ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Margaritone di Arezzo (AR) - 2°, 3°

Thevenin, la casa di tutti. Storie di ragazzi in rinascita

L’incontro con un ospite della struttura dove si imparano i valori della famiglia e della condivisione

La parola casa fa pensare a un luogo sicuro dove sentirsi amati, accettati e protetti, dove regole precise scandiscono i momenti della quotidianità, e permettono a ciascuno di crescere ed esprimere se stesso.

Ma in certe famiglie, disagiate o assenti, la realtà è ben diversa. In questi casi, strutture come il Thevenin diventano l’unico spazio in cui ci si può sentire davvero a casa. È questo il messaggio emerso dall’incontro con Francesca Contino, educatrice di casa Thevenin, e uno dei ‘suoi’ ragazzi.

Qui si impara a vivere una quotidianità per alcuni mai sperimentata, fatta di ritmi precisi e routine strutturate, e si scopre con gioia e meraviglia il valore della normalità. Si va a scuola e al rientro ci si rimbocca le maniche per le faccende domestiche, le attività sportive, ma soprattutto lo studio, per garantirsi un futuro migliore. Ci sono tempi limitati per il telefono e una paghetta settimanale.

«Dalla prima media impariamo a fare la lavatrice, stirare e tenere pulita la camera. – ci racconta il ragazzo – In estate tra campi solari, mare e piscina si riacquista la capacità di essere spensierati e leggeri. Il momento più bello? La cena. Senza cellulari, ci si guarda negli occhi e si parla di tutto dalle sciocchezze ai pensieri più profondi. È qui che il gruppo diventa famiglia.

All’arrivo molti sono spesso spaventati e diffidenti, perché separati dalla famiglia o dai fratelli, come è capitato a me quando sono entrato a 10 anni. Ma ci sono i ragazzi più grandi ad accoglierli e a farli ambientare. Le regole all’inizio così rigide, diventano poi essenziali per ridare ordine, rendere consapevoli delle conseguenze di ogni azione e facilitare il confronto con gli altri. Rispetto, assenza di giudizio e generosità sono ciò che si pratica ogni giorno».

Le educatrici seguono i ragazzi con un impegno totale e costante, una dedizione che accompagna ogni loro piccolo progresso con orgoglio. «Ma il momento più emozionante di tutti – ci rivela Francesca – è quando li lasciamo andare e li vediamo costruirsi una vita propria e, magari, una famiglia fondata sui valori che hanno ricevuto a Casa Thevenin. Il legame profondo e autentico che si è creato resta nel tempo, il filo non si spezza e possono sempre contare su di noi. Non è il passato a definire cosa saranno, ma la casa interiore costruita insieme, solida e resistente a qualsiasi tempesta, dove hanno imparato a essere liberi, a non arrendersi davanti alle difficoltà e a credere di poter meritatamente aspirare a un futuro migliore».

 

L’Istituto Thevenin, nato come il primo orfanotrofio di Arezzo intorno al 1870, deve il suo nome alla sua fondatrice, suor Gabriella Thevenin della congregazione religiosa delle Figlie della Carità, e dal 1928 ha sede in via Sassoverde. La Fondazione Thevenin offre diversi servizi: una comunità di accoglienza per mamme con bambini (Miriam), una comunità educativa per minori adolescenti (Edelweiss),un’abitazione per donne in situazione di disagio (Shalom), un servizio pomeridiano per bambini in difficoltà scolastica o familiare e altri servizi dedicati alle donne vittime di violenza. In particolare Edelweiss accoglie e ospita minori che, per motivazioni diverse, non possono restare nelle famiglie di origine.

Nella comunità, attiva tutto l’anno, risiedono stabilmente fino a un massimo di 12 minori, cercando di tenere insieme fratelli e sorelle, dove possibile. Al gruppo si aggiungono 5 semiconvittori, cioè ragazzi che frequentano solo il pomeriggio. Ci sono 12 educatori impiegati a tempo pieno e 10 volontari che danno il loro contributo nelle varie attività quotidiane. Ogni minore ha un educatore di riferimento che lo segue e lo sostiene per ogni sua esigenza in tutto il tempo della sua permanenza. Questo accompagnamento quotidiano permette di valorizzare l’unicità di ogni ragazzo di Casa Thevenin, coltivandone le potenzialità e rispettandone i bisogni, così da poter offrire a ciascuno una concreta possibilità di trovare una realizzazione nella società e nel mondo del lavoro.

Alunni Elisa Bennati, Jacopo Berti, Matilde Berti Lorenzo Bonci, Adele Capria, Alberto Casini Martina Cirillo, Amelia Felcini, Sara Ghetau Leonardo Giustini Sofia Grotti Eleonora Hatfull Laris Kumar Pier Paolo Lazzeri Penelope Leoni Sveva Mori, Muneib Mustafa, Bianca Maria Elena Peloni, Andrea Petrocchi, Benedetta Rossi, Emma Rossi Laura Beatriz Santos Sgorla, Vittoria Valdarnini Agnese Vinerbi Insegnanti Tutor: Sabina La Vecchia Maria Trzuskolas Preside Virginia Palladino

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