ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Claudio Puddu di Prato (PO) - 5C

I luoghi della Divina Commedia. «Solo chi cerca può imparare»

Gli alunni della 5 C della scuola Puddu sono entrati nella Grotta Malaparte alla ricerca di Dante E Virgilio li ha guidati per incontrare, fra fantasia e storia, i grandi personaggi narrati nell’opera

Dopo una coinvolgente lezione sul Dantedì, gli alunni della classe 5ª C decidono di vivere un’esperienza… in rima, davvero speciale: un viaggio fantastico nei luoghi della Divina Commedia. Guidati dalla curiosità e dall’immaginazione e pronti ad incontrare e interrogare alcuni grandi personaggi, i ragazzi hanno attraversato simbolicamente la selva oscura, alla ricerca del Sommo Poeta, entrando nella misteriosa Grotta Malaparte.

La stessa grotta da cui Dante, si dice, sia entrato nel mondo ultraterreno che ha descritto nei tre libri della sua opera più importante.

Nella selva oscura ci siamo ritrovati sulle tracce di Dante ci siamo smarriti. Ma ecco Virgilio, guida sapiente, a cui chiediamo riverentemente: “Poeta antico di grande valore, raccontaci chi sei per favore!”. “Dante cerchiamo con gran devozione, dacci un indizio della sua posizione.” E Virgilio sorridendo: “Cantai di Enea con nobile canto, tra i grandi poeti sono amato tanto.

Se Dante cercate con cuore sincero, alzate lo sguardo al cielo più vero. Dove le anime lavano gli errori, lo troverete tra i peccatori”.

Nel secondo girone Minosse troviamo, il Maestro ci avverte e noi lo ascoltiamo: “La belva ringhiante che incute orrore ci indicherà la strada per il mondo ulteriore” o Minosse, una domanda ti dobbiamo fare: sai dove Dante possiamo trovare?”. E Minosse: ”Passate avanti, audaci viaggiatori la via si apre per voi sognatori.

Se il Sommo Poeta volete trovare questa porta dovete varcare.” Tra le fiamme Ulisse incontriamo e con timore lo interpelliamo: “Ti salutiamo, re di Itaca, protagonista di una storia mitica.

Aiutaci a trovare Dante, il poeta più brillante.” Ulisse: “Chi cerca il vero non resta mai solo, troverete Dante oltre il volo.” Poi Paolo e Francesca: “O innamorati trasportati dal vento dedicateci solo un momento: Dante seguiamo con viva speranza, dove c’è traccia della sua presenza?” E loro: Dante è dove regna la luce, dove ogni anima al bene conduce.” Finito il buio vediamo scintille e quindi usciamo a riveder le stelle In cima alle scale infine arrivati un po’ increduli ed emozionati.

Si aprono le porte, entriamo in paradiso San Pietro ci accoglie con un gran sorriso.

E indicando Dante insieme a Beatrice parla ai noi ragazzi e dice: “Vedete? Egli risplende nel cielo beato, tra chi il sapere ha sempre cercato. Tra luci eterne sempre parlerà di poesia e di verità ” Così termina il nostro cammino, tra fantasia, studio e destino.

La ricerca di Dante ci ha insegnato a capire, che solo chi cerca può davvero imparare.”

 

Una grotta sul Monteferrato, vicino a Prato, che ha fatto parlare per molti anni. Lo scrittore Curzio Malaparte, nel suo libro “Avventura di un capitano di sventura“, la descrive come una vera e propria “porta dell’inferno”.

L’espressione fa un po’ paura, ma al contempo incuriosisce, soprattutto chi ama le storie di avventura e mistero. «La memoria dei pratesi vuole che per la strada di Figline si scenda all’Inferno. Dante è passato di lì, lungo la Bardena: la selva selvaggia è la pineta di Galceti – ha scritto Curzio Malaparte – Alcuni anni or sono un barrocciaio di Coiano, entrò in una cava di marmo verde abbandonata da secoli, proprio sotto la terza gobba del Monferrato, presso Figline, e n’uscì col viso bruciato, mezzo cieco e sordo, ammutolito dallo spavento. Si chiamava Agenore. Dal suo cappello, si capì ch’era sceso all’Inferno, tutto vestito e con i piedi nelle scarpe, come Orfeo». Per tanto tempo nessuno ha mai saputo dove si trovasse questa grotta.

Sembrava una leggenda, raccontata nei libri. Nel 2020 un gruppo dell’associazione “Curzio Malaparte Pratese nel Mondo” ha deciso di cercarla e dopo studi e ricerche sono riusciti a individuarla. La grotta si trova in una zona rocciosa e un po’ nascosta. Quando la si guarda da vicino, si capisce perché Malaparte l’avesse immaginata come qualcosa di misterioso: è buia, profonda e sembra quasi entrare dentro la montagna.

Questa pagina è stata realizzata dagli studenti della 5C della scuola primaria Puddu di Prato.

Studenti-cronisti in classe: Alessandro Benigni, Rimas Charhi, Filippo Fabbri, Emma Forti, Francesco Gargiulo, Greta Ghezzi, Thomas Giardinelli, Nora Lauria, Lorenzo Mati, Francesco Mauriello, Leonel Mulaj, David Odigie, Lavinia Pagli, Chiara Pappani, Edoardo Parrotta, Chiara Pettinaro, Sara Ricci, Mamdiarra Samb, Armina Tosku, Lavinia Vezeteu, Ludovica Virone, Elia Viti, Eisa Zaman e Anaid Zhuri.

Insegnanti-tutor che hanno seguito gli alunni nel progetto: Teresa Rechichi, Ilaria Biagini, Francesco Molinaro e Emanuele Glorioso.

Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Claudio Puddu“ è il professor Roberto Santagata che ha coordinato il gruppo di lavoro.

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