Aiuto! Mi è scomparsa la rete. Com’è il mondo senza internet
L’iniziativa di approfondimento della classe 2E della scuola secondaria Galileo Galilei di Casola Elaborato tramite prompt specifico di una situazione immaginata dal gruppo dato a un sistema di IA
Mi sono svegliata con una sensazione strana, come quando sogni di arrivare tardi a scuola. Ho allungato la mano verso il comodino per spegnere la sveglia del telefono, ma al posto dello schermo c’era solo silenzio. Il telefono era spento. Non si accendeva. Nemmeno il tablet, nemmeno il computer di mio fratello. “Sarà la rete”, ha detto mamma dalla cucina, ma non era solo quello: non c’era internet, non c’era segnale, non funzionava niente.
A scuola ci siamo arrivati a piedi, perché anche i biglietti del treno non si potevano comprare. Alla fermata ho incontrato Luca e Sara: si guardavano intorno spaesati. «Come faccio a sapere a che ora torno?», borbottava Luca. Io invece avevo un nodo allo stomaco, come se mi mancasse l’aria. Senza chat, senza messaggi, senza mappe. In classe la prof di italiano ha sorriso, come se avesse capito tutto. «Oggi useremo solo penna e quaderno», ha detto. Ci siamo guardati, prima stupiti, poi quasi sollevati. Nessuna ricerca online, nessuna app per il ripasso. Quando non sapevamo una parola, chiedevamo al compagno accanto. Ho parlato più del solito con Lisa, che di solito scrive solo nei gruppi. Ha una risata contagiosa dal vivo.
All’ora di pranzo qualcuno ha proposto McDonald’s, ma senza app e senza pagamenti digitali era impossibile. Siamo finiti al parco con dei panini comprati dal fornaio. Anche il sushi era solo un’idea lontana. Seduti sull’erba, Marco ha tirato fuori un pallone. Nessuno ha detto: «Aspetta che faccio una storia!». Abbiamo giocato, urlato, litigato e fatto la pace. Nel pomeriggio siamo tornati a casa senza sapere cosa stesse succedendo nel mondo. Faceva un po’ paura. Ma c’era anche spazio nella testa. Ho letto un libro intero, senza interruzioni. Ho scritto su carta i numeri delle mie migliori amiche, per non dimenticarli. La sera, prima di dormire, ho pensato che un mondo senza rete è scomodo, a volte spaventoso. Però ti costringe a guardare meglio chi hai davanti. E forse, anche senza accorgercene, ci ricorda che non siamo solo schermi accesi, ma voci, passi, risate vere. Stavo per chiudere gli occhi quando ho sentito un bip. Mi sono girata di scatto: il telefono sul comodino si era acceso da solo. Segnale pieno. Internet tornato.
Un messaggio era arrivato sul gruppo della classe. Uno solo: «Esperimento riuscito. Domani tutto tornerà normale. Firmato: i/le prof». Sono rimasta seduta sul letto, con lo schermo che illuminava la stanza. Bastava un tocco per tornare a prima: video, chat, notifiche. Invece ho spento il telefono.
L’ho messo nel cassetto e ho sorriso. Il mondo senza internet era finito. Ma io avevo capito una cosa importante: non volevo più perdermi quello vero, anche quando la rete era accesa.
Pensiamo che le nuove tecnologie nella nostra classe abbiano migliorato l’apprendimento scolastico. Ci hanno, ad esempio, aiutato nello studiare, fare ricerche, informarci su argomenti difficili da comprendere, soprattutto attraverso l’uso di alcune applicazioni che hanno saputo ridurre il nostro tempo di studio. Per visionare i compiti, anche quando siamo stati assenti, abbiamo a disposizione Argo Didup mentre per approfondire l’argomento trattato andiamo nell’aula virtuale di Microsoft Teams, piattaforma digitale dell’Istituto. Ogni tanto i nostri e le nostre prof ci portano in aula di informatica per fare quiz divertenti con apposite app che facilitano il lavoro. Le tecnologie in generale possono aiutare efficacemente anche persone con disabilità: ci sono auto assistite e automatiche, carrozzine motorizzate, sintetizzatori vocali e amplificatori uditivi. A inizio marzo abbiamo potuto far intervenire in classe un esperto di tecnologie, Lorenzo Libardi, laureando in informatica all’Università di Pisa, che ha spiegato le caratteristiche dell’Intelligenza Artificiale partendo dalla nascita negli U.S.A. nel 1956; ha chiarito quelli che sono gli aspetti positivi e negativi dell’IA nei vari settori, compresa la scuola. Con un esempio, ci ha fatto capire che le app di IA non rispondono sempre in maniera corretta. L’esempio consisteva nel chiedere a un chatbot quanti 9 ci fossero in una sequenza da 1 a 100: la risposta indicava che ce ne fossero 9 anche se in realtà nella sequenza il numero 9 era ripetuto più volte. Abbiamo capito che l’IA può aiutare molto ma va usata sempre con prudenza e, soprattutto, con la sorveglianza umana.
I ragazzi e le ragazze di 2E hanno intrapreso all’interno del plesso di Casola un percorso di formazione sull’Intelligenza Artificiale. Ecco chi compone la redazione della classe 2E della scuola secondaria Galileo Galilei di Casola in Lunigiana (Istituto comprensivo Moratti Bonomi) composta da Thomas Baricchi, Mia Benedetti, Giulia Binzeschi, Asia El Fadili, Adam El Moloua, Michele Giannelli, Matteo Mazz Mazzoni, Mattia Rossini, Ayoub Sadik, Youssef Sadik, Loris Salvatori, Jaylin Van Rijn.
La docente tutor è la professoressa Roberta Baroni, la dirigente scolastica è la professoressa Addolorata Langella.