ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado S. Martini di Rapolano Terme (SI) - 2B

Il talento non ha genere: due vite. Dallo studio al successo nel lavoro

Due percorsi diversi uniti dalla determinazione: come trasformare le doti in una professione

Abbiamo deciso di valorizzare l’esperienza in ambito STEAM di due mamme degli alunni della nostra classe, una impegnata in ambito artistico (A) e l’altra ingegneristico (B). Abbiamo sottoposto loro alcune domande e riportato le risposte : 1) Qualcuno ha provato a scoraggiarti? (A) Ci sono stati alcuni professori che mi hanno detto che non ho fatto un buon lavoro, ma li ho ignorati, perché per me un lavoro non svolto bene significa non aver usato abbastanza impegno; qualunque persona se usa tanto impegno avrà successo, e ho creduto soltanto nei commenti positivi su di me; (B) Anzi sono stata incoraggiata, perché vedevano in me una certa predisposizione ed interesse verso le materie scientifiche. 2) Secondo te, perché è importante che ci siano più donne nel tuo settore? (A) Secondo me se ci fossero più donne nel settore artistico la società sarebbe più calma, l’estetica aumenterebbe e vivremo in un ambiente più bello.

Adesso la presenza femminile è scarsa a livelli alti nonostante ci siano tante studentesse ; e questo accade perché non tutte riescono ad avere successo; (B) Per come la vedo io, non conta tanto il genere ma contano le capacità personali per svolgere al meglio questo tipo di professione. 3) Cosa diresti alla te stessa di 12 anni che oggi ha paura di non essere abbastanza brava? (A) Nessuno è bravo in tutto, se pensi di non essere brava vuol dire che non ti sei impegnata abbastanza , e quindi non ti devi arrendere se una cosa non ti riesce subito; (B) Le direi che con impegno, applicazione, studio ed un po’ di sacrificio si possono raggiungere importanti obiettivi. 4) Esiste un “tocco femminile”? (A) No in ambito artistico non esiste; (B) Per esempio della mia professione potrei dire di sì, in quanto una donna sa essere a volte più organizzata rispetto ai colleghi uomini. 5) Preferisci collaborare con un gruppo prevalente maschile o femminile? (A) Per me è indifferente , basta collaborare con le persone giuste; (B) Un team composto da uomini e donne è sicuramente un ambiente più stimolante, tuttavia tra le professioniste c’è più competizione rispetto ai colleghi uomini.

6) C’è stato un momento preciso a scuola, in cui hai capito che questa sarebbe stata la sua strada? (A) Quando ero alle scuole medie non avevo chiaro cosa avrei fatto nel futuro, ma ho partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali di pittura che ho vinto, scegliendo poi il liceo artistico; (B) Sinceramente no, avrei voluto iscrivermi alla facoltà di medicina, casi della vita mi hanno portato ad iscrivermi alla facoltà di ingegneria delle comunicazioni.

 

STEAM è un acronimo che sta per scienze, tecnologia, ingegneria, arte, matematica. In queste aree si può ottenere un lavoro più sicuro, stabile ed economicamente vantaggioso. Esse rappresentano il futuro del mondo lavorativo moderno ma in Italia e molti altri Paesi, ancora oggi, non è un percorso per donne. Sebbene gli studi dimostrino che non ci sono differenze di genere nella comprensione delle discipline scientifiche, il numero delle iscritte nei settori STEAM è ancora molto basso, pari al 30% rispetto a un 70% di uomini. Eppure le statistiche dicono che quasi tutte le studentesse si laureano mentre una buona parte di studenti lascia il percorso universitario prima della fine. Ciò ci fa capire che il problema non riguarda le capacità ma l’orientamento iniziale. Sembra che le ragazze non scelgano i settori scientifici per via di stereotipi di genere che influenzano le scelte già da piccole, quando vengono influenzate da mancanza di esempi, giochi stereotipati, dalle convenzioni sociali, insufficiente accesso alla tecnologia, mancanza di autostima e motivazione, tutte scelte rafforzate da abitudini e modi di pensare della famiglia e della piccola comunità. In molti paesi si lavora su libri, progetti scolastici, programmi televisivi, giornate dedicate, giochi con lo scopo di pubblicizzare storie, personaggi femminili, percorsi di studio che possano attrarre giovani verso attività che valorizzano il loro modo di apprendere e lavorare perché «La scienza è un linguaggio universale…e escludere le donne da questo processo significa privare il mondo della metà delle soluzioni possibili».

Classe 2° B scuola media Rapolano :E. Dabraio, C. Emser, E. Farella, E. Giannetti, A. Giorgi, L. Giustarini, G. Landi, O. Lo Conte, M. Pasqui, N. Piattelli, A. Piroli, D. Prosperi, E. Tagani, G. Tammelleo, E.Varisco Docente tutor: Ruben Francischiello Dirigente scolastica: Annarita Magini

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