A bordo della circolare dei Castelli. Scoperta di identità e inclusione
Un progetto per conoscere meglio il nostro paese, il borgo toscano di Santa Maria a Monte
Un’esperienza indimenticabile ha coinvolto gli alunni della classe 1^ D della Secondaria di primo grado «Giosuè Carducci» di Santa Maria a Monte e gli ospiti del servizio semiresidenziale diurno «Il Mulino» di Ponte a Egola, diretto da Annalisa Bianucci, in collaborazione con l’amministrazione comunale e l’Istituto comprensivo di Santa Maria a Monte.
Accompagnati dai docenti Comastri, Mafrici e Basile e dal bibliotecario Mariano Boschi, dopo un’attività di ricerca storica, abbiamo visitato il nostro borgo dalla suggestiva struttura a chiocciola. Abbiamo osservato con occhi nuovi le tracce medievali in cisterne, torri, mura, nel parco archeologico della Rocca distrutta dai fiorentini, l’«uccellino» di piazza, il Palazzo del Podestà e la chiesa Collegiata, che custodisce la patrona Beata Diana Giuntini, famosa per la processione delle Paniere il lunedì di Pasqua. Inoltre abbiamo notato le case che hanno ospitato Vincenzo Galilei e i Carducci.
Il progetto non mirava solo alla conoscenza del territorio, ma anche alla condivisione con gli ospiti del centro diurno e gli educatori della cooperativa I Colori. In classe, con Chiara Risaliti di Promocultura, abbiamo riflettuto su come superare le barriere architettoniche e sensoriali attraverso solidarietà, condivisione e inclusione, imparando a metterci nei panni degli altri. È nato così il gioco «Alla conquista della Rocca»: abbiamo realizzato tabellone, torri in 3D, pedine e attività accessibili a tutti, come labirinti e laboratori creativi. Il 13 aprile, dopo i saluti della sindaca Manuela Del Grande, presenti anche la dirigente scolastica Laura Cotrozzi e la vice Cinzia Del Punta, abbiamo guidato i nostri ospiti per le vie del borgo, sempre attenti e partecipi al nostro racconto. In piazza Marconi abbiamo letto una poesia di Carducci, illustrata dal pittore Galli, collegato al telefono, mentre una ragazza del centro ci ha sorpreso cantando «San Martino».
Nella cripta della pieve antica, abbiamo giocato insieme con grande entusiasmo e coinvolgimento da parte di tutti e gli ospiti hanno conquistato simbolicamente la chiave del castello. Uno di loro ci ha stupito con un piccolo spettacolo di magia.
Questa esperienza inclusiva ha messo tutti a proprio agio, ci ha insegnato che basta rallentare un po’ per accorgerci di quanto sia possibile godere dei momenti belli della vita, di come si possa essere felici insieme, che non dobbiamo mai mollare e sia bello accoglierci senza pregiudizi. La giornata si è conclusa con lo scambio di collage e attestati, segno di una gioia piena vissuta insieme.
Solidarietà cosa significa? Aiutarsi a vicenda, soprattutto se in difficoltà. È un valore importante: benessere e inclusione di ogni persona dipendono dalla misura in cui il servizio pubblico riesce a renderla partecipe della comunità in cui vive. Promuovere la crescita e l’integrazione sociale e lavorativa di tutte le persone, è un dovere dello Stato che deve prendersene cura e migliorarne la vita, come previsto da Costituzione e politiche di coesione sociale. In un mondo dove prevale la cultura dello scarto, è quanto mai necessario contribuire al superamento della discriminazione, partendo dall’analisi di problemi e disagi, ma anche facendo leva su capacità e qualità di ciascuno. In tal modo si possono offrire opportunità per valorizzare le potenzialità di tutti e costruire una comunità in cui nessuno sia lasciato indietro. Questa è la missione di associazioni di volontariato, servizi residenziali e cooperative, come «I Colori» che aiutano in modo concreto gli ospiti de «Il Mulino». L’incontro fra la classe 1^ D e gli ospiti del centro è stata un’esperienza motivante, empatica e piacevole: un’opportunità di socializzare, conoscere noi stessi, gli altri, nuovi spazi e territori, concentrarci su ciò che possiamo fare e non su ciò che non possiamo, riconoscere che tutti abbiamo qualcosa da dare e qualcosa da ricevere. Cambiamo la prospettiva e costruiamo una rete sociale, culturale ed economica che assicuri la partecipazione di tutti a un progetto di vita comune.
La pagina è stata realizzata dalla classe 1^ D della Scuola Secondaria di Primo grado «Giosuè Carducci» Istituto comprensivo di Santa Maria a Monte: Mia Adobbato, Jasmine Agnesini, Giada Amore, Sara Brilli, Lorenzo Colella, Giulia Gatto, Keisi Gjergji, Emily Grasso, Marta Guelfi, Matteo Guelfi, Valentina Ionita, Melissa Margiotta, Romeo Martini, Riccardo Mazzanti, Elia Novelli, Lara Orsini, Elisa Pagni, Emma Rocchi, Marco Rosi, Tommaso Sessa, Ginevra Tanda, Edoardo Tempestini, Daniel Terracciano, Francesco Vartolomei Andrei, Laura Vigiani. Docenti tutor Chiara Comastri, Sabina Basile, Giacomo Mafrici.
Dirigente scolastica Laura Cotrozzi.