A tu per tu con l’arte di Vasari. Un giorno tra capolavori e sorprese
Percorso per conoscere gli artisti e capirne il valore: la nostra esperienza nelle sale della mostra
Tutto è cominciato con la visita alla mostra «Vasari. Il teatro delle virtù» che si teneva ad Arezzo lo scorso anno. Ci ha colpito così tanto che quest’anno siamo andati a vedere il luogo privato, intimo dove Giorgio viveva: la casa.
La mostra, allestita presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, che celebrava i 450 anni dalla morte di Vasari, era un’occasione unica che non potevamo perdere: non solo esponeva opere dell’autore provenienti da musei come il Louvre e il Met, ma come ci ricordano sempre le nostre maestre, non è mai troppo presto per iniziare a conoscere le opere d’arte. Abbiamo scoperto che Vasari (Ar. 1511- Fi.1574) non solo era un pittore, ma anche architetto e scrittore e in ognuna di queste arti ha lasciato la sua impronta che l’ha reso importante nel tempo.
Abbiamo ammirato il suo ritratto che lo mostra come un uomo serio, pensoso che crede nello studio, nelle virtù per riuscire bene nella vita. Ci siamo soffermati davanti al quadro della «Pazienza»; osservato la scrittura in corsivo delle Vite, ma l’opera che ci ha stupito di più e che troneggiava in mezzo alla sala, è stata la Chimera che si poteva ammirare anche dall’alto di un soppalco.
La Chimera è un bronzo etrusco raffigurante il mostro mitologico con corpo di leone, testa di capra e coda di serpente, ritrovato nel 1553 ad Arezzo. Vasari ne ha riconosciuta l’origine etrusca e l’ha fatta apprezzare a Cosimo che l’ha voluta a Firenze come segno della sua potenza. La casa di Vasari ad Arezzo doveva rappresentare se stesso e la sua fama. Arrivati, ne abbiamo notata la grandezza, i tre piani su cui si sviluppa. Qui Giorgio viveva al piano nobile, insieme alla moglie.
Lui personalmente aveva affrescato alcune sale della casa. Nella stanza della Fama, dove erano ricevuti gli ospiti, aveva dipinto «La fama» come una donna alata seduta su un globo intenta a suonare una tromba per annunciare la gloria dell’artista. Nella sala più importante possiamo ammirare l’affresco «Il trionfo della virtù» posto al centro del soffitto, che rappresenta una donna che bastona la fortuna e con un piede scaccia l’invidia.
Non si può contare solo sulla fortuna per costruire la fama, ma se diventi famoso cerca di allontanare l’invidia degli altri.
Bellissimo è il giardino sopraelevato con le aiuole bordate di bosso e una vasca rotonda con fontana.
Noi lì ci siamo immaginati Vasari che passeggiava con la moglie e si rilassava. Di sicuro alcune immagini di questi viaggi le ricorderemo per sempre!
Uno dei momenti più belli, indimenticabili della scuola sono le uscite didattiche e le gite. Ci togliamo il grembiule nero, ci prepariamo uno zainetto leggero con tante cose da mangiare, l’immancabile taccuino, le penne e siamo pronti per il viaggio.
Tutti gli anni della Scuola Primaria siamo stati in gita: due volte abbiamo preso il pullman e due volte siamo andati ad Arezzo con il trenino del Casentino, come lo chiamano i pendolari e gli studenti. Trenino perché non è certo un Freccia Rossa; è formato da tre o quattro vagoni, parte da Stia, si ferma in quasi tutti i piccoli centri abitati che si trovano lungo la ferrovia e arriva ad Arezzo. Dopo aver fatto un breve percorso a piedi, il 28 aprile 2026 siamo arrivati in anticipo alla stazione, ma il treno è stato puntualissimo. Una volta saliti ci ha accolto uno scompartimento confortevole: le pareti grigie e i sedili blu molto comodi e ben disposti in modo da favorire la conversazione. Non c’era molta gente e questo rendeva l’atmosfera più tranquilla. Il viaggio è iniziato sentendosi noi stessi, leggeri, abbastanza liberi, pieni di attese per la giornata. Ognuno ha scelto con chi sedersi; a volte capita che il posto desiderato sia già occupato, ma non è certo questo a rovinare l’entusiasmo. Si trova un altro amico, si comincia a parlare, si guarda il paesaggio scorrere dal finestrino, si ascolta, si commenta. Per noi il divertimento è questo: giocare, parlare, stare bene insieme. Viaggiare in treno è molto comodo, sicuro e anche economico, così stiamo valutando se fosse possibile in futuro, raggiungere anche mete più lontane.
Alunni Ramazan Alili Ginevra Alterini Serena Avdijaj Sebastian Loris Balu Luna Di Miceli Selma Etemi Antonio Iuliano Cristina-Alexandra Lazar Alin Ionut Popov Dario Rossi Denis Stefan Saros Wahedeep Singh Gacomo Torres Zepeda Maicol Ulivi Kai Zhou Insegnanti Tutor: Gemma Vigiani Docenti Simonetta Cardinale Francesca Polchi Carmen Schiavone Rita Sandroni Valentina Giuliattini Debora Zavagli Assunta Pignalosa Preside Alessandra Mucci