Molta lettura, ma poco lessico. Indagine all’interno di una classe
Dal nostro lavoro di ricerca emerge che è impossibile mettere in discussione la validità dell’uso dei libri
Impossibile mettere in discussione la validità della lettura. «Cosa vuol dire eresia?». Chiede la prof guardandoci da sopra gli occhiali dopo esserci imbattuti in questa parola leggendo a voce alta un paragrafo di storia. Imbarazzo generale. Qualcuno prova una spiegazione, cerca un sinonimo, ma niente da fare. Alla fine uno di noi dice: «Prof, io lo so cosa vuol dire, ma non so spiegarlo con le parole».
Da qui prende avvio la nostra indagine sulla lettura, perché la prof dice che leggiamo poco e per questo non abbiamo lessico. Così siamo partiti con l’intervista ai nostri genitori sul rapporto che hanno con la lettura: le risposte sono state le più varie, da chi non l’ha mai amata, ma ha una figlia che divora i libri, a chi da instancabile lettore sta diventando scrittore; tutti hanno detto che è importante, ma spesso non hanno tempo da dedicarle. Dalle famiglie, perciò, non vengono fuori influenze negative riguardo alla lettura.
Poi abbiamo rivolto le domande, fatte ai familiari, a noi stessi e abbiamo scoperto che…alcuni ragazzi hanno cominciato a leggere prendendo un libro dalla biblioteca della scuola, dove gli alunni che fanno alternativa vanno per studiare o leggere; dove alcuni di noi hanno partecipato a momenti dedicati alla lettura ad alta voce; dove, prossimamente, ci sarà anche l’incontro con Matteo Grimaldi, autore di “Alias” che abbiamo letto durante l’estate. Altri di noi, invece, hanno ereditato la passione alla lettura dai genitori o parenti, ma c’è anche chi ha cominciato a leggere da solo per propria volontà.
Quasi tutti leggono la sera, ma c’è anche chi legge solo d’estate o nei pochi momenti liberi; per alcuni leggere deve essere rilassante, per altri divertente, ma c’è anche chi non legge proprio perché reputa la lettura noiosa, ma, in realtà, è solo perché non ha trovato ancora il libro giusto. Alla maggior parte delle ragazze piace molto un romanzo intitolato “Love me love me”, che è una saga di quattro libri, mentre i maschi non hanno un libro in comune, hanno gusti più vari, dai libri di auto o sport a quelli di horror o avventura, ma c’è un genere trasversale, ovvero quello dei manga. Alla fine pare che il nostro gruppo classe legga molto. La prof, però, continua a dire che se noi ragazzi leggessimo veramente così tanto, dovremmo avere un lessico più ampio. Le due affermazioni non combaciano: forse i libri che leggiamo usano un lessico che già conosciamo? Oppure non leggiamo così tanto come diciamo?
Per trovare elementi alla nostra indagine siamo andati ad intervistare il personale della libreria Mondadori in via Vittorio Emanuele a Camaiore. Subito ci ha accolti Michele, il proprietario sia di questo negozio che di quello a Pietrasanta, ma l’intervista l’abbiamo fatta alla giovane commessa Cristina. Michele, nel presentarcela, ha voluto sottolineare l’importanza della sua giovane età che la rende più vicina alle nuove generazioni.
Qual è la fascia d’età che frequenta di più il negozio? «In questi ultimi anni siete voi ragazzi dai 12 ai 14 anni, ma in senso più esteso tutta la fascia giovanile fino ai 35 anni».
Quale approccio coi ragazzi? «Cerchiamo di aiutarli nella ricerca di un libro che li appassioni. Capita, a volte, che i ragazzi siano accompagnati da un genitore che vorrebbe convincerli a scegliere un libro che piace a loro; in questo caso confesso di stare dalla parte vostra perché la lettura deve essere un piacere e non un’imposizione».
La lettura online ha influito sulla vendita dei libri cartacei? «Io sono una lettrice online perché è un sistema pratico, però, se leggo un libro online e mi piace, lo compro anche in cartaceo; questo è vero per diverse mie amiche e clienti del negozio, perciò posso dire che no, la lettura online non ha influito.
Nel frattempo alcuni di noi hanno adocchiato un libro da acquistare e Francesco fa richiesta di un manga che, però, dovrà arrivare dall’altro negozio…così il problema del lessico rimane senza risposta».
Ecco la squadra dei giornalisti della II D della scuola secondaria di primo grado Pistelli dell’Istituto Comprensivo Camaiore 1: Sami Abel, Sofia Altemura, Eva Antognoli, Franziska Bonuccelli, Evelin Borjas Pinto, Francesco Deledda, Natalie Favazza, Davide Ferri, Hanaa Jarmouni, Caterina Marchetti, Luca Mariani, Jeremia Mattei, Lorenzo Palmerini, Thomas Pedonese, Lorenzo Pieri, Anita Pignataro, Lorenzo Polloni, Manuel Polloni, Filippo Vecoli, Sara Viva. Docenti tutor: professoresse Anna Maria Ulivi e Viola Viviana. Dirigente scolastico: professor Germano Cipolletta.