bagni (SI) - 2D

San Casciano dei Bagni e l’acqua. Un ’legame’ prezioso ed eterno

Dal santuario etrusco-romano ai giorni nostri: l’acqua al centro della storia del paese

A San Casciano dei Bagni tutto ci parla di acqua, a cominciare dal suo stesso nome. Basta fare pochi passi per imbattersi nel Bagno Grande, nel Bagno Bossolo oppure nel rinomato stabilimento termale Fonteverde. Spingendosi nella campagna circostante, si incontrano poderi come il Bagneloto, il Bagnelotino o le Lame.

Nello stemma del Comune è ancora protagonista l’acqua: tre donne fanno il bagno in una fonte. A circa un chilometro dal centro storico si trova Fonteverde, un centro termale molto antico, la cui struttura sorge su un portico fatto costruire nel 1607 dal Granduca Ferdinando I de’ Medici, che scelse questo luogo proprio per le proprietà terapeutiche delle acque termali. Queste, ricche di magnesio, fluoro, zolfo e calcio, hanno proprietà antinfiammatorie e vengono utilizzate per fangoterapia, balneoterapia, cure inalatorie e idrocliniche. L’acqua è da sempre al centro della vita della comunità locale, come hanno dimostrato le recenti e sensazionali scoperte archeologiche, che hanno riportato alla luce un passato profondamente legato al culto e all’uso delle sorgenti termali. I ritrovamenti, di epoca etruscoromana, hanno suscitato molto scalpore e sono considerati la più importante scoperta archeologica dai Bronzi di Riace.

In tempi più recenti, si fa per di-re, Boccaccio nella decima giornata del Decameron racconta la disavventura dell’abate di Cluny, rapito dal famigerato Ghino di Tacco mentre si dirigeva a San Casciano dei Bagni per curare alcuni disturbi allo stomaco. Lontano dai riflettori ci sono poi storie di vita quotidiana che ogni “sancascianese DOC” conosce. Come “cure fai da te” per le patologie degli occhi, dove ora sorge Fonteverde c’erano le fontanelle di Santa Lucia, mentre per problemi allo stomaco e al fegato, quelle, ancora visibili, lungo la strada del Bagno Grande.

L’acqua, però, non aveva solo una funzione curativa. Nelle campagne, infatti, la gora e altri canali alimentavano i mulini utilizzati per macinare il grano e il granturco o servivano a lavare le pecore. Un podere ci rivela inoltre, attraverso il suo nome, un altro utilizzo dell’acqua: azionare la “gualchiera”, uno strumento che, attraverso la battitura per mezzo di magli meccanici, rendeva i tessuti di lana più resistenti ed impermeabili.

L’acqua, infine, ha arricchito da sempre la mensa dei sancascianesi di barbi, cavedani e anguille e continua tuttora ad innaffiare i loro orti! Insomma, l’acqua a San Casciano resta il legame perenne tra storia, cultura e identità.

 

Nel secolo scorso, quando ancora l’acqua in casa era un lusso, come facevate a fare il bucato? «Quando non avevamo le lavatrici per lavare i panni, andavamo al Bagno Bossolo o al Bagno Grande.

Qui accorrevano donne da ogni parte del paese e a volte eravamo così tante che dovevamo aspettare molto prima che fosse il nostro turno».

Cosa usavate al posto dei detersivi? «Il sapone veniva fatto in casa con il grasso di maiale, oppure utilizzavamo la lisciva, ottenuta dalla cenere».

E i bambini? Dovevano restare a casa o venivano con voi? «I bambini spesso venivano con noi e, mentre noi lavavamo i panni, facevano il bagno nelle vasche».

Il bucato era un’occasione per stare in compagnia e un momento di svago per i più piccoli, ma un lavoro faticoso. Come facevate a riportare il bucato a casa prima che ci fossero le automobili? «Prima che avessimo le automobili, mettevamo i panni puliti in grandi catini che appoggiavamo sulla testa per alleggerire il peso e affrontare più facilmente la salita. Oltre al normale bucato, andavamo ai “vasconi” anche per lavare lana e fodere dei materassi, quando ancora si cucivano a mano. Una piccola vasca era riservata a quelli appartenuti a persone appena defunte, che non si potevano buttare via» Avere a disposizione l’acqua calda sarà stata una grande risorsa! «Oltre ai pozzi, se eravamo disposte a camminare un po’, andavamo alla Fonte dei Prati, uscendo dalla Porticciola (la porta nord del paese): lì l’acqua era fresca e buona da bere».

Classe 2 D Scuola Secondaria di Primo grado – “Angeli di San Giuliano” Istituto Comprensivo Cetona plesso di San Casciano dei Bagni Bakri Safia, Bukji Diar, Burani Michele, Cesaretti Matilde, Cesario Alessio, Giliotti Matteo, Maccari Giulia, Ottaviani Alice, Ramadan Blerta, Sallahi Ermina, Terzino Sveva, Toccaceli Leonardo Docenti tutor: Michela Trombesi Filippo Capponi Brunetti Dirigente Scolastico: Filomena Valente

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Apertura votazioni 22/04/2026 ore 10:00
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