Mary Kom, Rosa Parks e le altre. Le donne e la lotta per i diritti
Ricorre quest’anno l’ottantesimo anniversario del voto alle Donne nel nostro Paese La storia è piena di donne che hanno combattuto per i loro sogni. A cominciare da Ipazia
Quest’anno si celebra l’ottantesimo anniversario del voto alle Donne. Un compleanno su cui ci siamo interrogati, dopo aver fatto una ricerca sulle varie personalità femminili che hanno cambiato la Storia dell’Umanità. C’è rimasta impressa Mary Kom, una donna che voleva aiutare la sua povera famiglia. Voleva essere una pugilessa ma tutti la prendevano in giro: non si era mai vista una femmina fare una cosa del genere. I suoi genitori le dicevano che se si fosse fatta male non avrebbero potuto chiamare un medico. Mary Kom non si scoraggiò, vinse le Olimpiadi e divenne l’orgoglio di tutto il genere femminile.
Ci sono state donne che non hanno rispettato le regole, pur essendo educate, come Rosa Parks, che trovò il coraggio di dire No, negli autobus, in cui, chi aveva la pelle nera veniva discriminato e diviso dai bianchi. Donne che hanno litigato per ottenere Diritti che solo agli uomini venivano concessi.
Donne che hanno fatto cose importanti. Uomini e donne: perché non dovrebbero avere pari opportunità? Perché sono servite così tante battaglie, quando oggi la parità di genere appare forse anche troppo scontata? Ogni donna deve essere rispettata, non solo in quanto donna ma perché persona. Ed è grazie alle tante donne coraggiose, che ci hanno preceduto, se oggi noi donne possiamo esprimerci in tanti modi. Non contro gli Uomini ma in una sana e proficua alleanza. Fa effetto, in questo nostro tempo presente, immaginarsi le donne alle quali veniva impedito di andare a scuola, di poter studiare e di scegliere di realizzarsi anche nel mondo del lavoro. Di poter sognare e progettare un futuro a propria misura. Eppure ci sono Paesi in cui le donne ancora oggi non sono libere.
Altre donne hanno catturato la nostra curiosità, come ad esempio Fadumo Dayib che trascorse l’Infanzia a scappare dalla guerra. La mamma la spinse ad andarsene in un altro Paese, in cui sarebbe potuta essere libera. Si trasferì in Finlandia e iniziò a fare le cose da bambini. Fu candidata alla Presidenza della Somalia. Sua madre le aveva sempre detto: «Hai tutte le possibilità nel palmo della mano».
Purtroppo ancora adesso ci sono donne che vengono sottomesse agli uomini. Viene loro impedito di lavorare e probabilmente anche di andare a votare. Ci fa effetto pensare che in Italia, soltanto nel 1946, le donne abbiano potuto votare, per la prima volta. Un’altra donna ci ha stupito: Ipazia, la prima matematica. Come mai nel 2026 sono poche le donne che scelgono di intraprendere studi matematici?
Intervista alle donne della nostra famiglia. Ognuno di noi ha chiesto un parere sul diritto di voto conquistato dalle donne, in Italia, ottanta anni fa. Questo il risultato della nostra indagine: il voto alle donne è un riconoscimento che ha rappresentato il passaggio fondamentale verso la parità dei diritti fra i generi.
Un diritto, a votare e ad essere elette, che dovrebbe essere esteso in tutti i Paesi del mondo. Una grande conquista se si pensa che in passato la possibilità di scegliere a chi affidare il governo e l’amministrazione pubblica del proprio territorio era legato al censo e riservato agli uomini. Come è giusto che ci sia la parità dei doveri, altrettanto necessaria lo è la parità dei diritti. Il diritto al voto a noi donne è un modo per esprimere il nostro pensiero e la nostra volontà. In tutti i Paesi le donne dovrebbero essere rispettate.
Nella storia dei diritti civili segna il passaggio da una società basata sull’esclusione a una più equa. Siamo felici di vivere in Italia dove la libertà delle donne esiste ed è garantita dalla nostra Costituzione. Un diritto non solo scritto sulla carta ma reale, che ci distingue rispetto a quanto avviene in altri Stati, dove le donne non hanno neppure la libertà di muoversi e di andare fuori da sole. In Italia le donne possono scegliere il lavoro che preferiscono, possono sognare, scoprire i propri talenti e metterli a frutto. Possono osare e scegliere anche professioni una volta riservate agli uomini, occuparsi della famiglia e del sociale.
Gli studenti hanno preparato gli articoli per questa pagina, corredata dai disegni, sono: Aigbe Eseosa Deborah, Arshad Hammdiya, Bashkimi Megan, Caushi Alajn, Cheng Devin, Di Marco Gioele, Flores Francesco Adriano, Giorgi Irene, Guan Yurou, Guijer Hidaya, Hu Angela, Hu Luca, Hussan Meerab, Kurti Aila, Liu Ruoning Linda, Mema Moira, Mercolino Michele, Mosca Luisa, Nardini Daniele, Nasar Muhammad Fahad, Su Enzhe Enzo, Tzeka Pamela, Zhou Matteo.
Le insegnanti invece sono: Lombardi Linda e Stolfi Michela.