ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado G. Papini di Rignano sull'Arno (FI) - 2B

L’alluvione di Firenze del 1966. Il racconto dei nostri nonni

Attraverso i giornali dell’epoca e i loro ricordi, riviviamo quella notte di 60 anni fa

Quest’anno ricorre un importante anniversario per Firenze: l’alluvione del 1966! A scuola abbiamo lavorato proprio su questo argomento; per scoprire cosa è successo tra il 3 e il 4 novembre di 60 anni fa, abbiamo visto video, letto libri e giornali risalenti proprio a quei giorni, portati in classe dalla nostra compagna Giulia, ma soprattutto abbiamo intervistato alcuni dei nostri nonni, testimoni diretti dei fatti.

È un venerdì terribile, quello del 4 novembre del 1966, quando nella notte l’Arno straripa, arrivando ad una portata d’acqua di 4000 metri cubi al secondo, cioè 40 volte superiore al normale, riversando fuori dagli argini l’equivalente di 90 mila piscine olimpioniche.

I nostri nonni ci hanno raccontato ciò che vedevano, i sentimenti che provavano e quello che molti di loro hanno fatto. L’acqua bussava alle porte delle case e i primi piani erano allagati e inabitabili.

Quando si ritirò, lasciò il posto al fango, a tonnellate di fango.

Gli edifici devastati furono 20.000, di cui 14.000 abitazioni private e migliaia di automobili.

L’arte non fu risparmiata, con 1500 opere danneggiate, per non parlare dei moltissimi libri della Biblioteca Nazionale centrale. Purtroppo ci furono anche 35 persone che persero la vita e fu necessario più di un mese per ritornare al-la normalità. I nonni ci hanno detto che i telefoni non funzionavano, non c’era l’acqua e l’esercito la distribuiva con delle cisterne, molti erano sfollati e senza tetto.

Nel libro sull’alluvione che abbiamo analizzato in classe, ossia «L’Arno straripa a Firenze di Maurizio Naldini», ci sono anche delle fotografie.

In una di esse alcune persone sono bloccate su un tetto e cercano aiuto: nei loro volti si vede la paura, la disperazione e l’angoscia di quei giorni. Il fiume che fa parte della nostra quotidianità, perché lo vediamo tutti i giorni, era diventato «il nemico». In quel momento così buio venne fuori anche la parte migliore delle persone: alcuni dei nostri nonni, per esempio, per aiutare le vittime dell’alluvione accoglievano gli sfollati a casa e gli offrivano pranzo e cena; poi c’era chi andava ad aiutare: «Gli Angeli del fango», cioè i giovani che arrivarono a Firenze da tutta Europa e oltre, per dare supporto e rimettere in piedi la città. Una generazione intera si trovava nello stesso luogo per un destino comune, che non era una guerra. Ecco, questo magnifico esempio di solidarietà è successo a Firenze sessant’anni fa!

 

Negli ultimi anni per evitare il rischio legato a eventi atmosferici eccezionali o incidenti su larga scala è stato inventato l’IT-Alert.

Si tratta di un nuovo sistema di allarme pubblico che manda un segnale, cioè un allarme a tutti i cellulari delle persone, che si trovano nella zona interessata da una situazione di grave emergenza.

Ogni dispositivo mobile agganciato ad una determinata cella telefonica, riceve per forza il messaggio dell’imminente pericolo e della sua entità e su come fare per mettersi in salvo. Il sistema è gestito dalla Protezione Civile e non richiede app da installare. Il messaggio arriva a tutti i telefoni sia agli italiani che ai possibili turisti, che si trovano nel perimetro dell’allarme.

Il 28 giugno 2023 in Toscana è stato testato per la prima volta l’IT-Alert, con l’invio di un messaggio di test per far conoscere il nuovo strumento di protezione civile ai cittadini toscani e ai numerosi turisti che visitano la regione.

Quando viene usato? E’ importante sapere che questo tipo di allarme viene utilizzato per segnalare pericoli di alluvioni o rischio idrogeologico grave, terremoti forti, incidenti nucleari e industriali, emergenze vulcaniche o crollo di grandi infrastrutture, come ponti o dighe. Gli utenti presenti nell’area interessata ricevono un messaggio di testo, accompagnato da un suono ben riconoscibile e differente dalle classiche suonerie. Il testo è preceduto dall’indicazione «IT-alert», che corrisponde a chi ha mandato il messaggio. I messaggi sono diversi in funzione dello scenario di emergenza.

Ecco i nomi dei giovanissimi cronisti della IIB che hanno curato la redazione di questa pagina: Brandi Letizia, Cammelli Caterina, Comite Matilde, Conticini Maria, Dalla Barba Giulia, Fabbrucci Alessio, Gashi Elbiona, Goicochea Akemy, Guerrini Andrea, Ialeggio Leonardo, Kantara Aya, Lafdil Imran, Micheli Margherita, Mikaj William, Morgenni Alessio, Mugnai Niccolò, Ognibene Diego, Parri Manuel, Sabella Riccardo, Tito Lorenzo, Uleri Ginevra, Vannucci Edoardo. Docente tutor: Tania Tondini. Dirigente scolastico dell’istituto comprensivo: Antonio Restaino. 

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