ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Arezzo (AR) - 2A, 2B

Sport, a scuola di tifo «buono». Tutti in campo alle Convittiadi

La gara non è solo una sfida ma un linguaggio universale fatto di rispetto e crescita collettiva

Per noi studenti del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, lo sport non è solo una sfida o un punteggio sul tabellone, ma un linguaggio universale fatto di rispetto e crescita collettiva. Recentemente, due esperienze straordinarie ci hanno permesso di toccare con mano questi valori, trasformando la teoria dei banchi di scuola in pratica di vita: la partecipazione alle Convittiadi e il progetto A scuola di tifo.

Le Convittiadi rappresentano per noi l’evento più atteso dell’anno, un momento magico che unisce giovani tra i 10 e i 16 anni provenienti dai Convitti di tutta Italia.

Dalle sfide di calcio a 5 e beach volley, fino ai tornei di scacchi e alle esibizioni di musica e teatro, questo evento diventa per noi un laboratorio di vita. Il momento più emozionante di questa edizione non è legato a una rete segnata o a un punto vincente, ma a un riconoscimento che ci riempie d’orgoglio il Premio Fair Play.

Quest’anno noi di Arezzo abbiamo vinto questo ambito premio sia nel torneo di calcetto, che in quello di beach tennis. Il vero traguardo non è stato conquistare il podio, ma essere premiati per come affrontiamo la sfida sportiva. La competizione si trasforma in un viaggio di amicizia, dove il rispetto per l’avversario conta più della vittoria finale. Parallelamente, abbiamo esplorato il lato etico del sostegno sportivo con A scuola di tifo, un progetto di alto valore civile organizzato dal Coni in collaborazione con gli arbitri e le forze dell’ordine. L’iniziativa punta a imparare a tifare in modo corretto, evitando la violenza e i conflitti in campo e tra i tifosi. Per l’occasione, noi alunni della secondaria abbiamo accolto con entusiasmo i membri dell’associazione Orgoglio Amaranto e due calciatori dell’Arezzo.

È stato un momento di grande festa: abbiamo preparato bandierine e cartelloni colorati, creando un clima di gioia pura. I giocatori hanno condiviso con noi l’importanza di non aggredire l’avversario né in campo né negli spogliatoi, spiegando che dietro ogni azione deve esserci il rispetto per la propria squadra e per l’autorità dell’arbitro. Grazie all’iniziativa di scuola di tifo, alcuni di noi hanno vinto un premio: poter assistere gratuitamente ad una delle partite dell’Arezzo allo stadio.

Queste esperienze ci insegnano che, sia sugli spalti dello stadio di Arezzo che sui campi delle Convittiadi, lo sport vince davvero quando abbatte le barriere. Portiamo a casa non solo medaglie, ma la consapevolezza che essere veri atleti significa, prima di tutto, essere cittadini corretti.

 

Abbiamo avuto l’occasione di incontrare ed intervistare due giocatori dell’Arezzo Righetti e Tavernelli nell’ambito del progetto «A scuola di tifo». Il rispetto delle regole, il valore delle decisioni arbitrali, il tifo corretto e positivo e l’accettazione serena del risultato sono stati i punti cardine del confronto con i ragazzi. Avete mai compiuto un’azione di fair play? «È capitato molte volte, sia durante la partita sia alla fine. Infatti anche se in campo siamo avversari, accade che al termine della partita ci stringiamo la mano in segno di rispetto e ci chiediamo scusa a vicenda se c’è stata qualche incomprensione. Il fair play non si deve limitare solo allo sport, ma deve essere applicato anche in altri ambiti della vita». Quali emozioni, quando avete vinto o perso una partita importante? «In realtà tutte le partite sono importanti, soprattutto le sconfitte che ci aiutano a migliorare e a crescere, in modo tale da imparare dai nostri errori e giocare meglio la prossima partita». Qual è statala partita più difficile da affrontare? «Ogni partita è unica e ha il suo livello di difficoltà, perché ciascun avversario ha una sua caratteristica. Per questo è importante non sottovalutare mai nessuna squadra ed essere sempre pronti ad impegnarsi al massimo». Quante ore vi allenate giornalmente? «Non ci sono degli orari stabiliti, dipende dalla necessità della squadra o individuale. Ogni giocatore potrebbe fare allenamento in palestra o per esigenze fisioterapiche».

Alunni2 A: Cecilia Campione, Greta Dionigi, Alex Felicetti, Mattia Giovannini, Mattia Jia Yi Huang, Emanuele Alberto La Muraglia, Jennifer Jiaying Liu, Aurora Mennini, Riccardo Miliciani, Humaira Ayyat Nabi, Denver Sol Kurt, Ioan Alexandru Tarnaucianu, Christal Scarlett Toleos, Andrea Valdarnini, Ying Zhan 2 B: Maksim Bruchas, Carlotta Carami, Manuel Coppola, Emma Daveri, Niccolò Germano, Emily Giglini, Anisa Islam, Giulio Laurenzi, Liam Ryan Marinas, Diego Mercuriali, Mathias Meyer Ceccolini, Chloe Omari, Gian Briley Rafanan, Pier Paolo Redi Insegnanti Tutor: Chiara Lombardo Francesca Spinelli Preside Sauro Tavarnesi

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Apertura votazioni 24/04/2026 ore 10:00
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