ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Desiderio da Settignano di Dicomano (FI) - 3A

Come i ragazzi usano i social. Sempre connessi: davvero liberi?

Una riflessione sull’utilizzo degli strumenti digitali da parte delle nuove generazioni

Incontro con la Polizia Postale.

Oggi smartphone e social sono parte integrante della nostra vita.

Rappresentano una risorsa straordinaria per comunicare e imparare, ma nascondono alcuni rischi, come quello di essere esposti a contenuti non adatti alla nostra età. Questo ed altri pericoli ci sono stati spiegati dal DTS Gianluca Massettini della Polizia Postale, in un incontro con le classi terze, in cui sono stati affrontati soprattutto i temi della sicurezza e della legalità online.

Dipendenza e ritiro sociale. Un altro rischio, di cui abbiamo letto e parlato in classe, è quello della dipendenza da social: il confine tra uso e abuso si può infatti facilmente superare quando la realtà digitale diventa più importante di quella fisica, impedendo anche minimi distacchi dai nostri dispositivi o addirittura portando ad un ritiro sociale, come nel caso dei giovani Hikikomori (letteralmente «stare in disparte»).Questi individui, principalmente giovani, si isolano volontariamente per mesi o anni nella propria casa o stanza; le uniche interazioni con l’esterno avvengono infatti solo attraverso internet, l’utilizzo di chat, social network e videogame. Questo fenomeno, nato in Giappone ma ora globale, è un problema sempre più diffuso a cui è importante prestare attenzione. Un sondaggio a scuola per scoprire come usiamo gli smartphone e i social. Per capire meglio l’uso degli smartphone e dei social, la nostra classe ha preparato un sondaggio anonimo, rivolto ai ragazzi e alle ragazze della scuola: l’indagine ha coinvolto circa 110 studenti delle classi prime, seconde e terze, con un’età compresa tra gli 11 e i 13 anni.

Ecco i risultati. La maggior parte degli intervistati segue quotidianamente un social e il 42,2% ha avuto il proprio telefono tra gli 8 e i 10 anni. La piattaforma più diffusa è TikTok (il 50%), seguita da Instagram e da Snapchat. Molti dichiarano di trascorrere online meno di tre ore al giorno (il 53%) mentre il 9,5% utilizza i social dalle 5 alle 9 ore; altri lo usano anche la notte. Il 55% degli intervistati non ha ancora il controllo parentale attivo. Tra le principali motivazioni d’uso spiccano il bisogno di rilassarsi (65,2%) e di affrontare emozioni negative (18,8%). Un dato incoraggiante riguarda la crescente consapevolezza dei rischi collegati ai social (50,4%). In conclusione, con i dati raccolti abbiamo capito meglio quanto il telefono sia presente nella vita di tutti i ragazzi e che è importante regolarne l’utilizzo.

 

In questo anno scolastico, gli studenti e le studentesse della classe 3ªA hanno realizzato un Piccolo Glossario per ’boomer’, scegliendo alcune parole utilizzate dai giovani nei social media. Lo scopo è far comprendere il significato di questi termini ai cosiddetti ’boomer’, cioè alle persone nate nel periodo del Baby Boom a cavallo fra il 1946 e il 1964.

Ecco alcune parole che sono state scelte: ’bro’, abbreviazione del termine inglese ’brother’, cioè fratello, utilizzato per rivolgersi ad un proprio amico o conoscente;’chill’, parola che indica uno stato di relax, tranquillità, assenza di stress e distensione; ’cringe’, termine che indica qualcosa o qualcuno di ridicolo, imbarazzante, che provoca disagio/disgusto (anche riferito ad un boomer che fa cose da giovani); ’aura’, utilizzato per descrivere un’azione positiva o negativa compiuta da qualcuno; ’ghostare’, termine che significa ’scomparire’, interrompere bruscamente ogni contatto con qualcuno, senza dare spiegazioni (dall’inglese ’ghost’, fantasma); ’flexare’, parola che significa ostentare ricchezza, vantarsi (spesso di cose materiali o successi); ’crush’ termine che sui social significa ’cotta/infatuazione’; ’friendzonare’, che significa respingere le avances sentimentali o sessuali di una persona, confinandola nel ruolo di semplice amico/a (da ’friend’, in inglese). Gli studenti e le studentesse hanno anche realizzato dei brevi video (reels) in cui hanno spiegato il significato della parola scelta tramite esempi e azioni.

L’obiettivo finale è quello di stampare il glossario e distribuirlo tra le famiglie e i professori a fine anno scolastico, nel corso di una lezione aperta alle famiglie, per rendere più comprensibili ’le parole dei giovani’.

Gli studenti e le studentesse dalla classe III A della Scuola secondaria di primo grado ’Desiderio da Settignano’, Dicomano (FI): Alan Sidiq Eilan, Bellandi Marco, Cafaggi Diego, Chenet Caterina, Ciccone Giovanni, Grati Eva, Hasanaj Alessio, Kotorri Liri, Macheda Francesco, Marino Gaia, Palumbo Aurora, Piovanelli Diego, Rodriguez Nieto Jorge Alejandro, Santana Christopher Enmanuell, Santoni Alessandro, Sarti Mattia, Selboja Niko, Soto Munoz Martina, Sulaj Alessio, Tirinnanzi Giulio, Vassallo Maria Francesca, Vestri Aldo. Le docenti: Maria Cristina Camisani, Giovanna Finetti.

Il Dirigente scolastico: Dott. Mauro Tatti.

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