ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Mattioli di Siena (SI) - 3B

Comune, ci siamo spacciati utenti. Segnalati disservizi: ecco l’esito

Da veri giornalisti abbiamo indagato su come comunicare con la nostra amministrazione

Noi pensiamo che oltre agli adulti anche i ragazzi dovrebbero essere coinvolti nei problemi della città; questo ci ha portato a svolgere un’indagine che ha coinvolto il Comune di Siena.

Da veri giornalisti come ormai ci sentiamo abbiamo indagato su come comunicare con la nostra amministrazione.

La prima cosa che abbiamo notato nella piattaforma del Comune è che non esiste un canale dedicato ai ragazzi, anche se c’è la Consulta dei Giovani, un modo interessante per far sentire la nostra voce.

Quindi abbiamo inoltrato al sito del Comune 4 mail su problemi che riscontriamo quotidianamente, utilizzando il nostro indirizzo privato in giorni e orari diversi, per confonderci fra i diversi utenti che scrivono. Un membro della classe invece ne ha inviata una quinta utilizzando l’indirizzo istituzionale della ’Mattioli’. L’idea era quella di effettuare un confronto fra le varie segnalazioni e vedere se le risposte fossero tutte veloci e curate allo stesso modo, sia quelle rivolte ai privati che quella rivolte alla scuola.

In quelle private abbiamo segnalato alcuni problemi, di viabilità, parcheggio e decoro urbano, mentre in quella ufficiale abbiamo domandato se ci fosse un modo semplice per noi giovani di contattare il Comune, rispetto al sito istituzionale in cui abbiamo riscontrato alcune difficoltà nel trovare la sezione delle segnalazioni.

Le risposte sono state immediate, ma non tutte erano chiare.

Tre di queste, relative alla viabilità, dicevano che la segnalazione era «chiusa», e non abbiamo compreso il significato di questa risposta; quella relativa al decoro urbano risultava «accettata».

Alla mail mandata con l’indirizzo scolastico invece è stato risposto in modo meno formale e molto collaborativo, offrendo la possibilità di avere un colloquio con il responsabile dell’Urp (Ufficio Comunale delle Relazioni con il Pubblico) per chiarire i nostri dubbi.

Abbiamo quindi effettuato una telefonata con il dottor Simone Poli, che è stato molto disponibile ad approcciarsi alla classe; ci ha spiegato che l’URP riceve molte segnalazioni, è un po’ un imbuto dove vengono incanalati i disagi della città, quindi è necessario mettere un filtro per capire l’importanza e l’urgenza delle segnalazioni, grazie anche alle foto che possono essere allegate e che sono molto esplicative.

Poi ci ha chiarito il termine «segnalazione chiusa»: sono problemi di non facile soluzione ( ad esempio la carenza di parcheggi) che vengono presi in considerazione, ma non sono risolvibili nell’ immediato. Le nostre sono state accorpate e mandate alla Polizia Municipale. Quella relativa al decoro urbano dovrebbe essere risolta in tempi brevi, e per questo nella risposta c’è scritto che il Comune continuerà a tenerci informati sulla questione.

Grazie a questa indagine abbiamo smentito il falso mito che è difficile ricevere una risposta dal Comune, anche se non sempre i problemi che i cittadini segnalano possono essere risolti in modo veloce e soddisfacente.

 

La IIIB ci ha provato, volevamo fare le Iene, vero giornalismo d’inchiesta. Ma ci hanno sgamato. Nel nuovo articolo volevamo indagare sul funzionamento del sito del Comune che raccoglie le lamentele dei cittadini e per farlo ci siamo trasformati in investigatori inviando mail che segnalavano dei problemi, ma non la nostra età e il nostro vero obiettivo. Ma abbiamo imparato a nostre spese che non è facile fare giornalismo d’inchiesta. Per cominciare uno dei nostri ha scritto il testo, e dopo tutto l’impegno che ci ha messo ha deciso che lui il suo lavoro l’aveva fatto, e che la mail poteva inviarsi da sola, e quindi la sua richiesta si è persa. Altri o non hanno messo il codice fiscale nella casella che lo richiedeva (non volevamo rovinare la nostra identità di agenti segreti dichiarando l’età) o, per imbarazzo, non hanno fornito il numero di telefono. Le risposte sono comunque arrivate, ma una di queste ci ha insospettito perché diceva: «Abbiamo bisogno del suo numero di telefono, che lei non ha inserito, per contatti diretti». Che il nostro lavoro avesse creato dei sospetti? La conferma è arrivata quando, appena inserito il numero, ha chiamato il responsabile dell’Urp. Dopo le prime domande, nel panico, abbiamo confessato! Fine del sogno! Hanno capito che si trattava di un gruppetto di persone che agiva in modo concordato perché abbiamo usato un po’ tutti le stesse frasi e lo stesso stile (non è così facile trovare il modo giusto per parlare con un’istituzione!), e poi perché non avevamo messo tutte le informazioni richieste. Ma non siamo stati ripresi, anzi, ci hanno fatto i complimenti per l’iniziativa e per il nostro senso civico.

Redazione 3B: Francesco Avella Alessandro Baldi Valerio Barresi Diego Bechini Lorenzo Carli Carlo Cinughi de Pazzi Lorenzo Cocchi Olivia Fabbrini Anna Ganda Francesco Greco Damian Guri Teresa Lobello Viola Marotta Ludovica Patrone Ermanno Pisaneschi Chloe Sanna Tommaso Scardigno Jacopo Vigni Zoe Vivarelli Alessio Zhu Docenti tutor: Fabiana Bari Chiara Caponi Elisa Santi Dirigente scolastico: Rosa Laura Ancona 

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