Sognare in grande, crescere davvero. Capire sé stessi e saper stare con gli altri
Ecco quale è il primo passo per riuscire a trasformare i nostri sogni in realtà
«Fai della tua vita un sogno e di un sogno una realtà». Questa frase racchiude qualcosa che ognuno di noi sente dentro: il desiderio di arrivare dove vogliamo, di diventare chi vogliamo essere. Ma tra il sognare e il fare c’è un passo che spaventa un po’ tutti.
Come si trasforma un desiderio in qualcosa di reale e concreto? La risposta si chiama perseveranza, cioè la capacità di non mollare al primo ostacolo. E di ostacoli, nella vita, ce ne sono sempre. A volte è un brutto voto, a volte è qualcuno che ci dice che non ce la faremo mai, a volte siamo noi stessi la nostra voce più critica. Ma è proprio nei momenti più duri che si costruisce il carattere, che si capisce davvero chi si è. Quante volte ti sei detto vorrei, ma non posso? Ogni dubbio che mettiamo davanti ai sogni è come un muro che costruiamo con le nostre mani. Eppure quel muro spesso non esiste: è solo nella nostra testa. Pensiamo che le cose andranno male, che falliremo, che gli altri ci giudicheranno.
Ma chi ci ha detto che deve andare per forza così? Il futuro non è scritto da nessuna parte. Conoscere le proprie emozioni — la paura, l’ansia, la gioia, l’entusiasmo — è il primo passo per non lasciarsene sopraffare.
Quando capiamo quello che sentiamo, diventiamo più bravi anche a capire quello che sentono gli altri. Ognuno di noi è diverso: ha storie diverse, difficoltà diverse, modi diversi di vedere il mondo. Imparare ad accettare questa diversità ci rende cittadini migliori, capaci di rispettare e di pretendere rispetto. Il rispetto va costruito ogni giorno, con le parole che usiamo e con la disponibilità ad ascoltare davvero chi ci sta intorno. Mettersi in gioco significa uscire dalla propria zona di comfort. Stare sempre nelle stesse situazioni ci fa sentire al sicuro, ma ci impedisce di crescere.
Ogni piccolo passo fuori da quella zona è una vittoria: alzare la mano in classe, fare una nuova amicizia, dire la propria opinione anche quando si ha paura di sbagliare.
Non siamo soli in questo cammino: intorno a noi ci sono persone con cui confrontarci, con cui crescere, con cui imparare a conoscerci davvero. Perché i sogni non si realizzano da soli, chiusi in camera: prendono forma nel rapporto con gli altri, nello scontro e nell’incontro con chi ci sta vicino.
È lì, nelle relazioni di ogni giorno, che scopriamo chi siamo e quanto siamo capaci di dare. Con impegno, passione e il coraggio di mettersi in gioco, il futuro è nelle nostre mani.
E il momento giusto per fare il primo passo è adesso.
Crescere non significa solo diventare più alti o prendere voti migliori. Significa imparare a stare con gli altri, a capirli, a capirsi. E per farlo non servono grandi teorie: basta guardare quello che succede ogni giorno intorno a noi. Le amicizie, i litigi, le riconciliazioni, le risate e i momenti di solitudine sono esperienze che ci insegnano qualcosa su chi siamo. Spesso non ce ne accorgiamo sul momento, ma è attraverso le relazioni con i coetanei che iniziamo a conoscerci davvero. Quando discutiamo con un amico e poi troviamo il modo di fare pace, stiamo imparando a gestire le emozioni. Quando qualcuno ci delude e decidiamo come reagire, stiamo costruendo il carattere. Quando ci mettiamo nei panni di chi sta male, stiamo sviluppando l’empatia. Queste non sono cose che si studiano: si vivono.
Capire le proprie emozioni aiuta a capire quelle degli altri. Se so riconoscere quando sono arrabbiato o triste, riesco ad accorgermi di come si sente chi mi sta vicino. Il primo passo per costruire relazioni vere, fondate sul rispetto. Rispetto che non significa essere sempre d’accordo, ma saper ascoltare chi pensa diversamente, chi viene da un posto diverso, chi vive in un modo che non capiremo mai del tutto. Nella vita quotidiana ci sono mille occasioni per allenarsi: una partita, una passeggiata, un pomeriggio insieme, persino una conversazione online. L’importante è starci dentro con attenzione. Chiedersi ogni tanto come sto, cosa provo, perché ho reagito così.
Classe 2F «IC2 Arnolfo di Cambio» Colle di Val d’Elsa Alunni: Aiazzi Tommaso, Ammour Imran, Andò Rosario Mattia, Bandini Yuri, Cardinali Matilde, Catani Corinna, Chiricozzi Bianca, Fontani Chiara, Lo Presti Azzurra, Lorenzetti Rachele, Marchetti Alessandro, Marini Tommaso, Miano Alice, Miano Bianca, Migliorini Paolo, Mugnaini Melissa, Ndoja Rajan, Niccolini Marco, Pini Matteo, Rovai Jago, Svelto Sofia, Vasapolli Mattia.
Docente tutor: Ida Sabatino Dirigente Scolastico: Monica Martinucci